Lontani dalle riunioni

Da un collaboratore.

Diciamocelo francamente, sono passate appena due settimane e già sentiamo il bisogno di radunarci fisicamente con i nostri fratelli come di solito facciamo nelle nostre riunioni.

La congregazione “cresce mentre cammina nel timore di Geova e nel conforto dello spirito santo” e si riferisce ai cristiani radunati per svolgere delle attività. (Atti 9:31). Si tratta di un luogo vivo, fervente ed edificante, che poi in realtà siamo noi più che un luogo fisico.

Abbiamo la sensazione che ci manca qualcosa, come se al nostro corpo mancasse l’anima. Chi avrebbe immaginato una tale assenza, anche solo pochi giorni fa. Pur guardando le adunanze in streaming da casa nostra, ci rendiamo conto che non è la stessa cosa. Pur apprezzandone il cibo spirituale che viene provveduto, notiamo comunque che c’è una bella differenza tra il virtuale e il reale.

Non potendo partecipare fisicamente, ci sentiamo un po’ disorientati. Dobbiamo abituarci a questi stravolgimenti perché le cose stanno cambiando e non sappiamo con certezza cosa accadrà in futuro.  Questa emergenza dovuta alla diffusione del Covid-19 ci sta facendo capire quanto sia fondamentale stare in compagnia fisica con l’associazione dei fratelli.

Per chi è abituato da decenni a non mancare alle riunioni, sembra che viva uno sdoppiamento corpo/spirito. Questa assenza presenza è una strana novità per noi testimoni di Geova italiani abituati a vivere liberamente la nostra fede ed educati a servire la congregazione nei vari reparti, a pronunciare discorsi dal podio, a edificare i presenti con i propri commenti, a interessarsi sincerante degli altri prima e dopo le adunanze,

Ci conforta sapere che la presenza invisibile di Gesù è anche “dove due o tre persone sono radunate” nel suo nome e che in qualsiasi luogo nulla ci impedisce di adorare Geova. Ci confortano anche le parole che Gesù disse alla samaritana: “verrà il tempo in cui non adorerete il Padre né su questo monte né a Gerusalemme… Tuttavia viene il tempo, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre con spirito e verità: il Padre infatti cerca adoratori di questo tipo” (Giovanni 4:21-24).

Le connessioni virtuali con i fratelli, in tempi di ristrettezza, sono le uniche cose che possiamo fare ora che noi del Nord Italia siamo confinati nelle nostre case, dove secondo le autorità, ci si può muovere dalla propria città solo per motivi gravi. Abituiamoci a questa nuova forma di amore condivisa tramite i dispositivi elettronici. Adeguiamoci e non veniamo meno. In qualsiasi posto ci troviamo, pur “non potendo guardare con apprezzamento il tempio”, nulla ci impedisce di avere un cuore traboccante di gratitudine per “contemplare la piacevolezza di Geova” (Salmo 27:4) Un abbraccio virtuale a tutti.

Queste misure restrittive prese dalle autorità governative e sanitarie per arginare il contagio da coronavirus ci stanno aiutando a riflettere quanto sia fondamentale l’associazione, non solo spirituale, ma anche fisica tra fratelli. Il desiderio di condividere sensazioni, emozioni e sentimenti in modo vivo tra servitori di Geova è un bisogno imprescindibile, ed è essenziale per rafforzarci a vicenda “mentre vediamo il giorno avvicinarsi sempre di più”. Se questo bisogno è alto tra chi è abituato ad associarsi in congregazione, tanto più dovrebbe esserlo tra i fratelli “lontani”. (i.i)

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