Lo stilo di Dio. Le parole che hanno cambiato il mondo

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Sia la mia lingua lo stilo di un esperto copista” – Salmo 45:1

Tutto ciò che è scritto nella Bibbia, è ispirato da Dio, e quindi è utile per insegnare la verità, per convincere, per correggere gli errori e educare ogni uomo di Dio a vivere nel modo giusto, preparandolo a compiere ogni opera buona. (2 Timoteo 3:16). Quando apriamo la Bibbia, essa si trasforma in una lampada che illumina il sentiero avvolto dalle tenebre; nella pioggia che scende dal cielo su un terreno arido; in una spada tagliente che penetra al punto di divisione dell’anima e dello spirito. Il nostro Creatore ha modellato la mente umana per leggere la sua Parola, così che la mente possa essere modellata da ciò che legge nella sua Parola.

Ogni racconto e ogni espressione della Bibbia costituiscono lo spazio nel quale l’uomo spirituale si esercita a utilizzare le competenze più importanti della vita umana. Leggere e vivere le esperienze di uomini fedeli del passato, quelle che toccano le nostre emozioni, senza esporci di prima persona ci consente di amare e odiare, perdonare e condannare, sperare e disperare, ma anche di non correre i rischi che queste emozioni comportano. Le storie della Bibbia ci preparano alle grandi sfide della vita.

Comunque, non basta avere una Bibbia, né leggerla. Essa deve essere compresa, meditata e soprattutto vissuta. Anche la cicogna nei cieli conosce bene i suoi tempi fissati; e la tortora e il rondone e il bulbul osservano bene il tempo della venuta di ciascuno. Ma in quanto al mio popolo, non ha conosciuto il giudizio di Geova. Come potete dire: “Siamo saggi, e la legge di Geova è con noi”? Di sicuro, ora, il falso stilo dei segretari ha operato nell’assoluta falsità – Geremia 8:7,8.

I problemi degli uomini di Dio, pur diversi nella forma e nel tempo, non sono cambiati nel modo di affrontarli. La risposta a essi corre parallela anche nei nostri giorni. Le parole della Bibbia sono il passato, il presente e il futuro. L’opportunità che ci viene data leggendo le Sacre Scritture è quello di avere esperienze forti rimanendo vivi. Le storie dell’uomo ci affascinano e ci attraggono. Ci piacciono perché Dio ci ha dotato dei sensi per amarle affinché possiamo fruire dei benefici che derivano dal fare pratica.

Quando leggiamo in modo empatico la vita di Gesù è come se anche noi fossimo con lui dentro la sua storia

Negli anni novanta, un gruppo di neuroscienziati italiani scoprì per caso i neuroni specchio. Si ritiene che possediamo delle reti neuronali che si attivano facendoci provare le stesse emozioni di chi compie determinate azioni. Siamo per natura empatici e sperimentiamo le identiche sensazioni, così che esse influiscono anche a livello fisico. Il fatto di sapere che stiamo leggendo un libro o vedere un film, non impedisce al cervello di elaborare emozioni come se fossero reali. Quando leggiamo in modo empatico, intenso e coinvolgente la vita di Gesù, è come se anche noi fossimo con lui dentro la sua storia riuscendo a provare le stesse emozioni di coloro che lo accompagnavano. Viaggiamo con lui in maniera viva e reale.

Alcuni anni fa ho visto il film La passione di Cristo di Mel Gibson. Sono rimasto così toccato da alcune scene che ho pianto dalla commozione. Durante la Celebrazione del Pasto Serale del Signore, quando si leggevano i passaggi relativi agli ultimi momenti della vita di Gesù, nella mia mente apparivano alcune immagini strazianti di quel film e mentre rivivevo quelle sensazioni di orrore e di crudeltà, un brivido correva lungo la mia schiena.

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Rileggendo le parole di Dio non possiamo che condividerle pienamente. Dobbiamo mettere Dio al centro della nostra vita senza idolatrare noi stessi o i tanti idoli della contemporaneità, senza tirarlo in ballo invano o manipolare le sue parole. Dobbiamo coltivare l’onore e il rispetto nei rapporti famigliari, scegliere di essere pacifici e pacificatori, escludere i toni violenti, mirare a una conoscenza profonda e matura, evitare di rubare e conservare la dignità. Dobbiamo essere autentici e genuini quando ci poniamo di fronte al prossimo in generale e in particolare ai nostri compagni di fede. E quando ci confrontiamo con loro, dobbiamo farlo come uomini di Dio, spirituali e maturi, che stanno percorrendo lo stesso sentiero stretto e angusto che conduce a una serenità di fondo, a una saggezza di vita feconda ed eterna.

Certamente un full immersion nella Bibbia non può che migliorare la nostra capacità di affrontare i problemi reali. Più esercitiamo le nostre facoltà di percezione leggendo la Parola di Dio più scaviamo solchi nel nostro cervello, rendendo le nostre azioni più incisive, più veloci, più sicure. Le storie bibliche ci dotano di un archivio mentale di situazioni complesse che un giorno potremmo trovarci ad affrontare. Diversamente, una storia immaginaria può confondere la fantasia con la realtà. La Bibbia, no. E’ storia vera! Storia dell’uomo, creatura di Dio. Chi ama leggere le Sacre Scritture non perderà il succo della storia e il suo valore pratico, non si perderà nelle nebbie dell’oblio. Il ricordo rimarrà custodito nella banca della propria memoria. “Dimmi cosa e come leggi e ti dirò che persona spirituale sei”.

La narrazione biblica è un antico e potente mezzo di realtà passate che animano la mente e il cuore, per affrontare nel giusto modo i grandi dilemmi della vita. Quando leggiamo la Bibbia, siamo teletrasportati in un universo parallelo alla nostra realtà. Ci identifichiamo così immensamente con le tensioni dei patriarchi, dei profeti e degli apostoli al punto da sviluppare nei loro confronti una forte empatia. Riusciamo a sentire i loro sentimenti, le loro emozioni, i loro pensieri. Il nostro cervello s’infiamma come se ciò che sta accadendo a loro, stesse  realmente succedendo a noi.

La vita teocratica è oggi profondamente complessa. Nelle congregazioni la posta in gioco è molto alta. La lettura e la meditazione della Bibbia ci consentono di fare pratica con le varie sfide che sono e sono sempre state, cruciali per il nostro successo come servitori di Dio. Geova ci parla per mezzo delle Scritture. Se non leggiamo quotidianamente le sue parole e se non le meditiamo, sarebbe come non ascoltarlo quando parla. Non si può essere “adeguatamente qualificati” come anziani e sorveglianti se sostituiamo le potenti parole di Dio con le nostre, deboli e imperfette.

tavoletta_cerataDistribuiamo una gran quantità di letteratura biblica e conosciamo poco la Bibbia. Incoraggiamo altri a leggerla e forse noi lo facciamo poco o nulla. Molti problemi non hanno ragione di esistere, se come il salmista “la nostra lingua è quella dello stilo di un esperto copista”. E’ il potente stilo di Dio a cambiare il cuore delle persone e a “rovesciare cose fortemente trincerate, ragionamenti e cose alte innalzate contro la conoscenza di Dio”. (2 Corinti 10:4,5). Diciamocelo francamente, molti problemi nascono nelle congregazioni e rimangono irrisolti perché la Bibbia non è usata dovutamente, oppure non è usata per niente. Eppure, dopo averla conosciuta la nostra esistenza è legata a essa. Da molti anni parliamo in pubblico delle Sacre Scritture, continua a entrare nella nostra vita e per mezzo d’essa facciamo le nostre scelte di vita. Le parole della Bibbia non si leggono, né si scrivono, si vivono. Siamo noi l’evidenza delle potenti parole di Dio? Mi fa sorridere amaramente il trafiletto “Ignoranza biblica”, riportato nella rivista Svegliatevi! del 22 novembre 2001, p.29. Siamo così sicuri di conoscere le parole di Dio che hanno cambiato il mondo? Siamo certi di non far parte di questo mondo di ignoranza biblica cui tanto si meraviglia Svegliatevi!? E se la gran parte dei problemi è solo colpa nostra perché non conosciamo né sappiamo applicare nella nostra vita le norme e i principi biblici? Come possiamo appassionarci nella lettura e nella meditazione della Parola di Dio? Il prossimo articolo prenderà in esame le opinioni di alcuni scrittori di oggi e vedremo quali sono i benefici di una sana lettura. Risponderemo alla domanda: “E’ più vantaggioso leggere la Bibbia in formato cartaceo o in formato e book?”

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