Opera pastorale? Assente!

Un pastore che non fa visite pastorali a cosa serve?

“Anche tu puoi incoraggiare un inattivo” è una parte del programma Vita cristiana e ministero, con proiezione del video “Incoraggiamo gli inattivi”, trattata in congregazione la settimana scorsa. Il secondo paragrafo riporta: “Gli anziani cercano di aiutare gli inattivi come un pastore cerca diligentemente una pecora che si è allontanata dal gregge (Luca 15:4-7)”. Gli anziani hanno seguito questo consiglio del CD? Da quanto ci risulta non proprio. Un esempio?

Un inattivo va di sua iniziativa nel luogo dove si teneva la Commemorazione. Non è stato contattato dagli anziani né dalla congregazione dove lui si associava. All’ingresso ha salutato gli anziani che erano all’entrata della sala convegni, messi in fila come in una parata dei carabinieri.

Solo una stretta di mano e basta, poi prende posto e ascolta il cerimoniale. Saluti? Contenti di averlo visto? Farlo sentire parte della famiglia cristiana? Incoraggiamento? Interesse personale? Accordi per un appuntamento? Niente di niente! Zero! Finita la Commemorazione? Ognuno per i fatti suoi, come se nulla fosse.

Uno degli aspetti più preoccupanti della religione dei tdG è l’indifferenza verso i loro fratelli che non frequentano più le adunanze e non predicano. A questa indifferenza contribuisce anche l’incapacità dei pastori nel trasmettere i valori cristiani della fede. A volte è incomprensibile l’approccio che questi hanno con i componenti della congregazione.

Dimostrano inaffidabilità e incapacità nell’aver cura dei bisogni dei proclamatori. Completamente assente è l’opera pastorale. Eppure Gesù, in qualità di Pastore Eccellente diede l’esempio ai sorveglianti cristiani nell’aver cura del suo gregge. Anche Paolo, in Efesini 4:11 fa notare che Gesù diede alle congregazioni per edificarle, oltre agli apostoli, ai maestri e agli evangelizzatori, anche i pastori. Oggi, se escludiamo gli apostoli e i profeti, sicuramente la figura più debole è quella del pastore, mentre la più ambita è quella del maestro.

Dalle esperienze che raccogliamo e dai commenti che ci giungono, la lamentela maggiore che emerge è quella che riguarda l’opera pastorale. In pratica gli anziani non vanno a trovare a casa i fratelli e quando li visitano creano più scoraggiamento che incoraggiamento. Ci chiediamo se il CD non stia sottovalutando questa grave carenza spirituale.

Forse si fida troppo dei rapporti dei vari sorveglianti. Oppure sono bravi i corpi degli anziani nel far credere al sorvegliante in visita che sono pastori eccellenti nell’adempiere il loro compito. E’ il momento di cambiare registro e linguaggio, visto che non tutti i pastori sono capaci di esprimere il “sano modello di parole”, cioè la Bibbia.

Quanti pastori sono in grado di parlare la lingua “dello stanco, dell’affaticato e dell’oppresso”? (Matteo 11:28-30) Secondo noi pochi. Dicevamo prima che l’incarico più ambito è quello di maestro. Ma quando diventano maestri sanno realmente insegnare? Oppure si tratta di anziani che si accontentano della particina alle adunanze, della preghierina alle assemblee, di predicare di tanto in tanto, raramente con quelli del loro gruppo che oltremodo non li vedono quasi mai alle comitive. Ma che razza di pastori sono quelli che non fanno i pastori? Pifferi di montagna.

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Vedi anche: 

 Visite pastorali convincenti

Gli inattivi non vi crederanno e non faranno nulla al riguardo se non fornite prove convincenti, se non mostrate amore genuino e se non li aiutate ad analizzare i loro motivi con la Bibbia.

 

   Parlarsi e non capirsi

“Due anziani sono venuti a casa mia per parlarmi e dopo due ore ho avuto l’impressione che si è perso solo del tempo” – racconta un inattivo. Ci si parlava ma non ci capivamo.

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