Le stelle: punti di riferimento nei momenti bui

“Alzate gli occhi in alto e vedete. Chi ha creato queste cose? Colui che ne fa uscire l’esercito perfino a numero, che tutte chiama perfino per nome. A motivo dell’abbondanza di energia dinamica, essendo egli anche vigoroso in potenza, non ne manca nessuna”. — Isaia 40:26.

La vastità della creazione stellare accresce infinitamente il vigore e il significato delle parole del Creatore riportate in Isaia. Alzando gli occhi al cielo in una notte serena si possono vedere migliaia di stelle, ciascuna delle quali, come il sole, sprigiona un’enorme quantità di energia.

Si calcola che nell’universo ci siano miliardi e miliardi di stelle. Il paragone con la vastità dell’universo dovrebbe renderci umili e grati al Creatore per l’enorme importanza che ci ha dato in confronto alle sue grandiose opere.

Uso figurativo 

Nel corso della storia, le stelle hanno sempre avuto la funzione di orientare il viaggio dell’uomo nelle notti più buie. Non possedendo le ali, l’uomo si muove in modo verticale, mentre il desiderio di volare liberi si muove in senso orizzontale. Per natura si tende verso l’alto, il cielo, le stelle, Dio. Le stelle ci mostrano da lontano la via di Dio. Si dice che quando una persona osserva le stelle stia cercando se stesso disperso nell’universo.

Etimologicamente, desiderare deriva da sideris, stella. Il desiderio ha dunque relazione con la stella, come se in assenza di essa, cerchiamo la luce nel buio della vita. Grazie al contrasto tra la luce e il buio, le stelle ci permettono di riflettere sui momenti contraddittori della nostra esistenza. Le stelle sanno coesistere con l’oscurità. Ne rivelano la luce e si contrappongono al buio. Il buio non può esistere senza la luce, stelle e oscurità, per certi versi, vivono insieme.

Se certe notti il cielo brulica di stelle,

altre volte il buio è assoluto.

(T. Moore, Pianeti interiori).

La Bibbia menziona spesso le stelle, sia in senso letterale che simbolico. A volte sono usate in senso figurato, in metafore o similitudini per rappresentare gli uomini e gli angeli. Gesù viene definito come la “luminosa stella del mattino”. Non tutte le stelle sono uguali. Riferendosi alla risurrezione, Paolo la paragona alla gloria delle stelle, “che differisce da un’altra stella in gloria”. (1 Corinti 15:41) Essendo parte integrante della meravigliosa creazione di Geova sottoposta alle sue leggi, le stelle dovevano ‘dichiarare la gloria di Dio’ e nello stesso tempo servire quale fonte di luce per l’uomo mentre questi assolveva il compito affidatogli dal Creatore. (Salmo 19:1; Deuteronomio 4:19) Nelle stelle possiamo vedere riflessi l’amore, la sapienza e la potenza del Creatore.

Edwin Way Teale scrisse: “Le stelle raccontano quanto è insignificante l’uomo in confronto all’eternità”. Tuttavia, i sette “angeli” delle congregazioni, ai quali vengono recapitati messaggi scritti, sono simboleggiati da sette stelle nella mano destra di Cristo. (Rivelazione 1:16, 20; 2:1; 3:1)  Perciò, come cristiano chiediti se in congregazione o nel web: sei un luminoso punto di riferimento come la stella o sei un punto oscuro come il buio della notte?

Nel suo tempo immortale, la stella continuerà a risplendere, in contrasto col tempo breve della vita umana. L’infinità della stella si contrappone alla finitezza dell’uomo e alla brevità della sua vita, la cui tristezza profonda e la povertà spirituale egli colloca nella notte. A volte, la disperazione accresce la percezione dello splendore della stella e interpreta la luce come positiva, confortante al suo dolore, una speranza luminosa e un punto di riferimento nel buio della notte.

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