Nani che si credono giganti e giganti che sono nani

nani

“Ho visto servitori a cavallo ma principi camminare sulla terra come servitori” (Ecclesiaste 10:7).

Nelle congregazioni mondiali, un numero infinito di nani si credono giganti e hanno la presunzione di cantare e volare come cigni. In realtà cantano come corvi e assordano chi li ascolta. Durante i miei anni di attività cristiana, ho visto molti ometti, che sembravano usciti da un cartone animato raggiungere le più alte cariche della teocrazia. Non ho mai creduto che in congregazione fossero tutti amici.

L’amicizia, come l’amore, è una cosa seria. I miei amici si possono contare, basta una mano, anzi, forse alcune dita. Questi miei amici sono tristi perché non sono più attivo come una volta. A volte la separazione e l’assenza possono evidenziare ciò che più si ama di un amico. Di solito la pianura è più chiara a chi scala la montagna. Da lassù si vedono molte cose rispetto a chi vive sempre in pianura. Comunque, un amico si cerca quando è vivo e non quando è morente.

Ho visto giganti dotati di statura e forza straordinaria, capaci di dirigere le congregazioni con gesta eroiche. Sono persone dotate di straordinarie capacità intellettuali e morali. Ho visto anche tanti nani con caratteristiche molto ridotte rispetto al normale confrontarsi sotto le ginocchia dei giganti. Ho visto anche pigmei sotto le ginocchia dei nani con la presunzione dei giganti. Purtroppo, ho visto anche giganti sulle spalle dei nani.

Ho visto nani in congregazione, che investiti teocraticamente di una nomina, si attribuiscono una specie di sacralità che li autorizza a ignorare totalmente l’opinione di altri cristiani. E a volte sono così sicuri di questo “mandato divino” che si sentono superiori anche quando è evidente il loro fallimento spirituale. Essi, provano un piacere morale nell’incolpare gli altri dei loro sbagli. Costoro che sono riusciti a farsi largo con manovre spregiudicate e sfruttando le conoscenze giuste, come possono credere di essere stati nominati dallo spirito santo?

nani-giganti-opera-artistica-di-mauro-m-corda(Opera artistica di Mauro Corda)

Ci sono alcuni, che osservati, non sembrano particolarmente dotati. In realtà hanno dentro di loro un’energia imprigionata che aspetta l’occasione per manifestarsi. In alcuni casi, si tratta di fratelli che sono fuori dai meccanismi e dalle logiche dell’Organizzazione, un po’ strani, a volte sembrano dei disadattati. Persone che, nel mondo non avrebbero percorso molta strada.

Persone che la società non ha capito e che sono caduti in disgrazia. A volte sono personalità forti ma eccessive in qualcosa. O che hanno qualità nascoste, che solo circostanze eccezionali o un incontro fortunato fanno emergere. Mi riferisco ai giganti spirituali che hanno rifiutato le cose del mondo e deciso di mettersi in gioco.

Sono queste le persone che assumono in congregazione una legittimazione scritturale, nominati che soddisfano appieno i requisiti esposti nella Bibbia. Sono loro che hanno piena sottomissione dalla congregazione, che è tenuta a ubbidirgli volontariamente, anche se a volte non hanno la stima di alcuni, i quali ubbidiscono sì, ma di malavoglia.

Ho visto nominati che al momento della nomina erano dei giganti e che durante il loro servizio sono diventati dei nani. Invece di maturare e progredire sono divenuti inadeguati negli incarichi che hanno occupato, combinando veri disastri spirituali, più di quelli che combinano in genere i nani. Sono anziani nominati in modo legittimo nell’organizzazione, ma sono illegittimi in quello pratico. Nulla di nuovo sotto il sole.

Nel popolo di Dio ci sono sempre stati uomini di tal sorta. Questi personaggi non si pongono il problema riguardo a ciò che fanno. Per loro, una volta nominati, si è per sempre, anche quando l’evidenza del loro operare è più carnale che spirituale. Se ne fregano di quello che pensano gli altri. Anzi, ostentano orgogliosamente il loro diritto scritturale a dirigere la congregazione contro l’aperta disapprovazione di altri proclamatori e forse quella nascosta di altri anziani.

Sono indifferenti alle critiche, anzi quando possono, piegano le voci del dissenso con modi repressivi. E lo fanno con ogni mezzo. Tutto questo genera confusione: nominati che dirigono la congregazione con una nomina legittima ma del tutto formale e nominati che, pur avendo una legittimità scritturale hanno il consenso e la fiducia dei fratelli.

Il saggio re Salomone, scrisse: “Ho visto servitori a cavallo ma principi camminare sulla terra come servitori” (Ecclesiaste 10:7). Non bisogna mai mettere un fratello inadeguato in una posizione troppo elevata per cui non è adatto. Chi scrive è un inattivo, ex anziano, che durante la sua vita ne ha viste veramente tante.

Ho visto fratelli soffrire perché non sono stati riconosciuti i loro meriti. Hanno sofferto molto nel vedere anziani commettere gravi sbagli che loro avrebbero evitato. Quando hanno provato a parlare e a far notare questi errori, i nani si sono offesi e li hanno perseguiti. I nani odiano i giganti e quando capita, gliela fanno pagare. Quando un anziano nano occupa una posizione superiore alle sue capacità, ne soffrono tutti. In questi casi bisogna avere il coraggio di rimuoverlo. Molti fratelli esasperati dal nano di turno cambiano congregazione e a lui non può che fargli piacere.

Fa male sapere che alcuni di questi nani erano prima dei giganti. Non rendendosi conto della loro sopraggiunta inadeguatezza, sono diventati incerti e dubbiosi. Pochi si accorgono della loro pericolosità, anche gli anziani che lavorano con lui e il sorvegliante in visita.

L’errore più grande che possono fare è quello di interpretare i suoi dubbi e le sue incertezze come il desiderio di fare del bene, forse con un eccesso di scrupolosità. Il nano al posto sbagliato, anche quando è onesto e in buona fede, finisce sempre per osteggiare i giganti che gli sono accanto, soprattutto quando questi sono aperti e solari. Il nano non affronta mai a viso aperto il gigante, partecipa alla comune crociata degli incapaci contro i migliori perché il gigante gli ricorda sempre che lui è un nano.

“Poiché non continuate a correre con loro in questo corso allo stesso basso livello di dissolutezza, sono perplessi e parlano ingiuriosamente di voi” – I Pietro 4:4. Il cervo non può insegnare alla tartaruga a essere veloce. Al vento piace giocare. State attenti che non vi porti via con il gioco della presunzione.

A proposito dell’articolo Torna a Geova, pubblicato da inattivo.info il 23 aprile, l’ho letto e riletto con quell’interesse che può avere un inattivo. Si tratta, da quello che ho capito, di un articolo che schematizza i punti principali che saranno trattati venerdì pomeriggio, durante i congressi estivi, in occasione della presentazione dell’opuscolo sugli inattivi.

La ritengo un’ottima iniziativa anche se tardiva. Inattivo.info sarà contento che qualcosa si stia muovendo sotto il sole e che la sua battaglia a favore degli inattivi sembra che ora abbia anche una voce ufficiale. Per chi ha fede, al momento opportuno le richieste del suo cuore saranno esaudite. E a me di fede ne è rimasta ben poca.

Personalmente, non mi aspetto chissà quali nuove rivelazioni in merito. In passato, la Watch Tower ha pubblicato abbondante materiale sui pastori e le pecore che si sono smarrite. Inoltre, il Corpo direttivo ha dato in passato diverse disposizioni per la cura degli inattivi. Certe iniziative, se fatte solo per dovere, come quasi sempre succede, col tempo finiscono nel dimenticatoio.

Comunque, sono sicuro che ci saranno anziani pastori che prenderanno a cuore l’invito di portare quest’opuscolo a casa degli inattivi e se lo faranno perché spinti dal sincero interesse e dall’amore verso questi fratelli, certamente avranno la benedizione di Geova.

Due fratelli fanno una visita amichevole a un anziano fratello inattivo

Potranno interi corpi degli anziani che nel corso degli anni, non hanno mostrato i tratti del pastore (mi riferisco alla situazione degli inattivi) essere trasformati in pastori (sic!) da un opuscolo di 16 pagine? I miei anni trascorsi tra gli anziani e l’esperienza di inattivo vissuta fino adesso mi fanno dubitare di un eventuale successone. Vi auguro ogni bene e lo spero sinceramente.

Non trasformate, però, questa campagna come un’occasione per scusare la vostra coscienza per tutto quello che non avete fatto negli anni scorsi e nemmeno per quello che si presume farete in futuro. Credete che basterà lasciare un opuscolo per riattivare un inattivo? Non si tratterà di fare una visita ulteriore per poi iniziare uno studio della Bibbia, come in genere si fa con le persone del territorio.

Con l’inattivo è diverso, perché conosce la Bibbia e soprattutto conosce voi pseudo pastori. Non siate superficiali quando visiterete un inattivo. Non vedetelo come un debole o un peccatore che vi svelerà chissà quali atrocità commesse. Non attribuitegli motivi errati, andate a cercarlo con la mente libera da pregiudizi. Altrimenti, i danni saranno incalcolabili. Preparatevi a comprendere il suo vero stato d’animo.

Non tutti si sono allontanati per gli stessi motivi e l’opuscolo non è la Bibbia. Ricordate che non tutti gli inattivi sono rimasti indietro con il Carro di Geova. Ci sono inattivi che conoscono la Bibbia (per quanto riguarda la loro situazione) meglio di voi. Non pensiate di saperne più di loro per quanto riguarda la loro vita e di quelli che sono i loro problemi.

Non crediate di trovare il pasto pronto a casa loro. Siete pastori perché il pasto lo servite voi. Ricordate che l’opuscolo è anche per voi. Dovrete studiarlo a fondo e attentamente, prima di parlare con un inattivo. Andate solo quando avrete le idee chiare e quando sarete pronti ad affrontare la vera realtà di un inattivo, non quella che vi siete costruita nella vostra fantasia nel corso degli anni.

Sfruttate quest’occasione come una prova d’amore e non come un semplice dovere. Non tutti gli inattivi saranno pronti a ricevervi. Da parte mia, farò di tutto per essere presente venerdì pomeriggio in uno dei congressi di zona, per ascoltare con la dovuta partecipazione ciò che dirà l’oratore. Poi, aspetterò il vostro passaggio sulla sponda del fiume.

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