L’eccessiva critica porta all’autodistruzione

bibbia

Superficialità e presunzione di conoscere tutto viaggiano velocemente in Rete.

Due noti giornalisti scrissero: “Un vero giornalista spiega benissimo quello che non sa” (Leo Longanesi); “Il giornalista è una persona il cui lavoro consiste nel separare il grano dalla pula  e nel far stampare  la pula” (Elbert Hubbard).

Superficialità e presunzione di conoscere e spiegare tutto corrono nella carta stampata e ancor più velocemente in Rete. Molto spesso si rivela azzeccato il detto ebraico. “Il sapiente sa quel che dice, mentre lo stupido dice quel che sa”. Il saggio è umile e modesto, mentre l’ebete è presuntuoso.

Il piacere dello scandalo, ruminare cibo zizzanico, compiacersi nel pettegolezzo e nei fatti privati degli altri, offre una perversa goduria condivisa da tanti. E purtroppo anche nella teocrazia. La verità esiste e non si può sgonfiare o gonfiare a nostro piacimento. Essa non ha sfumature a differenza delle mezze verità, dove le ambiguità di dire e non dire sono tante. Gesù disse: “La vostra parola significhi Sì, il vostro No, No; poiché il di più è del malvagio” (Mt. 5:37). La verità ammette solo la realtà autentica. Mark Twain scriveva che “una bugia viaggia velocemente per mezzo mondo, mentre la verità si sta ancora allacciando le scarpe”. Spesso, quello che di negativo si legge in Rete è come il vento che supera ogni ostacolo e si diffonde nel cuore e nella mente, senza sapere più da dove viene, né dove andrà. La verità è, invece, serena, equilibrata, pacata e per camminare ha bisogno di calzare le scarpe per le strade di questo mondo.

“La ricerca della verità è ben altra cosa che navigare su Internet”

Quando ci si abitua a non dichiarare la verità, criticando tutti e tutto, invece di concentrarsi sulle buone qualità e sulle cose positive, la verità stessa fugge. Ogni comunità in rete sembra che abbia nella copertina il cartello della verità assoluta: “Entra, qui troverai tutte le risposte”. Diffidate dalle imitazioni. La verità è per sua natura infinita, è un’illusione amara convincersi di possederla tutta. Le critiche distruttive e ignoranti non aiutano la ricerca della verità, così come le tante certezze non sono matematica. All’interno della verità esistono spazi per allargarsi e scoprire nuove realtà. Persino il dubbio se sincero può aiutare a cercare e rafforzare la verità. E’ difficile vivere la propria vita senza ricercare.

Le menzogne, in molti casi, svelano meglio della verità l’animo di una persona. Persino un nickname può svelare molte cose della personalità di chi naviga in Internet. Anche se neutro, questo soprannome è spesso carico di allusività, di rimandi, persino di inganni. C’è sempre dietro di essi una verità scomoda che si vuole occultare. La natura della verità spirituale è calda, viva, vibrante. “Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi” recita Giovanni nel suo vangelo. E’ indispensabile ritornare a far palpitare attorno a noi e in noi la vitalità della verità biblica, in una ricerca sincera e obiettiva, invece di impallinarla con affermazioni negative e sprezzanti. Un conto è l’apertura al dialogo, al confronto rispettoso che si stabilisce con gli altri, verificando con ragionevolezza le proprie convinzioni. Un altro conto è, invece, lo scontro il quale non si cerca la verità ma solamente la vittoria e la prevaricazione sugli altri. Alla fine chi subisce le conseguenze è la verità.

Oggi, il bisogno spirituale dell’uomo è diventato una malattia, un virus. Cristo si è fermato a Ebola. Ci si accontenta di luoghi comuni, non c’è più riflessione, sana critica, meditazione. La ricerca della verità è ben altro che navigare su Internet. E ciò vale per tutti: sorveglianti e beteliti, anziani e servitori di ministero, proclamatori attivi e inattivi, pastori e pecore.

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