L’INCAPACE che si crede un fenomeno / 2

Diversi cristiani si credono capaci di espletare in maniera eccellente il ruolo che hanno in congregazione e si considerano talmente esperti, sopravvalutandosi eccessivamente, da non riconoscere più i loro limiti, perdendo ogni contatto con la realtà.

 Il paradosso è che tale ignoranza viene percepita in congregazione alla pari di chi ha una conoscenza effettiva della realtà. In questi casi, chi sa e ha una veduta equilibrata di se stesso, inconsciamente comincia a paragonarsi con l’incapace e inverosimilmente si stima alla pari e a volte inferiore a esso. In realtà lui sa molto più dell’incompetente, anche quando c’è da imparare. Il dubbio di non sapere quanto dovrebbe sapere, lo limita nelle sue responsabilità. Invece, l’incompetente non ha mai dubbi e persiste nella sua convinzione di essere un fenomeno.

Questa confusione genera nei fratelli l’incapacità di distinguere il certo dall’incerto, il reale dall’immaginario, la conoscenza dall’ignoranza. Tutti siamo incapaci in qualche cosa. Uno può eccellere nel ministero di campo o nell’insegnamento, un altro nella gestione dei problemi o negli aspetti organizzativi. Il problema sorge quando l’incapace comincia a dare “sportellate” a destra e manca, senza rendersene conto e persistendo nella sua inettitudine.

Purtroppo, alcuni anziani esperti, si sono lasciati condizionare da non agire con determinazione di fronte a certi problemi. A volte, si sono lasciati trascinare in situazioni dove hanno perso la faccia e in alcuni casi la nomina. L’incapace si crede davvero un fenomeno da non avere nessuna difficoltà a parlare di matematica con Einstein, di scienza con Leonardo da Vinci, di pittura con Rembrandt, di scultura con Michelangelo, di poesia con Leopardi e di guerre con Giulio Cesare. Anzi, è certo che se avesse parlato con Hitler lo avrebbe convinto a sentirsi inferiore alle altre razze.

L’incapace non acclarato, sostenuto e confuso con il vero sorvegliante, è il “disastro” più catastrofico della congregazione dei tdG. E’ peggio del Tri-state Tornado. Come si fa a mettere un bavaglio alla bocca e un lucchetto nel cervello a un cranioleso?

  1. Cercate la compagnia di uomini e donne di forte spessore spirituale e limitate solo all’indispensabile i contatti con i cerebrolesi spirituali. Non diventate inattivi per colpa loro.
  2. Visualizzate le diverse prospettive della realtà per comprendere meglio le angolature o gli spazi diversi di una situazione.
  3. Non serve a nulla “scolare i moscerini” per essere puri, seguendo innumerevoli regole. Ci vogliono 70 milioni di moscerini per raggiungere il peso di un cammello da “inghiottire” per apparire giusti e puri. (Matteo 23:24) Non fatevi schiavizzare dalle loro regole.
  4. Costoro non hanno amore per Dio e il prossimo. Ogni loro fatica in congregazione è vana. Se siete capaci abbiate dubbi su di loro non sulle vostre qualità. Loro non sono migliori di voi.

Non fatevi condizionare da chi pretende sottomissione o da chi incoraggia a ubbidire loro. Soprattutto se avete una certa istruzione e cultura. Valutate attentamente chi vuole far credere che la cultura e l’istruzione siano dannose per la vostra spiritualità. A volte è meglio non dar retta agli untori della cultura. Chi pensa che la cultura e l’istruzione siano dannose, bene, allora consigliamo di provare con l’ignoranza di chi si crede un fenomeno e a collaborare con lui in congregazione in piena sottomissione e ubbidienza.

Una delle punizioni più aberranti per non aver preso i giusti provvedimenti, è quella di essere governati in congregazione da incapaci.

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