Non metterti il bastone tra le ruote

Perché facciamo scelte dannose facendoci male? Diventare “inattivo” è una forma di autosabotaggio spirituale?

L’autosabotaggio si manifesta attraverso quei pensieri e comportamenti che compromettono il proprio interesse, i desideri e gli obiettivi prefissati. Di solito agisce dietro le quinte e spesso non si è consapevoli.

La tendenza all’autolesionismo non nasce da un giorno all’altro, in genere si innesca quando si è sotto pressione. Con il tempo, senza un perché, l’autosabotaggio spegne la motivazione e lo slancio. Ci si sente sconfitti e si smette di combattere.

Si finisce per accontentarsi di quello che si ha anche quando si è insoddisfatti. Si perdono così le occasioni per cambiare la propria vita. Comunque, non disperate: il primo passo per venirne fuori è rendersi conto di agire contro i propri interessi.

Hai iniziato a studiare la Bibbia con i Testimoni di Geova, hai fatto i passi che ti hanno portato al battesimo e poi nel tempo ti sei accorto che la tua emotività non era più in grado di reggere il passo? Sei così diventato inattivo?

Forse i tuoi desideri erano distanti dalla realtà e magari mentre eri vicino alla meta sono emerse delle paure nascoste che ti hanno indotto a fermarti o addirittura a fare dietrofront.

Ti eri prefisso una meta importante, ma le eccessive pressioni e le aspettative possono avere avuto un effetto opposto e ti hanno frenato. Il tempo interiore non sempre corrisponde al tempo delle attese altrui. Non bisogna imporsi ritmi innaturali, si deve andare avanti alla velocità che ci è più congeniale.

A volte, si diventa inattivi perché le mete non erano autentiche. Questo avviene quando il bisogno di raggiungere una determinata meta è stato indotto da altri, come avviene di tanto in tanto con certi nominati, che incautamente spingono altri proclamatori a fare delle scelte non confacenti alle loro capacità.

Forse avvertivi i segni dell’implosione ma li hai trascurati. Invece di prenderti una pausa per riflettere hai ignorato di farlo. Ti sei lasciato andare in un atteggiamento fatalistico che ha compromesso il tuo potere decisionale.

Mettiti al lavoro, puoi farcela a tornare a Geova! Tanti ci sono riusciti e tanti altri lo faranno al più presto.

Le ricompense sono aspetti positivi che generano un’esperienza emozionale piacevole. Quando facciamo qualcosa di importante, il cervello ci ricompensa con un’ondata di dopamina, che ci spinge a ripetere l’esperienza. Una ricompensa gratificante è anche motivante.

Non accendere il conflitto avvicinamento-evitamento. Quando si desidera fare una cosa che è giusta può subentrare la paura di raggiungerla. Si desidera ma mentalmente ci facciamo delle paranoie. Ci avviciniamo e mentre stiamo per raggiungerla la evitiamo per paura.

Ci sono alcuni che si sono posti l’obiettivo di rientrare nella casa di Geova. Sono partiti carichi di energia e motivazioni. Man mano che arrivavano alla meta hanno cominciato a distruggere l’entusiasmo iniziale. Pensavano di nuovi ai traumi che li hanno indotti ad allontanarsi. Altri invece hanno cominciato a pensare alle nuove responsabilità immaginando di non farcela ad assolverle. E così hanno buttato alle ortiche tutti gli sforzi fatti.

Quando permetti al timore di essere maggiore della ricompensa, allora ti stai sabotando. Devi rinunciare ad avere una scarsa opinione di te stesso. Elimina dalla tua mente quelle idee negative che hai interiorizzato. Non avere paura del cambiamento. Ritornare a Geova può solo migliorare e di tanto la tua vita. Egli rafforza il tuo cammino e la speranza nel futuro. Non c’è bisogno che tu abbia tutto sotto controllo. Anzi è praticamente impossibile.

L’illusione di stare in sicurezza e la paura dell’ignoto possono impedire il ritorno. In questo modo calmiamo la mente e ci convinciamo di stare bene. Non vediamo il problema e quindi non riteniamo necessario fare i cambiamenti. Più evitiamo il problema, più il problema peggiora.

Ritornare a Geova non è fare le cose di prima. Adesso hai una nuova esperienza di vita. Hai capito cosa significa vivere senza Dio accanto. Il ritorno è una dimostrazione che hai superato il cosiddetto avvicinamento-evitamento. Adesso stai facendo il percorso inverso: evitamento-avvicinamento. E questo produce in te grandi soddisfazioni interiori. Hai di nuovo davanti a te la vita eterna. Non sabotare più questa speranza. Fatti solo del bene. Dipende tutto da te e da come ti lasci amare da Geova.

In un prossimo articolo vedremo come disinnescare le mine dell’autosabotaggio.

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Commenti (1)

  • Living Deep

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    Condivido pienamente questo post che vede nelle nostre scelte dannose un vero e proprio autosabotaggio.
    Sembra essere un aspetto psicologico in comune negli esseri umani.
    Probabilmente dettata da questi tempi malati pieni di distrazioni.

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