Nelle cadute siate come i bambini

Nella vita ci sentiamo delusi per certe scelte che fanno male. Dopo la delusione subentra la confusione che spesso coincide con il buio interiore. Dopo la delusione e la confusione c’è la contusione. S’inciampa e si cade, a volte rovinosamente. Un male che fa piangere dal dolore.

La vita cristiana non è per i bambagiosi, i frignoni e i tremebondi. E’ naturale che nel nostro percorso spirituale ci capitino delusioni, confusioni e cadute. Si cade per troppa sicurezza in se stessi (Corinti 10:12). A volte si pensa di essere un aiuto e un sostegno e invece si fa inciampare (Matteo 16:21-23). Alcuni si lasciano influenzare negativamente da un modo di pensare carnale (1 Corinti 3:1-3). Altri si lasciano ingannare da tecniche propagandistiche che alterano la verità (2Corinti 11:12-15). È facile anche ingannare se stessi con idee cui ci teniamo tanto e che difficilmente ci rinunciamo o mettiamo in dubbio. Spesso ci leghiamo sentimentalmente a tali opinioni che finiamo per ingannarci con falsi ragionamenti, inventando giustificazioni puerili e senza senso (Giacomo 1:22, 26). Frequenti sono anche gli inciampi dovuti ad azioni e parole di altri fratelli che feriscono i nostri sentimenti. Alcuni mettono veramente a dura prova la nostra lealtà a Geova (Ecclesiaste 7:9).

Si possono evitare tali esperienze? La risposta è no. Certe esperienze sono inevitabili, come lo sono le cadute dei bambini. Per i genitori, quando il loro bambino cade e si fa male è una tragedia. Per i bambini sono tentativi per imparare a camminare bene. Noi ci facciamo le paranoie, imbastendo fiumi di ragionamenti, premurandoci di mille attenzioni. I bambini semplicemente si rialzano e riprovano di nuovo a camminare. Noi problematizziamo, loro riprovano. Nei bambini c’è una naturale voglia di crescere imparando. E’ in questa persistenza che possiamo rileggere le nostre cadute spirituali, chiedendoci se sia tutto un fallimento e se tutto sia perduto irrimediabilmente.

I bambini sono autentici e genuini in ogni cosa, anche quando cadono. Non si creano troppi problemi, per loro è importante camminare e continuano a farlo tutte le volte che è necessario, fino a quando cammineranno bene, a prescindere dalle cadute. Le cadute fanno parte della vita. I bambini cadranno anche nel Nuovo Mondo. Le cadute vanno viste in quest’ottica. Non sono prove che Dio ci mette davanti per saggiare la qualità della nostra fede. Lui la conosce già. A volte, l’unico modo per capire una cosa è proprio quello di cadere. La debolezza non è una brutta cosa (2 Cor 12:10). La debolezza rivela ciò che abbiamo nel cuore, sia essa fragilità o forza.

La strana caduta di Saulo di Tarso

Dopo l’uccisione di Stefano, Saulo è a capo di quelli che ricercano i seguaci di Gesù per farli gettare in prigione. Molti discepoli fuggono in altre città e Saulo li insegue. Lungo la strada che porta a Damasco una luce dal cielo lo sfolgora facendolo cadere a terra. Sente la voce di Gesù che gli domanda perché perseguita i suoi discepoli. Pur rimanendo cieco Gesù gli comanda di alzarsi e stare in piedi, ma ha bisogno che qualcuno lo guidi. Sono coloro che viaggiavano con lui ad accompagnarlo a Damasco presso Giuda, un ebreo, forse un locandiere, oppure uno dei responsabili della comunità giudaica. Qui rimane tre giorni a meditare, finché, su ordine di Gesù, non arriva Anania il profeta con precise indicazioni da trasmettere. Una volta sul posto Anania pose su di lui le mani. e dagli occhi di Saulo caddere come delle scaglie e recuperò la vista. Saulo si alzò e fu battezzato, prese del cibo e acquistò forza. (Atti 9:1-20) E’ interessante la sequenza che porta Paolo a riprendersi: Anania riceve da Gesù precise indicazioni su come comportarsi, poi c’è recupero della vista, Saulo si alza, viene battezzato e poi prende del cibo per acquistare forza e camminare di nuovo in pianta stabile.

Per Paolo c’è bisogno sia del rumore della caduta sia della cecità per comprendere pienamente. La caduta di Paolo ci insegna che anche quando si sbaglia si può rimanere intelligenti, avendo il coraggio di ammettere i propri errori e che vale la pena tentare nuove strade, a volte proprio quelle che maggiormente ci stanno sullo stomaco, rischiando anche di fare brutte figure davanti a quelli che il giorno prima ci vedevano forti e combattivi nelle nostre crociate. Inoltre coloro che ci accompagnano nelle nostre battaglie personali contro i veri cristiani , quando si accorgono che certi eventi sono fuori dalla loro portata, ci lasciano da soli in qualche altro posto, per sparire dalla circolazione, come hanno fatto i compagni giudei di Saulo, abbandonandolo al suo destino.

Certi fatti accadono e non possiamo fare altro che prendere nota e accettare l’aiuto per essere accompagnati e guidati nel posto giusto. Dopo aver eseguito il suo incarico il fedele Anania scompare dalla scena così repentinamente come era apparso, e non sappiamo più nulla di lui. Cristo può scegliere chiunque per aiutarci a toglierci le scaglie che ci impediscono di vedere chiaro le cadute che ci hanno portato all’inattività. Può scegliere anche fratelli anonimi, che appaiono una sola volta nella nostra vita e poi scompaiono come se nulla fosse. Di loro rimane solo il ricordo di averci aiutato. Dobbiamo ritenerci fortunati che nei nostri capitomboli, ci siano fratelli amorevoli che ci prendano per mano e ci riportino nella strada maestra, la stessa strada che in passato abbiamo percorso per molto tempo.

In un’occasione Gesù disse ai discepoli: “Veramente vi dico: A meno che non vi convertiate e non diveniate come bambini, non entrerete affatto nel regno dei cieli”. (Matteo 18:3) Gesù voleva insegnare che tutti i suoi discepoli devono essere umili e non competere fra loro in maniera orgogliosa. Inoltre i bambini sono ammaestrabili e innocenti. Nutrono fiducia nei loro genitori. Anche se nascono imperfetti, i bambini hanno cuore e mente puri, e questo fa star bene chi li circonda. Non si è mai visto un bambino che una volta caduto vi rimanga a terra per tutta la vita. Come sarebbe visto dagli altri man mano che cresce e diventa adulto? E soprattutto come crescerebbe lui in questa posizione quando ha tutte le capacità e le potenzialità per rialzarsi? Se sei caduto e ti trovi ancora per terra puoi riacquistare le belle qualità tipiche dell’infanzia grazie ai tuoi sforzi costanti, all’aiuto dello spirito santo di Geova e all’amorevole sostegno della congregazione cristiana.

 

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Padre se anche tu non fossi mio

Nonostante i nostri errori Geova ci ama così. Egli non ci rincorre per punirci, è troppo grande e noi troppo piccoli e fragili. Non vuole incuterci paura quando sbagliamo, ma desidera «avvilupparci» con le sue grandi braccia e stringerci teneramente a lui, per rassicurarci e farci sentire il calore del suo amore che avvolge e perdona.

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