L’ODIO IN RETE

Un virus galoppa da tempo in Rete: l’odio verbale

Siamo preoccupati di non venire contagiati e accettiamo con rassegnazione questo periodo di clausura imposto a motivo del virus Covid-19. Siamo anche preoccupati per un altro genere di virus che da sempre imperversa sui social. Non c’è cura né vaccino per fermarlo. Come il cancro è una malattia mortale.

Ci riferiamo all’odio virale nei confronti delle istituzioni, delle persone autorevoli, degli stranieri e delle religioni. Una vera epidemia mondiale.

L’odio è sempre esistito, a volte invincibile, immortale e ben allenato. Si odia perché “la semplice oppressione può far agire follemente il saggio” (Ecclesiaste 7:7). Si odia per sentito dire, per ostilità tradizionale, per qualche esperienza negativa avuta con una o due persone e di riflesso si odia un’intera razza o nazionalità.

Si odia per motivi religiosi. Siamo tanto religiosi da non amarci. Odiamo persino il Dio degli altri. Si odia persino nella stessa religione. “I vostri fratelli vi odiano” scrisse il profeta ai suoi stessi correligionari (Isaia 66:5).

L’odio fece la sua comparsa all’inizio della storia umana, quando il geloso Caino ammazzò suo fratello Abele (Genesi 4:8). Gelosia, paura e ignoranza alimentano le radici dell’odio. Le persone che hanno pregiudizi tendono a travisare, distorcere, interpretare male o addirittura ignorare i fatti che sono in conflitto con le loro opinioni preconcette.

Cos’è l’odio in Rete?

L’odio in Rete, in particolare sui social, è un’espressione di odio e di sentimenti razzisti, tramite discorsi, slogan, insulti rivolti contro singoli, specialmente se personaggi pubblici noti, o intere fasce di popolazione (stranieri e immigrati, donne, persone di colore, omosessuali, credenti di altre religioni, disabili, anziani, ecc.).

Perché l’odio va odiato?

L’odio può indicare intensa ostilità, persistente malanimo, forte avversione per qualcosa o qualcuno senza però alcuna intenzione di nuocere, bensì con l’intento di evitarlo per un senso di ripugnanza. A motivo dell’imperfetta natura umana si è inclini più a odiare che amare.

La Rete è un focolaio di odio. In particolare bisogna stare attenti a quei personaggi molto attivi in Rete che usano un linguaggio non prettamente violento o palesemente offensivo. Questi falsi difensori della fede altrui usano un livore diffuso, mascherato a volte da buoni propositi.

Fateci caso, costoro usano sempre la stessa formula: “noi in positivo e gli altri in negativo”. Usano il lessico degli opposti. Dividono il mondo in due parti, loro i buoni e gli altri i cattivi. Eliminano il concetto di individualità e usano spesso il concetto di gruppo, di organizzazione. Ad esempio, gli odiatori seriali non odiano i singoli TdG ma l’Organizzazione, come se questi fossero due entità distinte.

Eppure si sa che l’odio, quando non si basa su giusti princìpi, è una follia perché nuoce alla stessa persona che prova odio, sia mentalmente che fisicamente. Si segue l’odio perché è più facile da veicolare, il lessico che usano gli odiatori è elementare, privo di logica e di ragionamenti. Facile da interpretare e facile da inoltrare.

Non fatevi ingannare dagli untori di odio virtuale, non hanno a cuore il vostro interesse, essi mirano a distruggere, ad abbattere. L’odio in Rete non migliora voi come persone e nemmeno rafforza la vostra relazione con Dio e la comunità. Tantomeno vi incoraggiano a ritornare a Geova.

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