«Non parlerò più nel nome di Geova»

Ogni volta che predicava coraggiosamente nel nome di Dio andava controcorrente e faceva anche brutte figure. Quest’uomo è chiamato a essere con Dio in un certo modo. Non può costruire nulla alla sua maniera. Gli viene chiesto di fare il profeta, ma lui reagisce sconsolato: “Sono troppo giovane e non so nemmeno parlare”. Questo giovane risponde positivamente alla chiamata di Dio, ma dice anche di non esserne capace.

Quando ci viene fatta una richiesta d’aiuto rispondiamo di sì, ma poi mettiamo un velo di reticenza? Gli dico di sì, ma poi gli faccio presente di non essere all’altezza, così sono a posto con la coscienza? Davanti a Dio bisogna dire la verità riguardo a ciò che ci sta succedendo. Il giovane è sincero con Dio, non nasconde le sue perplessità. Dio non nega che lui è troppo giovane, ma questo non importa. Dio gli ha promesso un compito e lo realizzerà, a prescindere.

Se è Dio a mandarlo, vuol dire che Dio è con lui. Dopo aver fatto ciò che Dio gli ha comandato per molti anni, quest’uomo si domanda come sia possibile che gli venga proprio da Dio l’essere contro tutti e non cambia la situazione. Per tanto tempo è stato oggetto di scherni e di beffe. Per anni si è fidato di Dio, a volte senza sapere cosa gli richiedeva. La gente non accetta volentieri di essere smascherata e per questo lui viene deriso. Per 40 anni ha pronunciato un messaggio impopolare a persone dure di collo. Sapeva anche che il popolo era come pecore con falsi pastori.

In questi casi la tentazione di mollare tutto è forte. Addirittura, maledice il giorno in cui è nato. Nel suo caso non è possibile abbandonare il compito che Dio gli ha assegnato: esteriormente vorrebbe ma interiormente un fuoco arde nelle sue ossa. Egli comunque è consapevole che non è mai solo a camminare, Dio lo accompagna in ogni occasione.

La fede e la vita di Geremia ci insegnano che attaccare l’autocompiacimento e l’adorazione formalistica, genera prevaricazioni e ostilità., soprattutto se si è schietti nel parlare. Tutti, nella vita, siamo soggetti ad alti e bassi. Geremia non fece eccezione. A volte ci sentiamo così abbattuti che dubitiamo del nostro stesso valore o pensiamo che non vale la pena andare avanti. Capita anche di avere cambiamenti d’umore: dalla contentezza sprofondare nello scoraggiamento. Alcuni si sono scoraggiati così tanto da arrendersi abbandonando le attività teocratiche.

Geova non abbandonò mai Geremia. Capì come si sentiva e gli diede la forza e il sostegno di cui aveva bisogno. Geremia si tenne sempre in contatto con Geova, confidandogli i suoi sentimenti più profondi e implorandolo di dargli forza.

Come Geremia abbiamo la percezione di essere fragili, ma abbiamo anche la percezione di ricevere da Dio la forza necessaria per adempiere i nostri impegni. Se Dio ritiene necessario “forzarci” come ha fatto con Geremia, costringendoci con tutto il suo amore, a fare ciò che ha in mente, nulla può fermarlo. Possiamo solo renderci disponibili e lasciare che le sue mani ci abbraccino d’amore. Parlerai, Geremia parlerai eccome nel nome di Geova. (Geremia 1:4-8; 20:7-9)

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