Non sei pecora se non appartieni al gregge, nè pastore se sei estraneo alle pecore

buon pastore musei vaticaniChi ama appartenere a un gregge deve avere qualcosa della pecora.

“Mio fratello. Me l’hanno ammazzato sotto il portone di casa. Chi più, chi meno, tutti hanno perso qualcuno, di qualunque fazione si fosse”. “Io non sono di nessuna fazione” replicò Firmìn [al prete]. “Di più: le bandiere mi sembrano stracci colorati che puzzano di marcio e mi basta vedere che uno ci si avvolga dentro e si riempia la bocca di inni, scudi e discorsi per farmi venire la diarrea. Ho sempre pensato che chi ama appartenere a un gregge deve avere qualcosa della pecora“.

E’ un brano, tratto dal libro Il prigioniero del cielo, di Carlos Ruiz Zafon. Nella replica al prete, Firmìn sostiene che gli aderenti a un gruppo non sempre sono sinceri, anzi spesso si mostrano faziosi. Chi è convinto delle sue scelte deve avere addosso i segni che dimostrino l’appartenenza a quel gruppo.

Papa Francesco, il 28 marzo 2013, durante la Messa Crismale chiese ai suoi preti di portare addosso “l’odore delle pecore”. Prendere l’odore delle pecore non vuol dire contaminarsi con “il puzzo del mondo”, ma entrare nel profondo delle coscienze, a volte fragranti, a volte sudicie. “L’unzione è per i poveri, per gli oppressi, per quelli che sono tristi, soli e lontani” dice Francesco.

L’olio prezioso che unge il capo di Aronne non si limita a profumare la sua persona, ma si sparge e raggiunge “le periferie”. Il sacerdote che esce poco e unge poco, perde e fa perdere agli altri lo Spirito del Signore. Anziché essere mediatore diventa intermediario, un gestore, un funzionario. Il sacerdote si riconosce da come viene unto il suo popolo. Quando i fedeli sono unti con olio di gioia lo si nota (Giacomo 5:13-15).

Le due metafore sono collegate fra loro. Il buon pastore non è un pettinatore di pecore, ma è tale quando ha cura delle sue pecore. Una pecora rimane tale fin quando mantiene le caratteristiche di una pecora. Chi crede di essere pecora del gregge di Dio ma non ha i tratti che la contraddistinguono non può pretendere di ricevere dal pastore l’attenzione e la cura che egli manifesta alle altre pecore docili.

Similmente, se il pastore non ha più le qualità per pascere in modo cristiano il gregge che Dio gli ha assegnato, non può pensare di rimanere al suo posto e pretendere che le pecore lo seguano.

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