Maieutica

Dal nulla non può venire che il nulla, se però hai un po’ di materia grigia…

La maieutica designa il metodo usato da Socrate per “tirare fuori” dai suoi allievi la verità che inconsciamente avevano dentro. È un comportamento simile a quello della levatrice che aiuta a partorire, a “tirare fuori” il bambino. Similmente Socrate aiuta altri a “partorire” la verità, attraverso il dialogo, le domande. E per stimolare la mente, anche quello di fingersi ignorante.

È difficile trovare maestri educatori che stimolino le menti alla riflessione. Inoltre, la materia grigia si sta pericolosamente atrofizzando a causa dell’inattività a cui è sottoposta. Quel poco che rimane viene finalizzata a sciocchezze e al gossip.

Video molto istruttivo della Zanichelli che illustra cos’è la maieutica. Vale la pena vederlo.

La maieutica è dunque uno strumento innovativo ed efficace per la gestione dei conflitti. Riesce a sbloccare i fattori psicologici che impediscono di crescere. Non si tratta di una terapia medica e non ha nulla a che fare con qualche malattia. Si tratta di un processo che ha come fine quello di attuare una resistenza intellettuale attiva attraverso nuovi punti di vista. Nella maieutica non c’è alcun leader o un capo dietro una cattedra o un pulpito.

Illustrazione tratta dal video “Cos’è la maieutica” Zanichelli

Nel reflecting è la persona che ha il ruolo di protagonista nel risolvere i suoi problemi. Grazie alla riflessione, opportunamente stimolata dal reflector, la persona comprende il problema e la soluzione. Il reflector non dà idee, consigli, suggerimenti, soluzioni. Fornisce solo gli strumenti o i modi affinché la persona trovi le risposte alla soluzione migliore.

Il reflecting si svolge con un colloquio preliminare per capire il problema. Il reflector ascolta e poi “parla” con le labbra serrate, con la bocca spalancata, con uno sguardo particolare, assumendo posture diverse, con il tono della voce, con il silenzio, con il riso, gli sbadigli e le grida. Tutti metodi per riflettere, interpretare e trarre spunto, in modo da arrivare alla soluzione del problema.

Gesù fu un grande maestro nell’educare i suoi ascoltatori a giungere da soli alla radice del problema e alla sua soluzione. La fonte del suo insegnamento era Dio e Gesù comunicava le informazioni con semplicità e logica inconfutabile, con esempi pratici, facendo uso di domande stimolanti, vivide figure di linguaggio e significative illustrazioni. I metodi di Gesù nel far prendere decisioni personali lasciavano una profonda impressione nella mente degli ascoltatori e li inducevano a riflettere come i suoi metodi sono di gran lunga i migliori per affrontare e superare qualsiasi ostacolo.

LA RIFLESSIONE è un’osservazione attenta e meditata con cui l’intelletto ottiene conoscenza di sé e delle proprie funzioni. Nella Bibbia meditare vuol dire più che sognare ad occhi aperti. Quando Davide si trovò di fronte a una serie di problemi apparentemente insormontabili, cercò l’aiuto di Dio. Ciò che lo rafforzò particolarmente fu la meditazione del suo cuore (Salmo 19:14).  Il termine ebraico tradotto “meditazione” deriva da un verbo che significa letteralmente “parlare fra sé”. Davide ‘parlò fra sé’ di Geova, della sua attività, delle sue opere, delle sue leggi e della sua giustizia. In maniera analoga, per i primi cristiani riservare del tempo per meditare sulle cose spirituali era parte della vera adorazione (Filippesi 4:8).

Leggere la Bibbia è importante, ma dopo averla letta bisogna meditare, riflettere profondamente o “parlare fra sé”, su quanto si legge. La meditazione appropriata non allontana solo i pensieri negativi, fa molto di più: permette di affrontare i problemi tenendo conto di soluzioni basate sulla Bibbia. Tale meditazione può aiutarci ad affrontare con successo le ansietà della vita quotidiana.

La Bibbia esorta i cristiani a meditare anche sulle loro responsabilità scritturali (1 Timoteo 4:15, 16). Ciò che diciamo e facciamo può influire profondamente sugli altri. Ogni cristiano ha una conoscenza interiore che deriva dalla propria esperienza. La riflessione su esempi del passato lo aiuta ad affrontare con equilibrio qualsiasi problema. Cerchiamo altrove la soluzione, e ce l’abbiamo dentro di noi. Come la levatrice aiuta a partorire, così la Bibbia ci aiuta a tirare fuori la soluzione.

Se il motivo del tuo allontanamento dalla congregazione è stata una mancata riflessione sulla tua decisione non è la fine del mondo. Forse sei stato precipitoso nel parlare e nell’agire. Forse la questione era troppo importante e richiedeva una riflessione prima di prendere una decisione che si è rivelata azzardata. Quando siamo arrabbiati o turbati è facile reagire in maniera esagerata. Pensandoci adesso, forse, le cose sarebbero andate diversamente se avessi fatto un’attenta riflessione prima di prendere una decisione di cui ti sei pentito.

La riflessione aiuta a farci conoscere i modi per conoscere, le modalità per imparare. La riflessione pone un freno all’impulsività e ai giudizi avventati. Induce a sapersi muovere sul modo come agire. Trova il sistema mentale come percepire la realtà, come credere, dubitare e ragionare. L’introspezione ci fa riflettere sulle nostre esperienze e ne fa oggetto di studio. A volte manchiamo di autoosservazione, siamo più propensi a osservare gli altri e meno noi stessi. Non consideriamo gli altri come li considera Geova. Questo succede perché col passare del tempo abbiamo incominciato a vedere i fratelli attraverso la lente distorta dell’imperfezione, esagerandone i difetti e diminuendone le qualità.

La Bibbia ci incoraggia a salvaguardare la capacità di pensare e di riflettere (Proverbi 3:21, 23). Un bravo scultore non si mette semplicemente a lavorare di scalpello, sperando che il risultato sia un capolavoro; prima di tutto fa degli studi su come realizzare l’opera. E se lo ritiene necessario può cambiare le cose in corso d’opera. Siamo capaci di fare anche noi in questo modo se qualche “reflector” spirituale o un “Socrate” moderno ci aiutasse a valutare i pro e i contro di una nostra scelta, inducendoci a prendere la decisione più appropriata o a riflettere se la scelta fatta in passato sia stata quella più saggia oppure no, e di conseguenza modificarla ?

Dipinto in alto: particolare della Scuola di Atene, Socrate con i suoi discepoli, Raffaello, Musei Vaticani.

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