«O stolti Galati»

Perché Paolo non ha paura di definire “stolti” i Galati? Come può interessarci oggi questo passo di Galati 3:1?

Molte traduzioni della Bibbia traducono Galati 3:1 con “stolti”. La TNM traduce “insensati”. Il termine “stolto”, più che a una persona poco intelligente si riferisce a chi non agisce in modo ragionevole e vive in contrasto con le norme di Dio. Gli stolti operano quindi ciò che è nocivo e in genere disprezzano la sapienza e la disciplina. Lo stolto si offende con facilità ed è pronto a litigare con chiunque. Per il cristiano è saggio “non rispondere a nessuno stupido”. Se proprio è il caso di farlo, è soltanto per evidenziarne la ridicolaggine e per dimostrare che la sua tesi non porta a nulla di buono. (Prov 26:4,5)

 Le congregazioni della Galazia erano formate da ebrei, proseliti circoncisi e da gentili, perciò il severo rimprovero di Paolo è dovuto al fatto che si stavano facendo influenzare da elementi giudaizzanti fra loro, ebrei che cercavano di stabilire la loro giustizia mediante le vecchie prescrizioni mosaiche. Invece del nuovo in Cristo c’era un ritorno in Mosè. Una specie di sovversione del Vangelo di Cristo da parte di sostenitori che Paolo definisce “maledetti”. “Sovversivi della fede da buttare fuori dalle congregazioni – aggiungiamo noi – in quanto fuorvianti, che guardano i loro interessi e che mirano a un ritorno al passato”.

Alcuni interpretano il verbo “ammaliare” che Paolo usa in questa circostanza, a una malia, un incanto, un’influenza magica simile a quella della maga Circe che trasforma gli uomini in bestie: nel senso che i galati dopo aver accettato la verità in Cristo ed essere diventati persone spirituali, ora stavano per trasformarsi in bestie ragionando in termini carnali. In genere si crede che una volta iniziato con lo Spirito si finisce nella pienezza dello Spirito. Invece, non sempre è così, a volte si inizia con lo spirito e si finisce con la carne.

VITE A META’

Ci dispiace constatarlo, ma anche oggi, diversi fratelli che non frequentano più le congregazioni, si sono lasciati influenzare e incantare da questo modo di ragionare. La loro lucidità spirituale di un tempo è stata appannata da alcuni che ignorano lo Spirito e che continuano a operare attivamente nelle congregazioni come se niente fosse. Uomini che per loro contano più le disposizioni, le leggi, le prescrizioni. Uomini ottusi che non vanno avanti e impediscono ad altri di progredire. Scogli nascosti, cavalli senza freni, navi senza timoni. Alcuni fratelli ora inattivi sono ritornati al passato, forse a un passato peggio di prima, condizionati negativamente dai ragionamenti di ex membri. Vite a metà. Vite intere. Vite chissà come: in peggio o in meglio? E chi può stabilirlo?

Il problema dei galati è stato quello di non aver riflettuto abbastanza, per questo non avevano capito di essere caduti nell’inganno. Era una questione di intelligenza, di logica della fede e il rimprovero è dovuto anche a una cattiva comprensione razionale del messaggio evangelico. Dopo averli ammoniti, con amore di padre e di madre, Paolo li chiama ‘figli carissimi’ per i quali è disposto a ricominciare l’evangelizzazione con dedizione materna. E in termini commossi conclude: “per voi sono disposto di nuovo a soffrire le doglie del parto finché Cristo si formi in voi” (Gal 4:19). In questo modo precisa che la fede cristiana non è adesione a una dottrina e osservanza esteriore di pratiche morali, ma trasformazione continua in Cristo fino alla morte. L’apostolo, missionario verso le comunità, è come il pastore che si prende cura dei cristiani e vive nei loro riguardi atteggiamenti educativi paterni e materni.

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA