«Non amate il mondo, né le cose del mondo». Sì, d’accordo, ma almeno amate le persone del mondo, per non parlare poi dei propri fratelli.

Quando si va oltre

In ogni religione c’è la radicata convinzione, che ognuna di essa ha una fede superiore o più forte di quella degli altri. Una credenza comune è che bisogna opporsi al mondo, in quanto pericolo per l’integrità della fede. Il mondo è cattivo; il mondo con le sue pratiche e i suoi divertimenti svia l’uomo da Dio; il mondo è governato da Satana che si trasforma in angelo di luce; il mondo è falso, egoista, avido e sfrutta le persone buone, sincere e altruiste. Perciò, il mondo va combattuto con forza se non si vuole soccombere. Chi ha una fede debole, prima o poi cadrà. E’ un po’ questo il convincimento comune che hanno le persone religiose sul mondo.

Alcuni sono così aggressivi con il mondo che il loro integralismo li spinge a essere intolleranti contro persone e pratiche contrarie al loro credo. Se una persona cede a questo mondo compromettendosi, viene considerata debole, se invece resiste alle tentazioni della carne o a idee ed opinioni diverse da quelle in cui crede, viene considerata un esempio di vita cristiana, ammirato e lodato dalla comunità. Anche se, a dire il vero, tra i membri della stessa comunità, capita che uno non sa cosa fa l’altro. E molte di queste piccole storie di integrità, non sono conosciute e passano inosservate. A volte questa mancanza di conoscenza della vita dei propri fratelli può indurre alcuni a pensare cose diverse dalla realtà. Non conoscendo si può giudicare in modo sbagliato la vita degli altri. Non tutti sono capaci di mettersi in mostra e vantarsi delle loro azioni. Molti cristiani sinceri vivono la loro fede in silenzio e nella discrezione e a volte questo atteggiamento li fa apparire deboli agli occhi di chi ama ostentare.

In realtà chi “combatte” il mondo con motivi sbagliati vive un profondo disagio interiore, un disagio intellettivo. La vera fede, per principio, non è mai contraria al mondo, così come il mondo non è necessariamente contrario all’uomo di fede. Sia il mondo che la fede hanno bisogno l’uno dell’altra. La forza della fede ha il compito di orientare il mondo al bene. La vera fede non pensa solo a sé stessa. Essa è altruista. Non chiude gli occhi di fronte alle sofferenze dei fratelli né delle persone in generale. Essa agisce a favore del mondo umano. Una fede ragionevole “vede” i bisogni degli altri e si ingegna il modo per dare assistenza. Una forte fede non è mai contro il mondo, non si oppone a esso con fanatismo, con sospetto e indifferenza. Non lo si abbandona a se stesso in nome di un Paradiso lontano in cui ne beneficeranno soltanto una schiera di eletti, di benedetti e che riceveranno in premio 72 bellissime vergini, dai grandi occhi neri e dal “turgido seno”. Kamikaze spirituali. Le persone del mondo hanno bisogno di cure e non di guerre religiose. In questo modo la fede ha la forza di costruire uomini capaci, spirituali, altruisti e in grado di amarsi. Una fede che non giudica il mondo ma che lo ami nelle sue sofferenze e nel suo dolore. Vicini e non lontani alle persone del mondo.

Gesù visse con i poveri, gli afflitti, i bisognosi. Non guardava i miseri come li guardavano i farisei, né li considerava maledetti. Stava loro vicino, li confortava, li sosteneva, dava loro una ragione di fede e la forza per vivere degnamente la loro vita. Gesù non si estraniava dalla vita degli altri, conosceva i loro reali problemi e cercava di aiutarli in ogni modo. E’ questo l’esempio che lasciò ai suoi discepoli. Soprattutto fra i discepoli doveva eccellere lo stesso amore di Cristo. A furia di ripetere che questo mondo è satanico e che bisogna stare alla larga da esso, ci siamo dimenticati i veri valori umani. Siamo diventati insensibili ai bisogni degli altri. E questa indifferenza per il mondo a poco a poco ci ha resi freddi con i nostri fratelli. A volte più che mostrare compassione e considerazione, contagiati da questo atteggiamento verso il mondo, siamo incapaci persino di aiutare i nostri fratelli nel bisogno.

Ripetiamo con il copione in mano che l’amore di questo mondo si è raffreddato. Se non conosciamo il mondo e lo consideriamo un nemico, che ne sappiamo noi dell’amore di questo mondo? Su che base lo giudichiamo? Ci siamo così dentro da essere consapevoli della loro malvagità? Che ne sappiamo dei milioni e milioni di persone che si spendono, spesso nell’anonimato, per dare un aiuto, un contributo alle persone sofferenti di questo mondo? Non si tratta solo di aiuto materiale, ma anche morale, sociale, sanitario, scolastico e perché no, anche spirituale. Che ne sappiamo noi? Solo perché vivono in questo mondo sono figli di Satana?

Ma la cosa preoccupante è che “l’amore della maggioranza si è raffreddato” anche nelle nostre congregazioni. In che paradosso siamo finiti: a furia di non amare il mondo abbiamo smesso di amarci l’uno con l’altro. Siamo così concentrati nella politica del mattone, nel consumare scarpe per strada, nel guardare i negozi, nel chiacchierare più fra di noi che con le persone del territorio, nel considerarci belli e con gli occhi azzurri, al punto di vivere con una certa supponenza la nostra fede da sentirci superiori agli altri. Tendiamo agli altri più volantini che la mano, più tablet che pane. Guardiamo di più l’orologio delle ore da segnare nel rapporto che la faccia delle persone afflitte. Scriviamo note degli indirizzi e delle impressioni avute nel servizio e non le incidiamo nel nostro cuore. Formalità, semplici formalità. Ecco cosa siamo diventati: formalità. Procediamo nella nostra vita disciplinatamente come tanti soldatini, compiamo certe azioni in maniera abitudinaria, spesso non riflettiamo neanche in ciò che crediamo o facciamo. E’ come se nel nostro cervello si siano infiltrate con forza regole, modalità e procedure standardizzate. Andiamo in giro con la clava della verità per giudicare e abbattere il mondo. Non parliamo poi dei fratelli fermi nelle loro attività, i cosiddetti “inattivi”. A volte li guardiamo come persone del mondo, altre volte peggio del mondo.

«Non amate il mondo, né le cose del mondo». Noi siamo andati oltre.

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Commenti (4)

  • Anonimo

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    Condivido; e allora? Che si fa?! Restiamo a guardare mentre l’Emorragia di inattivi o addirittura di dissociati diventi inarrestabile?! Come possiamo difenderci dagli abusi di chi è tenuto a salvaguardare la congregazione da tutto questo?!

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    • inattivopuntoinfo

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      Tu cosa stai facendo?

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  • Anonimo

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    Risposta evasiva non credi?dai puoi dire di meglio!

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    • inattivopuntoinfo

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      Non hai ancora risposto alla nostra domanda. Di evasivo c’è solo la tua risposta. Comunque non desideriamo dare spazio a polemiche che non ci interessano, nè aprire dibattiti inutili. Non è questo lo scopo del nostro sito.

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