Leggere la Bibbia e scrivere post on line

Nella lettura della Bibbia la prima cosa che va ricercata è la verità e lo spirito con cui fu scritta. Ciò che ha valore di essa è l’utilità spirituale, non la ricerca delle cose difficili per apparire eruditi in materia; non le interpretazioni delle profezie per far vedere quanto siamo dotti intellettualmente.

Alcuni articoli o commenti semplici, pubblicati sul web, senza fronzoli mentali e forzature, ma carichi di devozione, di spiritualità e di consolazione, possono essere letti e apprezzati alla pari, se non di più di un articolo profondo, elegante e istruito.

Ciò che conta per invogliare alla lettura, non è chi ha scritto quell’articolo, ma il contenuto, il puro amore della verità.

L’essere umano è transitorio, col tempo ci si scorda di molti di loro, ma “la fedeltà di Geova dura per sempre” (Salmo 117:2). L’attenzione deve essere rivolta alla personalità di Dio non a quella dell’autore, dell’articolista o dello scrittore, che in genere condiziona lo stile e il pensiero e può indurre a preferenze nelle scelte. Dio non fa preferenze o agisce con parzialità (1 Pietro 1:17).

Ciò che è malsano nella lettura della Bibbia, di un libro che parla di spiritualità o di un articolo d’opinione, è portare a discutere in maniera accesa le idee, polemizzare i pensieri o i modi che si vogliono trasmettere, laddove è più semplice leggere e andare avanti. La lettura della Bibbia va fatta con umiltà, semplicità, obiettività e fede. Se la lettura di un articolo o di un post viene letto con lo spirito di contraddizione e di polemica, non ha alcun vantaggio per nessuno. Chi ha scritto il post non diventerà famoso per le critiche o gli elogi ricevuti e chi legge non diverrà un critico importante nella vita spirituale di chi ama Dio. “Tutto è vanità e un correre dietro al vento”, disse qualcuno tanto tempo fa.

E’ meglio lasciarsi interpellare dalla Parola di Dio e ascoltare in silenzio, meditare e valutare come meglio applicare le parole nella propria vita, piuttosto che fare polemiche strumentali e pregiudizievoli. Le parole in essa riportate non sono a caso, esse non parlano senza ragione. Per questo motivo è buona regola non credere a tutto ciò che viene propinato on line, né affidarsi al primo venuto. Ogni scritto, ogni pensiero deve essere valutato alla luce della Parola di Dio.

L’uomo è talmente fragile che è spinto a pensare e parlare più male che bene. L’uomo spirituale è consapevole di questa debolezza e per questo non è incline alle chiacchiere.

L’uomo di spirito non è nemmeno precipitoso nell’emettere giudizi infondati e superficiali, né resiste ostinatamente nelle sue opinioni. Non è nemmeno saggio divulgare notizie o informazioni senza prima averne accertato l’accuratezza delle fonti. Molte volte si scrivono fantasticherie che non rendono virtuosa la vita cristiana. Difficilmente si possono conoscere le profondità di Dio senza umiltà e sottomissione.

La verità, nel suo essere verità, proviene solo dalla verità, non certo dall’istruzione umana, dalle immagini o dalle parole forbite e a volte fuorvianti dell’uomo, che spesso travisano ciò che è la verità.

A cosa serve una lunga e inutile discussione su una parola detta, su un fatto ipotetico, sull’interpretazione di questa o di quella profezia, di quell’insegnamento se è giusto o sbagliato? Quando arriverà Armaghedon (per chi ci crede), a cosa è servita una sottile e sfibrante discussione su una dottrina o una disposizione?  Costituirà, davanti al trono di Dio, un capo d’imputazione se una cosa non si è conosciuta alla perfezione? I contestatori per natura, che hanno manie di grandezza, perché si credono più intelligenti della massa, fanno bene a prendere a cuore le parole di Paolo, scritte in Romani 12:16: “non reputatevi saggi”.

Perché ti ostini a voler apparire più saggio e più intelligente di altri, quando è evidente che puoi trovare milioni di persone più preparate e più intelligenti di te? E’ meglio essere considerato nulla dagli altri ma contare qualcosa in senso spirituale, che essere visto come un dotto, ma vuoto dentro. L’insegnamento più profondo che si possa imparare dalle Sacre Scritture è questo: conoscersi veramente, ritenersi poca cosa e tenere in grande considerazione tuo fratello. Tutti siamo imperfetti e fragili, ma tu non devi ritenere nessuno più fragile di te o come nel romanzo di Orwell, tutti sono uguali, ma c’è chi è più uguale degli altri. Ti senti più uguale degli altri? La lettura equilibrata on line serve anche a capire questo concetto.

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