Non “mollate” gli inattivi

Nella congregazione cosa può fare ciascuno per rafforzare i fratelli inattivi? (Pillole dall’indice 2001-2015)

Tutti nella congregazione, ragazzi inclusi, possono fare qualcosa per rafforzare altri. A volte a motivo delle pressioni della vita qualcuno può diventare inattivo. Anche se alle adunanze della congregazione non li vediamo, probabilmente in cuor loro gli inattivi amano ancora Dio. Gli anziani possono visitarli e offrire loro un valido aiuto. (Atti 20:35) Può darsi che altri della congregazione vengano pure invitati ad assisterli. Queste visite amorevoli possono essere, per così dire, la medicina giusta per ravvivare chi è debole nella fede.

“Parlate in maniera consolante alle anime depresse, sostenete i deboli”. (1 Tessalonicesi 5:14) Forse queste “anime depresse” sono scoraggiate e pensano che, senza una mano soccorrevole, non sono in grado di sormontare gli ostacoli che incontrano. Potete dar loro una mano? La frase “sostenete i deboli” è stata resa “tenere saldamente” o “non mollare” i deboli.

Un anziano visitò due coniugi che erano inattivi da sei anni. Egli scrive: “Il cordiale e amorevole interesse mostrato loro da tutta la congregazione ha avuto un effetto così straordinario che li ha spinti a tornare nel gregge”. Cosa pensava la sorella un tempo inattiva delle visite dei componenti della congregazione? Adesso dice: “Quello che ci ha aiutato a ritornare attivi è stato che né i fratelli che ci visitavano né le sorelle che li accompagnavano hanno mai mostrato di condannarci o criticarci. Anzi erano comprensivi e ci hanno incoraggiati con le Scritture”.

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