Nominati con la MENTE DI CRISTO

NOMINATI DI SUCCESSO / QUINTA PARTE

“[Abbiate] fra voi la medesima attitudine mentale che ebbe Cristo Gesù”. — Romani 15:5.

Cioè, essere d’indole mite, modesto di cuore, ristorare le anime dei fratelli, manifestare empatia e tenerezza, specialmente verso chi è nel bisogno. (Matt. 11:28, 29).

ATTITUDINE: deriva da una parola latina che significa “adatto”. Si tratta di una disposizione, di una inclinazione che rende possibile o facilita lo svolgimento di particolari attività. In questo caso, il nominato deve essere “adatto” a fare il nominato in congregazione.

L’ATTEGGIAMENTO mentale è molto importante nella vita. Uno spirito noncurante o diligente, positivo o negativo, bellicoso o ragionevole, critico o riconoscente può influire notevolmente sul modo di affrontare le cose e sulla reazione degli altri. Chi ha un atteggiamento positivo riesce a essere felice anche in situazioni molto difficili. Il negativo non è mai contento, nemmeno quando la vita gli sorride.

Sia la medicina che la Bibbia confermano i benefici di una buona attitudine mentale. Nello sport, si dice che l’attitudine distingue i grandi dai perdenti. Riguardo a Gesù, la Bibbia lo descrive come:

DI TEMPERAMENTO MITE. Era paziente con i discepoli malgrado i loro difetti. Gesù non si arrabbiò con loro neppure quando manifestarono una certa debolezza spirituale.

DI TEMPERAMENTO BENIGNO. Gesù era amichevole, gentile, comprensivo e affabile. Provava pietà per le persone “perché erano mal ridotte e disperse come pecore senza pastore”. (Matteo 9:35, 36). Non usò mai la sua autorità per aggravare i pesi degli altri. Si dimostrò di essere un compagno affettuoso per i suoi seguaci, sempre amorevole e benigno, un vero amico.

Allo stesso modo, “Noi, [nominati] però, che siamo forti dobbiamo portare le debolezze di quelli che non sono forti, e non piacere a noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di piacere al prossimo in ciò che è bene per la sua edificazione. — Romani 15:1-3. Questa umile disposizione a servire gli altri e a spendersi per coloro che non sono forti spiritualmente è una caratteristica di quelli ‘che sono forti’.

NOMINATI CON PUNTI DI VISTA ESTREMISTI

A causa dell’imperfezione, gli uomini sono inclini ad estremizzare. Questo può non sembrare un problema quando si condividono gli stessi punti di vista. Ad esempio, due persone molto pignole possono andare d’accordo molto bene. Ma se una è pignola e l’altra superficiale, potrebbe essere un litigio continuo.

I testimoni di Geova vengono da ogni dove. Di conseguenza, singolarmente possiamo avere idee molto diverse riguardo a varie questioni. Questi punti di vista contrastanti non devono essere motivo di divisione. La Bibbia ci mette in guardia contro l’andare agli estremi e ci incoraggia a ricercare l’equilibrio e la ragionevolezza. “La sapienza dall’alto è . . . pacifica, ragionevole”, dice la Bibbia. (Giacomo 3:17)

Ma che dire se a motivo dell’imperfezione nascono ugualmente dei disaccordi, in particolare fra nominati? “Continuate a sopportarvi gli uni gli altri e a perdonarvi liberalmente gli uni gli altri se qualcuno ha motivo di lamentarsi”. (Colossesi 3:13)

UNA BATTUTA D’ARRESTO

A nessun uomo ragionevole viene in mente di gettare via il telefonino perché ha la batteria scarica. Un aspetto importante della perseveranza è il saper accettare le inevitabili battute d’arresto. Proverbi 24:16 dice: “Il giusto può cadere pure sette volte, e certamente si leverà”. Anziché arrendersi di fronte alle difficoltà o agli insuccessi, chi persevera si rialza, ci riprova e va avanti.

Tuttavia molti, paradossalmente anche fra nominati, non sono preparati ad affrontare le difficoltà e le sconfitte. Non avendo mai coltivato la volontà di perseverare, si arrendono subito, si inaspriscono, si commiserano e danno la colpa agli altri. Spesso si impara che l’insuccesso non è fatale e che la sconfitta non è eterna. Si acquista spessore. Si fa esperienza”. In parole semplici la Bibbia dice: “Da ogni genere di fatica viene un vantaggio”. (Proverbi 14:23)

Naturalmente non è sempre facile ricominciare dopo una battuta d’arresto. A volte ci troviamo davanti a prove che per quanto ci sforziamo non riusciamo a superare. Invece di avvicinarsi, le nostre mete sembrano allontanarsi sempre più. Forse ci sentiamo esausti, inetti, e possiamo scoraggiarci o addirittura cadere in depressione. (Proverbi 24:10) Tuttavia la Bibbia ci incoraggia: “Non smettiamo dunque di fare ciò che è eccellente, poiché a suo tempo mieteremo se non ci stanchiamo”. (Galati 6:9). Quando il telefonino è in ricarica, forse lo usiamo poco o niente. Gli diamo il tempo necessario per ricaricarsi. Ci vuole tempo per riprendersi dopo una battuta d’arresto. In quei momenti non siamo spenti ma in ricarica.

“ALTRI NOMINATI MI HANNO FATTO INCIAMPARE”

Nella congregazione, comunque, alcuni possono avere la tendenza ad essere ipersensibili, vedendo la cattiveria anche in parole e gesti innocenti. Forse questo è dovuto al loro retaggio. Ad ogni modo, com’è spiacevole quando costoro si offendono per delle inezie o, peggio ancora, turbano altri riguardo alla questione seminando i semi della disunione.

È vero che la Bibbia condanna la condotta che può far inciampare altri discepoli. (Luca 17:1, 2) E chi è maturo dovrebbe essere sensibile verso i sentimenti dei compagni di fede. Allo stesso tempo, la Bibbia ci dà espliciti consigli contro l’essere troppo sensibili e ingigantire le offese nella nostra mente. (Ecclesiaste 7:9) Inoltre, diffondere il malcontento tra i nostri fratelli mettendo a nudo le mancanze di qualcuno è una cosa odiosa. (Proverbi 6:16-19)

Se siamo suscettibili lo spirito di Dio può aiutarci a superare il nostro problema. Anziché soffermarci sui difetti dei nostri fratelli, con l’aiuto dello spirito possiamo coltivare pensieri positivi ed edificanti. (Filippesi 4:8) Questo ha l’effetto di promuovere l’unità.

QUANDO SI PERDE LA NOMINA

Mosè, in un momento di esasperazione, mancò di magnificare il nome di Geova e perse il privilegio di entrare nella Terra Promessa (Numeri 20:2-13). Nonostante avesse perso un importante privilegio di servizio mantenne sempre un atteggiamento positivo.

Potrebbe accadere che il corpo degli anziani di una congregazione raccomandi la rimozione di un nominato, forse perché ha perso uno o più requisiti scritturali. Il fratello potrebbe pensare di non meritare la rimozione, agitarsi e provocare inutile scompiglio. Avendo un atteggiamento negativo, potrebbe cominciare a mormorare, a trovare da ridire sugli altri e persino a pettegolare. Alla fine potrebbe smettere di frequentare le adunanze e di partecipare all’opera di predicazione, diventando inattivo.

È sempre meglio mantenere un atteggiamento positivo e considerare la rimozione una forma di disciplina o un modo per imparare a divenire un migliore servitore di Geova. Molti che hanno fatto così sono stati in seguito benedetti con privilegi di servizio anche maggiori (Ebrei 12:11).

EX NOMINATI CHE RITORNANO A GEOVA

Geova non si dimentica di coloro che lo hanno servito in passato, indipendentemente dal fatto che alcuni si siano allontanati o siano caduti nel peccato e debbano pentirsi. (Ebrei 2:1; 3:12) Forse lontani da Geova trovano difficile ritornare. Quando tornano Geova li tratta in maniera dignitosa e li riaccoglie considerandoli pienamente degni del suo amore. Come è rincuorante l’affetto con cui Geova attira benevolmente coloro che ritornano a lui! Possiamo imitarlo evitando di essere rigidi o freddi nei confronti di chi ha manifestato tristezza secondo Dio e sincero pentimento.

Un nominato con la mente di Cristo si rende avvicinabile ai fratelli. Pur ricoprendo un incarico non mette in soggezione né tratta gli altri con sufficienza. I fratelli si sentono a proprio agio e hanno fiducia che non saranno respinti. Le pecore di Dio hanno bisogno di pastori che siano come “un luogo per riparare dal vento”. (Isaia 32:1, 2; 2 Timoteo 3:1)

Gli anziani che sono disposti a spendersi per i proclamatori, se ne accorgeranno. Ve lo leggeranno in viso, lo noteranno dal tono della vostra voce e dai vostri modi gentili. Questo autentico calore e interessamento può creare un’atmosfera di fiducia che renderà più facile agli altri avvicinarvi.

Questo significa anche stare attenti sia a ciò che si dice che a come lo si dice. (Colossesi 4:6) Ricordate che ‘le parole sconsiderate possono colpire come una spada’. (Proverbi 12:18) Se siete negativi, le vostre parole e azioni probabilmente lo riveleranno. La Bibbia ci dice che l’amore “crede ogni cosa”. (1 Corinti 13:7) L’amore è positivo, non negativo. Edifica, non abbatte. Le persone reagiscono molto più all’amore e all’incoraggiamento che all’intimidazione. Se, come Cristo, come nominati, abbiamo un concetto positivo dei nostri fratelli, li tratteremo in modo da edificarli tirando fuori il meglio che c’è in loro. La mente di Cristo non mente.

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  1. In crisi
  2. Dio approva il nominato fedele
  3. Servire è nobiltà spirituale
  4. L’amore è alla base della nomina

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