Non rimpiangere nulla

Hai pagato? Hai dimenticato? Bene, ora riparti da zero

È molto difficile dimenticare le colpe imperdonabili, anche se a volte le circostanze della vita rendono necessario fare qualcosa del genere per continuare a vivere la propria vita. La reazione alle colpe di solito rivela ciò che siamo realmente. Alcuni cancellano i peccati dimenticandoli, “facendoli uscire dalla mente”. Rinunciano a qualsiasi ricordo, bello o brutto, pur di perdonarsi e iniziare daccapo. Certe azioni ci trasformano fino a diventare un altro.

Sentirsi in colpa è una conseguenza del peccato ereditato. All’inizio della creazione non faceva parte della natura umana. L’uomo combatte il senso di colpa cercando di dimenticare.

L’oblio è indispensabile per vivere, per far riposare la mente, che è indispensabile a rigenerarla. Dimenticare ciò che di brutto e di doloroso si è fatto nella vita è il presupposto per ricominciare una nuova vita.

Nella mitologia, sul fiume Lete (che significa oblio, dimenticanza) i defunti, prima di passare l’oltretomba, dovevano bere le acque per dimenticare i pensieri del loro passato. Anche Dante, cita il fiume Lete collocandolo sulla cima del Purgatorio dove sorge da una fonte soprannaturale alimentata da Dio stesso. L’immersione nelle acque del fiume cancella ogni traccia del peccato, purificandone la persona prima di salire in cielo. (Purgatorio XXXI). Per rinascere a nuova vita bisogna dimenticare la precedente. Dimenticanza e rinascita sono strettamente connesse l’una con l’altra. A volte ci si deve disconoscere e distruggere ciò che si è stati in precedenza.

Dimenticare il passato significa non permettere al dolore di riemergere. Una volta dimenticato, il passato diventa presente in una nuova veste.  Dimenticare implica anche lo smarrimento. Bisogna perdersi nella vita per perdonarsi l’imperdonabile. Nei momenti di smarrimento è possibile reinventarsi, ricostruirsi. La dimenticanza serve per osservarci, per trasformare il negativo in positivo. Dicono che non c’è perdono senza peccato e non c’è peccato senza perdono.

Il rimpianto è il malumore delle cose passate. Eppure, ha la capacità di sedurre, incantare, illudere, perché offre una nuova possibilità di cambiare una decisione del passato. Anticamente rimpiangere significava “piangere un morto”. Quella del rimpianto era una pratica devozionale piuttosto rumorosa a causa dei lamenti durante la veglia funebre. Col tempo assunse il significato di senso di colpa, una languida forma di rimorso, un’angoscia nel ripensare a un’azione sbagliata. Queste sconfitte sono dolorose, ma non eterne.

I RIMPIANTI SONO INUTILI?

Serve a qualcosa guardarsi indietro? I migliori cristiani sono quelli che tendono a rimproverarsi. Tale tendenza fa parte di una personalità che ha un alto senso di responsabilità e la capacità di imparare dai propri errori. Il rimpianto ci può aiutare a scoprire una versione di noi che è più flessibile e resistente. Una decisione mancata ci aiuta a ricordare che la vita è fatta di ambivalenze. Nessuno di noi può conoscere cosa accadrà domani e se una nostra decisione avrà successo o sarà un fallimento. Una perdita, una colpa imperdonabile non sono la fine di tutto. Forse dovremo abituarci a convivere con i nostri rimpianti. Forse impareremo qualcosa. In fondo, il rimpianto è il desiderio che proviamo quando vorremmo che le cose fossero andate in un altro modo. Ci permette di immaginare un finale diverso e per questo il rimpianto contiene una traccia di speranza.

Alcuni tdG hanno commesso grandi errori nella vita, anche peccati gravi. Altri non hanno fatto cose particolarmente riprovevoli, ma si chiedono se alcune delle loro scelte (come l’inattività) siano state davvero le migliori. Alcuni sono riusciti a non pensare più al passato e ad andare avanti. Altri, invece, continuano a pensarci e a tormentarsi nel dubbio, se rimanere così o ritornare di nuovo in congregazione, altri invece stanno pensando di dissociarsi convinti di aver sprecato tempo ed energie preziose per raggiungere obiettivi che secondo loro si sono rivelati sbagliati. Noi di inattivopuntoinfo non giudichiamo le scelte di nessuno. Ognuno ha la capacità intellettiva per sapere se la sua decisione sia giusta o sbagliata. Il tempo poi lo dirà.

A volte, non si può far altro che accettare le conseguenze dei propri errori. In ogni caso rimuginare non vi sarà di alcun aiuto; anzi, vi impedirà di servire Dio al meglio delle vostre possibilità.  Si dice che la vita può essere capita guardando indietro, ma che deve essere vissuta guardando avanti. Quindi, invece di rimuginare sul passato, preoccupatevi del presente e del futuro. Qualsiasi rinuncia fatta in passato per amore di Geova non pensiate che non fosse necessaria o che tutti quei sacrifici li avete fatti nel momento sbagliato. Chi può dire con certezza che se aveste impiegato diversamente la vostra vita, le cose sarebbero andate meglio. Geova non dimenticherà i vostri sacrifici. Nella “vera vita” avvenire, Geova potrebbe ricompensarvi con benedizioni molto più grandi di quanto possiate immaginare! Molto dipende da voi e dal vivere una vita piena e senza rimpianti.

Sei tormentato dal ricordo di peccati o errori commessi? Ti brucia ancora un energico consiglio che hai ricevuto? Può darsi che le ingiustizie, reali o presunte, siano diventate per te un chiodo fisso? Le preoccupazioni non ti danno pace e per questo sei sconvolto? (Salmo 55:2) Come Paolo dimentica lasciando tutto alle spalle, protendendoti in avanti, verso quel domani di cui la Bibbia ne parla come “la vera vita”, dove “le cose passate non torneranno in mente né saliranno in cuore” (Isaia 65:17).

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA