Niente alibi!

Tutti in un modo o nell’altro rivendicano il merito di una vittoria, però quando perdono la colpa è quasi sempre degli altri. Molti giustificano i loro errori con un alibi [dal latino alĭbi, avv., «altrove»]. Perché?

Scaricare le responsabilità altrove evita di subire le conseguenze delle proprie decisioni. Il cristiano cosciente e responsabile delle sue azioni sviluppa una maturità e una stabilità spirituale da mantenere un equilibrio sia nei successi che nei fallimenti.

La strategia dell’alibi ha come obiettivo quello di distogliere l’attenzione sui propri errori inducendo a trovare il colpevole in altri luoghi. Noti criminali sfuggono alla punizione attraverso scappatoie legali. Certi avvocati penali si sono arricchiti creando alibi falsi per i loro clienti colpevoli, ricorrendo a mezzi senza scrupoli per mettere seriamente in dubbio le deposizioni di onesti testimoni.

Ci sono casi in cui alcuni nominati e fratelli non più attivi nelle congregazioni, per giustificare le loro scelte, si sono scaricati a vicenda le loro colpe. Più le persone cercano un alibi alle loro responsabilità, più si scopre che sono infelici. La chiamano l’era degli alibi: “Non è colpa mia!”. Ai veri cristiani non sfugge un particolare: il Creatore sa quando siamo responsabili delle nostre azioni. (Numeri 15:30, 31)

Un alibi è un motivo più o meno attendibile per giustificare perché si è fatto, non si è fatto o non si farà qualcosa.

Una scusa può essere una spiegazione valida di una mancanza; può costituire una sincera espressione di rincrescimento che fornisce la base per la clemenza o il perdono. Tuttavia, come nel caso di Adamo ed Eva, l’alibi può essere anche un pretesto, un falso motivo addotto per nascondere quello vero. Siccome gli alibi sono spesso di questa natura, di solito destano un certo sospetto. Per dirla con le parole di Giacomo ‘inganniamo noi stessi con falsi ragionamenti’. (Giacomo 1:22)

Alcuni smettono di partecipare al ministero e frequentare le adunanze perché i loro sentimenti sono stati feriti e pensano che agli occhi di Geova questa sia una buona scusa per giustificare la loro inattività spirituale. È comprensibile sentirsi feriti nei sentimenti, ma è un valido motivo per allontanarsi da Dio? Forse è venuta meno quella fede che va oltre la delusione? (Romani 9:33).

Non ci sono alibi scritturali validi per non assolvere precisi incarichi che Geova ci affida, compreso quello di predicare la buona notizia. Diverso è il caso in cui esistono validi motivi che limitano il nostro servizio a Geova. Ad ogni modo, Geova ci assicura che conosce i nostri più intimi desideri e tiene conto dei nostri limiti. Dio apprezza la prontezza del dare e non le scuse per non fare. (2 Corinti 8:12).

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA