Legami imperfetti

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Fratelli di convenienza, fratelli con interessi speciali, fratelli occasionali e fratelli che nel bisogno arrivano alle due del mattino.

Quando abbiamo accettato di far parte dei tdG, abbiamo stretto nel corso degli anni legami fraterni che ci hanno procurato sia gioie che dolori. Insieme abbiamo condiviso passioni, affetti e obiettivi. Ci siamo raccontati i segreti più confidenziali e nei casi di difficoltà ci siamo sostenuti a vicenda. Col tempo, con alcuni le strade si sono separate, mentre con altri il legame si è rafforzato sempre di più. In tutti questi anni, una cosa è certa, ogni legame per quanto duraturo è pur sempre imperfetto, anzi per certi versi molti sono stati dei “fratelli a tratti”, cioè per un tempo limitato.

Si dice che un’amicizia si vede nel bisogno. Forse sì, forse no. La vera amicizia fraterna per alcuni si vede invece quando si deve partecipare alla gioia di un nostro caro fratello. Essendo un legame imperfetto, una nostra parte desidera il bene per lui, ma anche il male. (Romani 7:17-20) Questa ambivalenza, tipica dei sentimenti umani, dimostra come dietro a un attaccamento affettivo c’è sempre un’ostilità nascosta.

  1. Fratelli di convenienza. Sono quelli con cui condividiamo le adunanze, il servizio di campo, collaboriamo ai reparti delle assemblee; quelli che usciamo il fine settimana per una pizza o per giocare a calcetto; quelli che quando abbiamo bisogno ci accompagnano con la loro auto a casa nostra. Fratelli che pur facendo insieme tutte queste cose non diventiamo mai intimi con loro e non ci sbilanciamo mai troppo. Con loro parliamo di molti argomenti, ma mai della nostra depressione o del problema che stiamo attraversando con il nostro coniuge o con nostro figlio. Sono i fratelli del “mutuo soccorso”, di convenienza, ma con tutti i loro pregi.
  2. Fratelli con interessi speciali. Con loro condividiamo interessi, sport, lavoro, grande tribolazione e l’imminenza della guerra di Armaghedon. Uniti per salvare il mondo dei tdG e i tdG dal mondo. Nonostante ciò anche con loro possiamo non essere fratelli intimi.
  3. Fratelli occasionali. Con loro abbiamo condiviso un tetto per alcuni giorni come una gita o una vacanza trascorsa insieme. Con loro abbiamo collaborato nello stesso reparto a una o più assemblee. Proviamo una simpatia che si accende ogni volta che ci capita di parlare di loro o incontrarli nuovamente.
  4. Amici intimi. Sono i fratelli con i quali siamo legati emotivamente e fisicamente. Ci vediamo, ci telefoniamo, ci messaggiamo. Con loro non abbiamo difficoltà a confidarci e senza accorgerci raccontiamo anche i nostri segreti più reconditi. Non parliamo solo a parole, ma ciò che diciamo è evidente anche dai lati più piacevoli del nostro carattere. Questa intimità è il risultato, non di avere le stesse idee o di pensarla allo stesso modo, ma di una profonda e reciproca fiducia. Questi amici sono quelli che più contribuiscono alla nostra crescita, al nostro progresso spirituale. Stare con loro, significa rendere la musica più piacevole, il vino e il cibo più buoni. Se abbiamo bisogno e li chiamiamo alle due di notte, arrivano senza lamentarsi e sono pronti ad aiutarci. Frequentemente ci rivolgiamo a loro per rassicurarci, per confortarci e per correggerci amorevolmente quando sbagliamo. Con loro non ci sentiamo mai soli, nonostante siano anch’essi imperfetti. A volte sono poco generosi, altre volte ci arrabbiamo quando discutiamo di Juve, Inter e Milan, di questo anziano o di quel sorvegliante. Capita che siano anche indolenti e ritardano agli appuntamenti o si scordano cose importanti. A volte dobbiamo anche perdonarli per certe loro “sparate”. Sono, però, i nostri migliori amici. E guai chi ce li tocca.

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Nostro caro amico fraterno di un tempo, quante esperienze bellissime abbiamo vissuto insieme, quante gioie abbiamo condiviso, quante battaglie fatte insieme come anziani. Siamo cresciuti tra difficoltà e ostilità, ma non ci siamo mai arresi. Ti ricordi certe lotte con gli ipocriti e con quelli che si nascondevano? Tu sai a chi ci riferiamo. Da tanto tempo non stiamo più insieme. Troppo. Anche se le circostanze dolorose della vita ti hanno combattuto con violenza e sei diventato inattivo, per alcuni di noi di Inattivopuntoinfo rimani il nostro migliore amico di sempre.

Come possiamo dimenticarti? Non parleremo mai male di te, sarebbe come rinnegare i momenti emozionanti trascorsi insieme. Anche se hai cambiato città e sei lontano da noi, sappiamo che leggi i nostri articoli e tu sai perfettamente che quando abbiamo realizzato questo sito, abbiamo pensato a te e a tutti gli inattivi come te. L’ultima volta che ci siamo sentiti eri addolorato per le cattiverie che sono state scritte in altri posti sugli inattivi. Lasciali “perdere”. Quante volte ce lo siamo detti che nella vita bisogna amare, perdere, abbandonare, lasciare andare.

Nella vita tutti perdiamo. Ricordi quante volte ci ripetevamo che “non basta solo perdere, ma anche saper perdere e riconoscere le sconfitte”. Lasciati vincere da Geova, la sconfitta non sarà la tua, ma di quelli che tu sai. Caro amico, lasciati andare. Ci vuole forza per farlo e a te il coraggio non ti è mai mancato. I nostri occhi sono sempre rivolti lontano, in quella strada che tante volte abbiamo percorso insieme. Ti vogliamo bene. Noi speriamo di te di una speranza che non muore mai.

Inattivopuntoinfo

(Distacchi – Seconda e ultima parte)

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Sul distacco:

soffione   Distacchi (prima parte)

orsetto   Quando tutto sembra tranquillo (link video)

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