Quando non si ha il coraggio di dire le cose come stanno

Nasce la bugia e si consuma l’inganno

In una circostanza l’apostolo Paolo ebbe il coraggio di riprendere “faccia a faccia” Pietro (Gal 2:11-14). Non si mostrò reticente né incerto, tantomeno lasciò ad altri la responsabilità di farlo. Pietro non considerò il gesto di Paolo un affronto e si lasciò rimproverare perché riconobbe il suo errore senza nessuna giustificazione.

Non tutti i cristiani reagiscono in questo modo, sia nell’essere rimproverati che nel rimproverare. In genere, quando siamo travolti nelle nostre convinzioni, individuiamo come responsabili altri o diamo la colpa a fattori esterni. Alcuni avendo perso la fiducia nei fratelli diventano intransigenti. Altri invece di fonte alle mancanze altrui diventano fin troppo indulgenti.

Molti problemi tra fratelli sorgono perché alcuni che ne hanno la responsabilità si tirano indietro o tergiversano quando c’è da consigliare o ammonire un fratello che sta sbagliando. Molte di queste cose succedono durante le visite pastorali, nelle adunanze con il corpo degli anziani o durante la visita del sorvegliante.

Girare a vuoto senza arrivare al punto

E’ snervante quando si gira troppo con le parole attorno al problema senza arrivare al punto. Un tale modo di relazionarsi è per alcuni uno stratagemma non per raggirare l’interlocutore, ma per non ferirlo o per evitare un conflitto snervante. E’ anche vero che ogni situazione può avere diversi gradi di lettura. A meno che i fatti non siano inconfutabili ed è evidente che abbiamo torto, se siamo consigliati eviteremo di attribuire una errata interpretazione alle intenzioni di chi ci ammonisce.

Non è saggio gridare “Al lupo! Al lupo! quando interpretiamo erroneamente un consiglio.

Non falsiamo la realtà quando ci viene fatta una osservazione che ci riguarda e abbiamo la tendenza a giustificarci. E’ inutile stare sul vago quando consigliamo. Ci stiamo ingannando a vicenda senza rendercene conto. In realtà, chi non dice la verità è contro la verità, perché è in casi come questi che nasce la bugia.

Come facciamo a scoprire se i consigli sono sinceri o ingannevoli?

  • L’INCERTEZZA DI CHI PARLA. L’incerto quando parla è vago e il quadro della situazione che presenta è sfocato e approssimativo. I suoi discorsi si prestano a essere intesi in più modi.
  • CHI PARLA E’ RETICENTE. Evita di spiegare i fatti. E’ sfuggente, trova un diversivo per cambiare discorso. Mente in parte, perché cerca di occultare i fatti e le prove.
  • NON SI ASSUME LA RESPONSABILITA’. Scarica le colpe su altri. In realtà, attribuire alla volontà di chi subisce l’evento è un modo per colpevolizzarlo.
  • FA DI TUTTO PER PROTEGGERE LA SUA REPUTAZIONE. Cerca di apparire super sincero, sorride molto, dice di essere dispiaciuto, in realtà i suoi occhi hanno l’espressione di chi vuole prenderci in giro.

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