Meditate per avvicinarvi a Dio

In un’occasione, i discepoli di Cristo raccolsero alcune spighe dal campo, così è il cristiano che si raccoglie in sé, per meditare solo su alcuni soggetti importanti.

Meditiamo sugli attributi di Dio. La santità è l’abito di Dio. Questa caratteristica è presente in lui come la luce nel sole. La sua natura è opposta al male. (Abacuc 1:3) La meditazione sulla sua sapienza zittisce ogni mormorio, perché Dio è in grado di trasformare il fiele della vita in miele e ogni ostilità in ospitalità. Con la sua potenza, Dio è in grado di spezzare il peccato come fece a pezzi le teste di Leviatan (Salmo 74:14). Come il sole riesce a scaldare anche quando è coperto dalle nuvole così la misericordia di Geova rianima i suoi fedeli quando si trovano sotto le nuvole dell’afflizione. Le api succhiano il nettare dai fiori, così è il cristiano che attinge dalle Sacre Scritture forza e nutrimento nelle promesse di Dio.

Meditiamo sull’amore di Cristo. Una particolarità della magnetite è che non attira a sé l’oro o altri metalli preziosi, ma solo il ferro che vale poco. L’amore di Cristo attira a sé solo le cose che lui ritiene preziose e se ne siamo attratti è perché lui ci considera persone di valore, anche se siamo “ferro” per gli altri. La morte non lo ha privato del suo amore nei nostri confronti e lui riesce a vedere un lucignolo fumante anche quando sta per cadere. Egli non ci ha amato perché lo meritavamo, ma avendoci amati, ci ha ritenuti degni del suo amore. Il sole può rimanere nascosto in inverno, ma riappare a primavera. Egli ci rende pazienti nell’attesa della sua venuta.

Meditiamo sulla nostra condizione spirituale. Ci sono turisti che conoscono usi e costumi di molti popoli, ma non sanno nulla del loro vicino di casa. Spesso conosciamo tanto degli altri, ma ignoriamo la nostra condizione spirituale. Alcuni rifiutano di meditare perché non vogliono trovare quello che non vorrebbero. Per loro non c’è nulla da esaminare. Chi è saggio si esamina e si ritrae dal male, lo stupido confida in sé (Proverbi 14:16)

Meditiamo sul nostro abbandono. Abbandonare Dio e il suo popolo è come iniziare a costruire una casa, ma non giungere a completare l’opera. Una foglia che si stacca dall’albero non potrà continuare a vivere. Un cuoco può assaggiare la carne che cucina, ma può anche non nutrirsi di essa. Così è il cristiano che ha gustato le benedizioni del Regno, ma non si è saziato abbastanza. Purtroppo, triste a dirsi, ciò che inizia nell’ipocrisia si conclude nell’apostasia. Non naufraghiamo nella nostra fede proprio adesso che siamo vicini al porto della nostra salvezza.

Meditiamo sulle nostre esperienze. Dio non ti ha reso migliore facendoti partecipe delle sue grazie? Se hai potuto fare sonni tranquilli devi ringraziare Dio che ti ha protetto nelle mura di casa. Non ha Dio convertito il tuo cuore da abbracciare la fede in lui? Quante volte il suo spirito ha dovuto combattere contro di te? Nonostante ciò non si è mai arreso ai tuoi dinieghi. Quante volte Dio si è comportato come il vignaiolo del fico infruttuoso? “Lasciamolo ancora un altro anno e vediamo se produrrà frutto in futuro” (Luca 13:6-9). Quante volte ti sei trovato di fronte a una prova e hai risposto come Giosafat di “non avere potenza e di non sapere cosa fare”? (2 Cronache 20:12) Non ti ha Geova fortificato con la sua potenza? Se meditiamo su queste esperienze ci mostreremo riconoscenti e ci convinceremo che Dio è buono e affettuoso. Infine, meditare sulle nostre esperienze ci rende più aperti ai bisogni degli altri.

La meditazione è una lente che permette di vedere le cose invisibili; una forza per avvicinarti a Dio; una protezione durante le prove. Per questo motivo “pondera queste cose e sii assorto in esse…  Attieniti a queste cose, poiché facendo questo salverai te stesso e quelli che ti ascoltano” (1 Timoteo 4:15, 16)

Meditazione – ultima parte

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Approfondimento:

Il cristiano sul monte di Thomas Watson

Ed. Alfa & Omega

 

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