L’ignoranza oggi? Tutta colpa della pedagogia e dei social!

Tantissimi studenti italiani non riescono a capire un testo scritto, non sanno la storia e la geografia, non imparano la matematica, non riescono ad argomentare. Un articolo del sociologo Francesco Alberoni ne spiega le cause.

Per Alberoni, questa condizione di trascuratezza della conoscenza è dovuta alla pedagogia che impedisce persino di imparare le tabelline e agli algoritmi, progettati da giovani ingegneri americani, che non sanno niente della cultura italiana e che censurano molti post in base alle loro convinzioni.

La scuola pubblica dovrebbe essere un muro contro le disuguaglianze e contro il sonno della ragione. In Italia, questo muro è in rovina da anni e nessuno se ne preoccupa più. Cifre impietose tratte da indagini accurate, riportano le scarse considerazioni che gli italiani attribuiscono all’istruzione.

I social e i media, da una parte hanno sdoganato la rozzezza e l’ignoranza e dall’altra hanno rottamato intellettuali, scrittori e artisti. Intere generazioni hanno notevoli deficit culturali e dispongono di una scarsa versione della lingua italiana. In tanti non sono in grado di leggere correntemente e non sanno produrre un testo elementare senza commettere errori.

Tre candidati su quattro al concorso per la scuola dell’infanzia in Friuli Venezia Giulia non sono stati ammessi all’orale a causa degli errori ortografici negli scritti. “I futuri maestri – riporta il Fatto Quotidiano – nei loro temi hanno sostituito i “perché” con i “xché” e abbreviato i “comunque” con le tre consonanti “cmq”. Gli insegnanti italiani sono davvero asini? Siamo di fronte a una generazione sgrammaticata?

E che dire dell’istruzione biblica? Le nuove generazioni affrontano sfide che non riguardano soltanto l’istruzione secolare, ma anche problematiche di vita. L’istruzione biblica può far fronte a questi problemi? La Parola di Dio può rispondere a queste esigenze nella maniera più efficace?

La conoscenza della Bibbia, applicata con equilibrio e saggezza, può aiutare il cristiano a non diventare “inoperoso” nelle sue attività di congregazione. E se una delle cause della propria inattività fosse dovuta, non a una scarsa conoscenza della Bibbia, ma una interpretazione troppo personale delle Sacre Scritture?

Nel tempo, i fatti hanno dimostrato che alcuni avevano ragione a sostenere certe tesi. Ma era necessario scontrarsi con “l’organizzazione” pur di far valere le proprie opinioni? Alla fine chi ci ha rimesso? L’organizzazione ha cambiato del tutto o ha modificato notevolmente certi punti di vista, ma essa continua ad andare avanti, mentre alcuni che hanno abbandonato la congregazione, perché non erano d’accordo con qualche insegnamento, dove sono andati?

Sicuri che non essere d’accordo con un insegnamento, una dottrina, un modo di fare, sia la ragione vera per abbandonare la congregazione? O forse ci sono motivi più profondi che nel tempo hanno lacerato la nostra fede? I bambini, a meno che non si tratti di un prodigio, iniziano con la Scuola Elementare, la Media, la Scuola Superiore e poi con l’Università. L’istruzione si riceve in maniera graduale e a piccoli passi.

Il cristiano capace di insegnare, non ha bisogno di litigare, anzi, deve essere gentile e in grado di controllarsi di fronte ai torti (2 Timoteo 2:24). Con il passare degli anni, il cristiano deve diventare un maestro della Parola di Dio (Ebrei 5:12). Insegnare non è una cosa naturale. E non è nemmeno facile farlo, perché insegnare bene è un’arte. Paolo incoraggiò Timoteo a predicare con “arte di insegnare” (2 Timoteo 4:2).

Ciò è possibile solo con l’aiuto di Geova, che dà sapienza a quelli che gliela chiedono (Matteo 19:26; Giacomo 1:5) Il suo spirito santo sostiene coloro che cercano di fare la sua volontà, incluso l’insegnamento (2 Timoteo 3:16, 17). Al momento opportuno, Geova interviene per il nostro beneficio eterno, perché Lui agisce al tempo che si è fissato.

Precorrere i tempi riguardo a certi insegnamenti non sempre è sbagliato. Ciò che conta è l’umiltà nel saper aspettare che scadano i tempi che Dio si è dato. Se “Geova non è lento riguardo alla sua promessa, … ma è paziente”, tanto più dovremmo esserlo noi esseri umani limitati e imperfetti (2 Pietro 3:9). La pazienza, dal punto di vista di Dio è spesso sinonimo di salvezza. Per Geova il tempo ha un valore diverso dal nostro.

Un ignorante, se non cambia rimarrà sempre un ignorante. Un cristiano istruito, se non è umile e modesto non diventerà un ignorante, ma potrebbe diventare un malvagio istruito.

Tags: , , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Commenti (2)

  • trismegisto

    |

    Anche Scientology va avanti nonostante gli scandali ecc…. Certo c’è molto buon senso in quello che avete scritto, ma un’inattività può anche ancorarsi all’intuito che i modi di procedere di un’organizzazione sonosono spesso di attendismo e cambiamenti per necessità o opportunismo, più che per guida divina. Tutte le confessioni uniscono Dio col proprio magistero, ma non vuol certoi dire che queste religioni hanno cambiato quando era il tempo che dio aveva disposto nel loro caso Se cosi fosse ogni cambiamento della chiesa cattolica, sarebbe scritturalmente giustificato con la ” luce progressiva “. Non è un po’troppo comodo nascondere i ritardi gli sbagli le mezze scuse con un ” nel passato credevamo” ecc ecc. …. È sempre interessante leggervi…

    Reply

    • inattivopuntoinfo

      |

      Grazie

      Reply

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA