Nostalgia: il dolore per un ritorno

«Non vedevi l’ora di tornare a casa»

Giacobbe, benché fosse in un paese straniero da più di 20 anni, ‘desiderava ardentemente la casa di suo padre’ (Genesi 31:30). La nostalgia implica l’ardente desiderio di ritornare a vivere in quel luogo familiare che ora è lontano. Riguarda anche il ricordo dolente dei tempi passati, delle condizioni e delle cose o persone perdute.

La nostalgia è uno stato d’animo che colpisce anche i cristiani più forti in senso spirituale. La chiamano la “malattia dei missionari”. Nostalgia è una parola moderna, per questo non compare letteralmente nella Bibbia. Essa è composta da due parole nostos (ritorno) e algìa (dolore). Si tratta dunque di una dolorosa ricordanza come quella che provarono per Gerusalemme gli ebrei esiliati a Babilonia (Salmo 137).

Si dice che la saudade (solitudine) non è una parola ma una parte dello spirito che solo i portoghesi riescono a sentire. Molto famoso è il fado, un genere di canzone popolare portoghese, di intonazione triste e nostalgica, che per descriverlo bastano uno scialle, una chitarra portoghese, una voce e tanto sentimento.

Per alcuni la nostalgia è un sentimento che caratterizza le persone che non temono di volgere lo sguardo a un passato che vede persone, luoghi, emozioni e che tornano a volte in modo preponderante. In questi casi, la persona nostalgica sa apprezzare ciò che è stato. In fondo per costoro, la nostalgia è uno spaccato della loro vita, lacrime versate e sorrisi piacevoli, momenti tristi e ricordi felici.

Ci sono cristiani che non sono propriamente contenti di come viene vissuta oggi nelle congregazioni la verità, rimpiangono “i bei tempi passati”, dove si respirava un’aria diversa. Forse qualche fondamentale bisogno non è soddisfatto come lo era in passato.

Pare che gran parte del progresso tecnologico abbia inciso in maniera determinante. Per alcuni cristiani riflessivi la mancanza di appagamento nella società odierna ha contribuito alla crisi dei valori etici, con ripercussioni anche in alcune congregazioni.

Il fatto è che non si può comprare la soddisfazione emotiva o spirituale. Come disse Gesù, se i bisogni spirituali non sono appagati non si può provare vera gioia e felicità (Matteo 4:1-4).

Non possiamo annullare tutto il progresso tecnologico che è stato fatto, né sarebbe saggio non tenerne conto, specialmente in questi tempi di pandemia che ci permettono di essere collegati tra di noi. Questo è in armonia con Ecclesiaste 7:10 “Non dire: ‘Perché è accaduto che i giorni precedenti sono stati migliori di questi?’ poiché non si deve a sapienza che tu abbia chiesto di ciò”.

Perciò se da una parte non è sensato soffermarsi irrealisticamente sul passato, dall’altra parte è saggio invece apprezzare gli aspetti positivi dei cambiamenti e dell’uso della tecnologia.

Alcuni fratelli lontani provano un certo dolore nostalgico per un ritorno a Geova. Vorrebbero ma non possono. Provare nostalgia per il tempo passato in congregazione insieme alla fratellanza cristiana è già di per sé un bene. Se dopo tanto tempo temi di essere considerato un intruso, pensa invece a quando servivi Dio e davanti a lui ti eri guadagnato dei crediti che sono ancora lì, in attesa che ti vengano restituiti.

Se provi questo desiderio può darsi che sia stato Dio a mettertelo nel cuore e forse con te lo fa in maniera sempre più insistente. Agli occhi di Dio non sei stato e mai sarai un estraneo. Non ti lasciare influenzare da nessuno se desideri tornare, in fondo la scelta è tua, come tua è la vita futura. Altri fratelli vedranno il tuo ritorno in congregazione come una benedizione dell’amorevole interesse di Geova.

Nel libro di Baruc 4:28,29 versione CEI, si legge: “Come pensaste di allontanarvi da Dio, così ritornando decuplicate lo zelo per ricercarlo, poiché chi vi ha afflitti con tante calamità vi darà anche con la salvezza, una gioia perenne”. Il consiglio è dunque di rendere dieci volte maggiore lo sforzo per cercare e trovare Dio, che oltre alla salvezza eterna aggiungerà una gioia duratura e permanente.

____

Dipinto in alto: La nostalgia della patria, René Magritte

Il leone e l’uomo o l’angelo sul ponte, apparentemente sembrano due figure distaccate che non hanno nessuna relazione fra loro. Simboleggiano la malinconia di chi sa come la vera vita sia sempre un altrove. Alcuni sostengono che il titolo abbia un riferimento storico: l’occupazione tedesca del Belgio. Magritte confida nella protezione angelica del suo paese.

Noi di inattivo.info abbiamo un’altra interpretazione, che ovviamente non corrisponde a quella generale. Il ponte è una struttura artificiale creata dall’uomo per mantenere il collegamento e l’attraversamento tra due strade interrotte. In senso simbolico, il ponte collega due pensieri, idee, luoghi, popoli, credenze, che non sempre sono uguali fra loro. Può essere innalzato anche per dividere, per mantenere spazi distaccati, per impedire di oltrepassare.

Il leone, in posizione eretta e lo sguardo rivolto a un’altra parte rispetto alla figura dell’uomo alato, simboleggia il coraggio di occupare uno spazio e la fermezza di non far oltrepassare il ponte ad altri. Può decidere chi far passare da quella strada. D’altro canto, anche Satana viene raffigurato nella Bibbia come un leone che fa paura con il suo ruggito e che cerca in continuazione persone devote a Dio da sbranare. Egli è in mezzo alla strada per impedire il passaggio a Dio.

L’uomo in frac, con delle strane ali di rondine, volge incurante le spalle al leone e a chi attraversa il ponte. Il suo interesse è rivolto a quello che succede sotto di lui. Vede le cose da una prospettiva diversa da quella del leone. Lui guarda, non i cieli, simbolo delle cose spirituali, ma quelle terrene, senza accorgersi che dietro le sue spalle c’è in agguato il leone. Entrambi fermi, occupano uno spazio strategico, anche se nel dipinto fanno due cose distinte e separate.

L’uomo nostalgico ha lo sguardo rivolto altrove, forse al suo passato, le cui ali abbassate di colore nero e non bianco splendente come quello della luce, gli danno un aspetto spirituale dimesso, bloccato, privo di attività…

Tags: , , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA