L’ottimismo è una profezia che si autoadempie?

Una delle accuse mosse ai Testimoni di Geova è quella di essere creduloni, che fanno adepti tra la gente sprovveduta. Il motivo? Perché credono alle promesse scritte nella Bibbia riguardo a un futuro paradisiaco. Secondo gli scettici tali credenze sono sciocche illusioni.

A parte il fatto che ogni credente sincero di ogni religione, crede, pur se a modo suo, che Dio porterà benedizioni eterne a chi le merita. Vogliamo dire che miliardi di persone che sperano in Dio e nelle sue promesse siano soltanto dei creduloni?

Molti di questi scettici forse non hanno mai approfondito l’argomento con un Testimone qualsiasi. Magari sono giunti a certe conclusioni per sentito dire o per partito preso. Tanto per chiarire il punto, la Bibbia dice che: «Rispondere a una questione prima di aver ascoltato i fatti è stolto e umiliante» (Proverbi 18:13).

Inoltre, ci informa che Dio non può mentire (Tito 1:2). Pertanto, Dio farà avverare le predizioni menzionate nella sua Parola che riguardano il nostro futuro. A parte il fatto, che molte profezie riportate nella Bibbia si sono già adempiute, quindi è sufficiente solo questo per avere fiducia in Dio e nelle sue promesse.

Comunque, la Bibbia ci raccomanda di imitare i bereani, un popolo che non era né credulone né scettico. Erano persone che si accertavano di come stavano le cose che sentivano riguardo al futuro. Non avevano un atteggiamento critico verso le spiegazioni di Paolo.

Infine, la Bibbia ci avverte: «L’ingenuo crede a tutto quello che si dice, chi è prudente guarda dove mette i piedi» (Proverbi 14:15, PS). Come fa la mente a trasformare le predizioni in realtà?

Nelle persone che hanno fede c’è la convinzione che un obiettivo sia non solo raggiungibile, ma anche molto probabile e questo le porta ad agire in modo energico per ottenere l’esito desiderato.

Una profezia influenza l’evento che predice, perché il comportamento delle persone è determinato dalla loro percezione soggettiva della realtà. Perciò chi crede in un futuro meraviglioso aumenterà la probabilità che l’esito desiderato si realizzi effettivamente.

Nel caso dei credenti convinti, bisogna aggiungere non solo la fede dell’uomo nelle promesse divine, ma il fatto che è Dio a prometterle. Geova, il nome che Dio si è dato significa letteralmente «Io Diverrò Ciò Che Scelgo Di Divenire» (Esodo 3:14).

Perciò, nel suo nome è identificata la sua natura: «Egli fa diventare ciò che vuole», il «Divenire» è la sua caratteristica principale. Nel suo nome è implicato fortemente, non solo il futuro dell’uomo, ma dell’intero universo.

Dato che il futuro per gli uomini è sempre incerto, nessuno può sapere con sicurezza che cosa abbia in serbo. Diversamente, le promesse di Dio determinano un nuovo comportamento in chi ci crede. Fare la sua volontà al presente è rendere vera la profezia, una garanzia che si è già auto avverata in chi la fa sua. (Ebrei 11:1)

Le profezie riguardo al Regno di Dio sono un fenomeno estremamente potente, in quanto è stato dimostrato che le attese influenzano ogni attività della propria vita. Chi ha fede nelle promesse del Creatore è profondamente influenzato dalle aspettative riposte in tali promesse.

Quando le stesse aspettative sono nutrite da un gran numero di persone – nel caso dei Testimoni di Geova da più di otto milioni di aderenti –, ognuno si conforma al credo del gruppo. Ogni singolo ha una forte tendenza a conformarsi rapidamente a quello che ci si aspetta da lui.

Un antico proverbio recita: «Mediante il ferro, il ferro stesso si affila. Così un uomo affila la faccia di un altro». (Proverbi 27:17) La Bibbia incoraggia dunque l’associazione tra coloro che desiderano fare la volontà di Geova. In questo modo stare insieme permette l’uno con l’altro di raffinarsi nella personalità e nelle credenze. (Vedi anche Ebrei 10:24, 25).

Le nuove aspettative possono rapidamente prendere il sopravvento sulle vecchie, determinando la sostituzione di un comportamento con un altro. Questa fluidità è incoraggiante: significa che è possibile cambiare gli effetti negativi sul comportamento di un singolo.

Ricordate: le aspettative negative portano a risultati peggiori, in casi estremi possono letteralmente uccidere, specialmente dove non si intravvede nessuna via d’uscita.

Per definizione, quelli che hanno una visione certa e positiva del futuro, se la cavano bene nella vita, hanno buone relazioni, sono produttivi, sani e felici.

La speranza in Dio consente di abbracciare i propri obiettivi e di rimanere concentrati verso il loro raggiungimento. Questo comportamento alla fine aumenta la probabilità che quel traguardo diventi realtà.

E se le predizioni piene di speranza si rivelassero sbagliate? Beh, semplicemente impariamo dai nostri errori e ci riproviamo. Come dice il proverbio, tutto è bene quel che finisce bene; se non va bene, beh non è mica la fine.

«… così sarà la mia parola che esce dalla mia bocca… Non tornerà a me senza risultati, ma certamente farà ciò di cui mi son dilettato, e avrà sicuro successo in ciò per cui l’ho mandata». (Isaia 55:10, 11)

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