Non c’è lealtà senza critica

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Si chiede lealtà all’Organizzazione e ai suoi rappresentanti  e nello stesso tempo ci si deve astenere dal criticare i loro sbagli.

Durante le settimane che vanno dal 18 aprile al 1° maggio, i testimoni di Geova studiano due articoli sulla lealtà. Fra le varie situazioni evidenziate c’è quella di come comportarsi quando si è fraintesi o giudicati male da chi guida le congregazioni. (W 2-2016) Con una certa convinzione si fa notare che: “nelle congregazioni è molto improbabile che si venga trattati ingiustamente”. Ma, in quale mondo alieno vivono gli articolisti della Torre di Guardia? Spesso la convinzione di certe affermazioni non aiuta la diffusione della verità. Anzi, tale convinzione potrebbe rivelarsi più pericolosa della menzogna. Secondo quanto scritto nell’articolo della Torre di Guardia, i testimoni di Geova insegnano che la probabilità di essere trattati in maniera ingiusta nelle congregazioni è pari a zero. Non ce ne siamo mai accorti.

Illuminante il ragionamento che poi fa l’articolo: “Tuttavia i fratelli che hanno incarichi di responsabilità potrebbero fraintendere le nostre azioni (1 Samuele 1:13-17). Mica è colpa loro se sbagliano, semmai lo è dell’imperfezione. Come sostegno scritturale del ragionamento si cita tra parentesi l’episodio di Anna e del sacerdote Eli, ma non viene spiegato che Eli si sbagliò a giudicare male Anna, che cambiò atteggiamento e opinione, fu d’accordo con lei e agì benedicendola. Anna subì un torto e la scrittura evidenzia lo sbaglio di chi lo commise e non cosa doveva fare lei in questi casi. La volete smettere di battere il chiodo a martellate su chi subisce il male inducendo in lui sensi di colpa e nel contempo giustificate in maniera silente chi commette l’ingiustizia? Perché invece di “battere” sull’abusante “battete” l’abusato?

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Rivolgiamo un appello ai veri “inattivi” di Geova, cioè quei nominati che sono dentro l’Organizzazione e stanno a guardare senza fare nulla: “Pur non essendo voi i diretti responsabili di una grave situazione, potreste diventare responsabili se non fate nulla per cambiarla”.  Altro che aspettare e vedere. Piuttosto, cosa aspettate voi a muovervi. Geova non ha affidato alle “persone del mondo” questa responsabilità, ma a voi nominati. Altrimenti che nominati siete.

Non c’è lealtà senza una giusta critica. Non c’é giustizia senza una critica leale. L’Organizzazione deve criticare prima se stessa e i suoi rappresentanti e dopo ha libertà di parola per criticare gli altri. Solo facendo in questo modo, i cristiani Testimoni e le “persone del mondo” possono distinguere l’essenza del vero cristianesimo, spesso così poco invitante per mancanza di umiltà di chi lo insegna e lo professa.  Autoassolversi e condannare in continuazione gli inattivi, i disassociati e le persone del mondo, impedisce l’accesso al popolo di Geova e alla sua Parola. E basta scrivere che non si è leali a Geova se non si è leali a voi! E’ talmente irritante questa strumentalizzazione della lealtà, che invece di attrarre allontana.

Per quanto ci riguarda, noi di Inattivopuntoinfo, abbiamo apprezzato che la maggior parte dei nostri appelli a favore degli inattivi siano stati recepiti in modo favorevole dal Corpo Direttivo. Evidentemente più di qualcuno riporta i nostri articoli ai piani alti. Tempo fa avevamo scritto: Il Corpo Direttivo dovrebbe vigilare sui corpi degli anziani per mezzo del sorvegliante di circoscrizione, in modo da verificare se queste istruzioni siano applicate nelle congregazioni. (vedi: Sforzi deludenti e anziani disubbidienti)

Siamo contenti che ora durante la sua visita, il sorvegliante di circoscrizione tratti con gli anziani e i servitori di ministero la parte: “Dimostratevi pastori del gregge”. Le informazioni sono tratte da Geremia 23:3,4 e Luca 15:4-10 e hanno lo scopo di responsabilizzare i nominati ad aver cura dei bisogni di tutti, inattivi inclusi.  Inoltre, i nominati sono incoraggiati a leggere insieme all’inattivo un punto dell’opuscolo Ritorna a Geova. Questa nuova disposizione, incluso un altro discorso sugli inattivi in programma ai prossimi congressi estivi non può che rallegrarci.

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Belle parole, belle scritture, belle istruzioni. Risultati? Zero! Non ci sono ancora pervenute buone notizie in merito. Anzi, quelle di cui ne siamo a conoscenza sono perlopiù negative. Speriamo di sbagliarci. Intanto aspettiamo conferme ufficiali su quanti inattivi sono stati riattivati. Purtroppo ci giungono notizie che i sorveglianti e gli anziani parlano, parlano, parlano e basta. Niente altro. Vi sintetizziamo un episodio che ci dà un’idea del loro ‘sincero’ interessamento.

Una domenica mattina, un sorvegliante era in servizio con un anziano. Per strada incontra un fratello inattivo della congregazione che sta visitando. Ad avvicinarli è l’inattivo che inizia a scambiare due parole con l’anziano che conosce da anni. Invece di interessarsi dell’inattivo, l’anziano racconta le sue vicissitudini. L’inattivo cerca di spiegare che il padre ha subito un intervento chirurgico, ha dovuto trasferirlo dal paese d’origine a casa sua e che da tempo lo sta accudendo nella sua malattia. Quella mattina era uscito perché sentiva il bisogno di “prendere un po’ d’aria”. Morale: l’anziano continuava a parlare delle sue vicissitudini, sordo a quanto gli raccontava l’inattivo, mentre il sorvegliante muto era e muto è rimasto. Un bell’incontro, non c’è che dire: uno sordo e l’altro muto. Eppure, l’inattivo ha fornito a entrambi l’argomento su cui proseguire la conversazione. Potevano approfittarne per incoraggiarlo, invitarlo al discorso del sorvegliante che avrebbe tenuto il pomeriggio, fissare un appuntamento per un successivo incontro, leggere qualche scrittura o un punto dell’opuscolo Ritorna a Geova. Insomma, mettere in pratica i consigli dati nella parte “Dimostratevi pastori del gregge” che si è tenuta tra i nominati. E invece? Niente: uno muto come un pesce e l’altro sordo come una campana. Alla faccia dell’esempio che hanno dato. Nessuno dei due ha messo in pratica quanto trattato due giorni prima, oltretutto in una condizione favorevole da sfruttare. Quanta ipocrisia! Cosa aspetta il Corpo Direttivo a cacciarli dagli incarichi se per primi loro non seguono le direttive impartite? Al termine di quell’incontro, l’anziano e il sorvegliante sono andati via come se niente fosse accaduto.

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Che bell’esempio di amore e lealtà a Geova per le sue pecore. “Ipocriti, Isaia profetizzò appropriatamente di voi, quando disse: ‘Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è molto lontano da me. Invano continuano ad adorarmi, perché insegnano come dottrine comandi di uomini’”. (Matteo 15:7-9). E poi vi lamentate se qualcuno vi critica giustamente. Il punto è che gli inattivi sono considerati persi, visti come cattive compagnie e disapprovati proprio da chi dovrebbe manifestare loro tenera cura. Complimenti per la lealtà.

 

 

 

 

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Per approfondire:

capirechicomandaVoltaire   La vera critica non distrugge la vera fede, la vera fede non ostacola la critica

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