Lo scopo non è vincere un contrasto ma appianarlo

Il verbo appianare rende bene l’idea del consiglio da seguire di fronte a un contrasto. Appianare significa rendere piano, liscio, togliendo le ineguaglianze e le asperità di una superficie. In senso figurato: togliere di mezzo un ostacolo, risolvere un contrasto, una difficoltà, una divergenza di opinione, ogni dissidio. (Fonte: Treccani)

Una cosa è certa: dove ci sono contrasti non c’è pace. Il termine pace include diversi aspetti, che vanno dall’assenza di disordini, conflitti e guerre alla salute, sicurezza e benessere. Include anche amicizia, salvezza, concordia e interezza.

Siccome Geova è “l’Iddio della pace”, si può essere in pace solo se si è in pace con Lui (1 Corinti 14:33). La “pace di Dio”, cioè la calma e la serenità che derivano da una relazione intima con Geova, salvaguarda il cuore e le facoltà mentali del cristiano quando affronta un contrasto (Filippesi 4:6, 7).

I veri cristiani sono persone pacifiche, di conseguenza sono dei pacificatori, nel senso che si prodigano a portare la pace, mantenerla e preservarla. Ogni anno migliaia di cristiani, pur cercando la pace, si lasciano coinvolgere in contrasti, a volte anche accesi, con altri cristiani. Lo scopo per cui spesso si dibatte o si discute è quello di avere la meglio, di vincere o di spuntarla sull’altro, come se un nostro fratello fosse un nemico da abbattere.

Ci dispiace che alcuni fratelli poco accorti, si siano lasciati coinvolgere in discussioni accese con chi la pensa in maniera opposta. Con quale risultato? Perdita della pace e a volte anche della verità e dispiace dirlo anche di quella preziosa relazione che avevano con Dio e il suo popolo. Che senso ha perdere la pace di Dio dopo averla cercata disperatamente per anni?

La Bibbia è chiara: se nel nostro cuore c’è “uno spirito litigioso”, non solo è “ignobile” ma è sapienza animale e demonica (Giacomo 3:14-16). Ricordalo quando ti trovi immischiato in dibattiti sul Web. Come si fa ad andare in Sala del Regno per adorare Geova con la congregazione se hai litigato con qualcuno anche in modo virtuale? (Matteo 5:23, 24).

Avere personalità diverse in congregazione non è un peccato, anzi le differenze sono una vera risorsa, se messe a disposizione della crescita spirituale.

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Ogni contrasto richiede una soluzione, se qualcuno ne ha una diversa dalla Parola di Dio, non ci interessa. Se poi ce l’ha con l’organizzazione dei tdG è pregato di lasciare questa pagina e di trovarsi i sodali da qualche altra parte.

Aver dato spazio a un commento non significa che tutto è permesso dire, non sdoganiamo nessuno né diamo licenza di offendere o disprezzare quanto avviene tra i TdG. Quando si insiste con le proprie vedute negative, senza voglia di risolverle, ci porta alla conclusione che non sono i testimoni di Geova ad avere seri problemi ma chi persiste in questo atteggiamento.

Una caratteristica dell’uomo fisico è la percezione mentale intorpidita

Sia nella vita reale che in quella virtuale, i contrasti sono un’occasione per verificare la statura dell’uomo spirituale. Da cosa si riconosce l’uomo “carnale” che vuole averla vinta in ogni discussione da quello “spirituale” che cerca di appianare i contrasti?

“L’uomo fisico” considera le cose di Dio “stoltezza”, mentre “l’uomo spirituale” esamina ogni cosa con la  “la mente di Cristo” (1 Corinti 2:14-16). La mentalità carnale, tra le altre cose, promuove divisioni, fomenta discordie e crea contrasti. Trova da ridire su tutto, tranne sé stesso. Costui non ha nessuna voglia di appianare le divergenze, anzi le accresce.

L’uomo spirituale la pensa all’opposto dell’uomo fisico. Fa il possibile per capire come la pensa Dio e vedere le cose come le vede lui. Non è una persona che si concentra sulle negatività, piuttosto, fa del suo meglio per manifestare amore, gioia, pace, pazienza, benignità, bontà, fede, mitezza e autocontrollo (Galati 5:22, 23). Attribuisce un particolare valore alle cose spirituali e alla religione.

Rivolge la sua attenzione a ciò che ha valore nella vita (Romani 8:6). Dalle sue parole e dalle sue azioni risulta evidente che tiene costantemente presenti le norme e la volontà di Dio. Per essere cristiani che si sforzano di risolvere i contrasti bisogna farsi rinnovare da una forza spirituale, una forza che incida profondamente nella propria mente (Efesini 4:23, 24).

Essa si ottiene mediante lo studio della Parola di Dio e l’azione dello spirito di Dio. Non è la semplice conoscenza o una capacità intellettiva. Questa forza, di fronte a un contrasto, anima l’uomo spirituale e inclina la sua mente nella giusta direzione (1Corinti 2:13-15). Perciò, questa forza è evidente dal modo con il quale il cristiano cerca di risolvere i contrasti in maniera spirituale.

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