Le spine dei porcospini

I tipi spinosi si comportano come i porcospini: quando stanno troppo vicino pungono. Gli aculei servono a proteggere i porcospini dai pericoli, ma impediscono anche di avvicinarsi troppo fra loro.

In questo articolo, ci soffermiamo in particolare sull’apatia, la mancanza cioè di empatia. Alcuni pensano che l’apatia sia la voglia di non fare niente. In realtà, gli esperti della psiche umana dicono che esiste un’esagerata indifferenza ai bisogni degli altri, fatta di una vita zeppa di impegni interamente programmata, ma vuota.

Purtroppo questo genere di accidia esagerata la si nota anche tra alcuni nominati tdG. Pur riempiendosi di molte responsabilità teocratiche, sembrano anestetizzati alle sofferenze dei fratelli. Non sono mai annoiati e non trovano il tempo nemmeno per fermarsi a riflettere. Riflettere fa paura.

Gli iperattivi e gli inattivi hanno in comune una cosa: mancano di quell’energia necessaria per aiutare i fratelli in fede. Spesso sono più soli di quanto sembrano. Fanno fatica a socializzare, a creare legami. Capiamo l’importanza del gruppo quando ne siamo esclusi da esso. In casi come questi nel nostro cervello si attiva il circuito del dolore, a volte una vera tortura.

Il nostro cervello ha la capacità di orientare un comportamento prosociale a beneficio di molti. Sembra un paradosso, ma quando un tdG viene disassociato, gli altri si sentono responsabilizzati a fare di più. Tuttavia, gli stimoli più gratificanti sono quelli quando agiamo in maniera volontaria e non per timore di un’esclusione. L’atteggiamento prosociale risulta piacevole mentre quello asociale sgradevole.

Il problema dell’iperattività accidiosa sorge quando qualcuno è investito di un certo potere. Il potere ha la capacità di modificare il cervello, rendendolo meno sensibile ai bisogni e alle sofferenze. Agire con empatia ha effetti positivi su se stessi e sugli altri. L’empatico non si lascia condizionare dai pessimisti e dalle critiche. Certo, a volte, è più facile non fare che fare. Comunque, chi non fa niente per trovare un rimedio ai suoi problemi rinuncia a fare il bene, opera quindi il male su se stesso e sugli altri. (Giac 4:17)

A volte vorremmo aiutare chi soffre, magari un inattivo, ma un conflitto interiore ce lo impedisce. Pensiamo di non essere adatti o proviamo sentimenti egoistici. Forse pensiamo di non farcela. Pensare continuamente di non avere energia è uno spreco di energia. Un riequilibrio delle nostre attività può aiutare il nostro cervello a ragionare meglio.

Alcuni tdG si convincono che impegnarsi in modo iperattivo nella teocrazia sia un bene e una protezione. In realtà, prima o poi scoppieranno. Altri, invece, si convincono che non impegnarsi più attivamente nella teocrazia sia la scelta più saggia e meno dolorosa. In realtà, prima o dopo, si accorgeranno di non essere così felici come speravano. Alcuni sono come certe stelle esplose migliaia di anni fa e che si vedono ancora benché non esistano più.

Schopenhauer racconta di un gruppo di porcospini che, in una fredda notte d’inverno, attanagliati dal gelo, si avvicinano l’uno all’altro per scaldarsi, ma si pungono e, quindi si allontanano. Poiché hanno di nuovo freddo, si avvicinano di nuovo, finché non riescono a trovare una distanza ottimale, quella della tiepidezza. E’ una metafora su certi comportamenti umani improntati sui rapporti non troppo caldi né troppo freddi. Si tratta di una oscillazione tra la blanda ostilità e la fiacca empatia. Per uscirne è necessario rendere innocui i nostri aculei, rinunciare cioè anche alle nostre difese, decisi a subire le ferite prodotte dalle spine altrui.

A volte, l’empatia cristiana tra tdG, sembra più astratta e meno sentita, simile più a un obbligo morale che a un’inclinazione spontanea e gratificante. Chi è realmente il mio prossimo? Chi mi sta vicino o chi si è allontanato dalla congregazione? I valori morali si applicano solo a quelli della stessa religione o anche a chi non ne fa più parte? In quest’ultimo caso, si nota un tipo di insensibilità e di callosità dell’animo umano molto preoccupante. La condivisione non riguarda solo il dare, ma anche il sottrarre ad altri ciò che gli appartiene, in quanto bene comune di tutti.

Per i tipi spinosi stare vicino senza ferirsi è una sfida difficile ma non impossibile. Alcuni hanno paura di avvicinare un tipo spinoso. Forse mantenendo la giusta distanza si può avvicinarlo e fargli sentire il nostro calore. D’altra parte, il tipo spinoso non dovrebbe privarsi del calore necessario per riscaldarsi dal freddo pungente munendosi di una corazza di aculei appuntiti. Non possiamo vivere nel terrore della solitudine, ma nemmeno nel terrore di venire infilzati da coloro che vogliamo avvicinare. Che senso ha privarsi del calore – anche se a una certa distanza – per paura di ferirsi?

L’empatia permette di stare in contatto gli uni con gli altri senza nuocersi, salvaguardando quella giusta distanza che consente di rispettarsi e di scaldarsi con compassione. L’organizzazione dei tdG richiede ai suoi membri di rimanere il più possibile uniti, ma siamo reciprocamente respinti da molte spine a cui il legame fraterno ci espone.

Anche se la giusta distanza tra fratelli è una componente imprescindibile della natura umana e anche se il nostro reciproco bisogno di calore umano è sodisfatto in maniera moderata, abbiamo comunque meno probabilità di ferirci l’uno con l’altro. Non tutti i porcospini sono uguali. Alcuni sono più freddolosi, altri hanno gli aculei più lunghi. Non è detto che esista una distanza uguale per tutti. Uno dei due è destinato a soffrire di più.

A volte una certa distanza tra fratelli nella congregazione non è dovuta a mancanza di amore ma è un modo per stare vicini senza pungersi troppo. Quando non sentiamo il calore dei fratelli o ne percepiamo poco, forse ciò è dovuto alla cautela di non avvicinarsi troppo per pungersi incautamente.

Non dimentichiamoci che a volte un certo grado di indifferenza non è un male ma è un modo per difendersi dalle posizioni intolleranti e fanatiche di quanti presumono di avere sempre ragione e senza essere sfiorati dal dubbio, condannano e ostracizzano coloro che non sono abbastanza zelanti da assumere posizioni estreme.

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Sull’empatia:

Malati di cattiveria. Il lato oscuro dell’empatia. Alcuni parlano male degli inattivi non per cattiveria ma per mancanza di empatia. Senza discernimento ed empatia non si può essere obiettivi..

 

 

AMARSI E’ UNA LEGGE NATURALE. L’empatia dipende nel trovarsi nelle stesse circostanze dell’altro? Perché i neuroni a specchio sono importanti per essere altruisti? L’articolo risponde a queste due domande.. 

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