Opinioni o convinzioni? Psicologia e comportamento di un tdG

Fare un’analisi psicologica per comprendere meglio il comportamento di un tdG è estremamente complesso. In tanti si sono cimentati in questo campo e non sempre è venuta fuori un’immagine obiettiva. E forse nemmeno noi siamo capaci di farlo. Muovendoci però dall’interno, basiamo ogni riflessione sulla nostra esperienza e sulla conoscenza dei meccanismi organizzativi che ruotano intorno al movimento. Si tratta soltanto di una riflessione, giusta o sbagliata, che non ha valore scientifico, medico, spirituale e quant’altro.

In genere, i non Testimoni analizzano il testimone di Geova come se fosse un malato, un depresso sul lettino di uno psicoterapeuta, un individuo facilmente influenzabile dove non gli viene detta tutta la verità dei fatti che succedono all’interno dell’organizzazione. Questi “analisti”, quando parlano dei tdG tentano in tutti i modi di scomporlo: da una parte la brava e onesta persona, rispettosa del prossimo e delle istituzioni, dall’altra l’indottrinato, l’esaltato, l’ignorante in senso religioso, chi più ne ha più ne metta.

E’ mai importato all’opinione pubblica in generale chi sia un tdG? Forse interessa di più a chi ha avuto a che fare con loro, che ne sono usciti o si sono allontanati volontariamente, oppure potrebbe interessare ai loro parenti che non condividono certe scelte. Insomma, diciamocelo francamente, alla maggior parte della gente non gliene importa più di tanto, se non per parlare, giudicare o criticare quando c’è di mezzo una trasfusione di sangue.

Uno degli argomenti più dibattuti e controversi al di fuori del mondo dei tdG è se sono liberi di decidere e di fare scelte personali una volta accettate le norme che regolano il movimento senza subire provvedimenti disciplinari. In sostanza, hai una volontà per decidere di testa tua o sono altri a decidere per te e cosa fare della tua vita?  Se per volontà si intende la facoltà di scegliere e di esprimere le proprie convinzioni, si presume che il tdG abbia già una volontà per decidere e scegliere, altrimenti non avrebbe scelto di diventare un tdG.

Ma si tratta di opinioni o di convinzioni? Cosa spinge una persona a diventare tdG: una opinione o una convinzione? Lo stesso discorso vale anche per chi li giudica o li critica. Quello che si pensa di loro è il frutto di una opinione o di una convinzione, risultato di un’analisi accurata e veritiera o è una somma di pregiudizi? Sia che siamo tdG, ex o persone esterne al movimento, una corretta informazione, un maggior senso di responsabilità, un cordiale rispetto di noi e di come consideriamo gli altri, può aiutarci a comprendere meglio punti di vista apparentemente controversi. Se abbiamo la bava alla bocca difficilmente saremo lucidi.

Molto spesso, siamo influenzati dai mass media e dai social, che agiscono come potenti persuasori, anche quando abbiamo idee differenti o apparteniamo a religioni diverse. Molti sono in grado di sviluppare soltanto opinioni e pregiudizi ma non convinzioni. Siamo così condizionati dai mezzi di comunicazione che è molto difficile stabilire se ciò che crediamo sia frutto di una libera opinione o convinzione.

In realtà, ogni scelta è soggetta a un processo di delega, dal voto al lavoro, dallo sport alla religione. Prestiamo il nostro potere ad altri. Lasciamo che siano altri a decidere o a scegliere per noi. Abbiamo soltanto la libertà di scegliere se essere o non essere qualcuno o qualcosa, di farne parte oppure no. Qualsiasi sia la scelta non siamo poi così liberi come crediamo. Dopo aver scelto possiamo rimanere o uscirne. A volte non possiamo farlo come vogliamo pena una sanzione, una critica, una restrizione o altri provvedimenti. Sono le regole del comune vivere, bellezza! Regole che altri si sono dati per una convivenza comunitaria sociale e civile dignitosa, rispettosa e rispettabile. E che ci piaccia o no siamo tenuti a rispettare.

Quindi, le nostre, sono opinioni o convinzioni? Qual è la differenza?

L’OPINIONE è un concetto che una o più persone si formano riguardo a particolari fatti, quando, mancando un criterio di certezza assoluta per giudicare si propone un’interpretazione personale che si ritiene esatta e a cui si dà il proprio assenso, non escludendo comunque la possibilità di ingannarsi nel giudicarla tale. In sostanza, tutte le opinioni possono essere ugualmente vere o false fino a che non sia dimostrata la verità.

LA CONVINZIONE è una ferma certezza morale o intellettuale. Chi è convinto di un’idea, di un pensiero, di un credo, eccetera, ha una piena, profonda, incrollabile, radicata convinzione che lo fa rimanere saldo nel suo convincimento.

Chi è convinto non ha opinioni, ma certezze.

Chi ha opinioni non ha convinzioni, perché non ha certezze.

Si può fare un’analisi degli altri quando si hanno in mano certezze vere. Le opinioni personali o pubbliche sono suscettibili a cambiamenti in meglio o in peggio. Ci si esprime con convinzione quando si parla in maniera da dimostrare che si è pienamente convinti della veracità e dell’importanza di ciò che si dice. La convinzione è importante perché incoraggia gli altri a prendere sul serio ciò che si dice e ad agire di conseguenza.

Il punto è, se parla un tdG, un inattivo, un disassociato, uno di un’altra religione o di un altro credo, ognuno è fermamente convinto di quello che dice. Ma se una convinzione si basa su incertezze non può essere la verità. La Bibbia, a proposito di Paolo, dice: “La buona notizia che predichiamo non vi fu annunciata solo a parole, ma anche con . . . ferma convinzione”. (1 Tess. 1:5) Tale convinzione era evidente sia dal suo modo di parlare che dal suo modo di vivere. Anche il modo in cui noi presentiamo le verità bibliche dovrebbe rivelare ferma convinzione. Questo è un punto fondamentale per riconoscere se si tratta di un’opinione o di una convinzione, cioè vivere quello di cui si è convinti. Se si parla e non si mettono in pratica le proprie convinzioni, state pur certi che si tratta solo di un’opinione, soggetta a revisione o perlomeno di una convinzione vacillante o non corrispondente esattamente al vero.

Inoltre, chi manifesta convinzione non è caparbio, dogmatico o arrogante. Al contrario, quando una persona parla della Parola di Dio con convinzione, lo fa in una maniera che dimostra forte fede. (Ebrei 11:1) Soprattutto, la convinzione nella Parola di Dio, dovrebbe spingere a essere un esempio di ‘fede senza ipocrisia’ (2 Timoteo 1:5). La convinzione è evidente quando la propria fede viene messa in discussione. Il cristiano convinto non scatena battaglie, guerre e crociate, risponde in maniera ponderata e risoluta. I discorsi dello stupido portano alla lite, e la sua bocca chiama le percosse” (Proverbi 18:6). Chi è sgarbato, maleducato, incivile, rozzo e cafone, non ha convinzioni e nemmeno opinioni, ma solo cattiverie.

«Chi è il primo nella sua causa è giusto;

entra il suo compagno e certamente lo scruta». – Proverbi 18:17

 Naturalmente qualsiasi espressione di convinzione deve essere autentica. Chi è ipocrita pensa che chi lo ascolta è un boccalone e che non si accorga della sua finzione. Chi è ipocrita non parla col cuore in mano, a differenza di chi è convinto. I primi ad essere convinti devono essere coloro che ne sono convinti. Ricordate che chi è convinto di fare del bene fa di tutto per aiutare il prossimo. Chi parla di bene ma non opera non è un convinto. Esprime solo un’opinione degna di convinzione. Anche se la esprime non vuol dire che lui ne sia convinto. Perciò, una cosa è menzionare un’azione, un pensiero, un insegnamento impregnato di certezze e un’altra cosa è chi ne parla. Si può parlare di una convinzione certa e vera senza esserne convinti. Il fatto che uno ne parli non vuol dire nulla.

Per questo motivo è molto difficile stabilire se la convinzione espressa in un post, in un articolo, in una riflessione, sia il pensiero di una persona convinta. Non conosciamo l’identità di chi scrive e il fatto che scriva una convinzione non vuol dire che lui sia convinto. A volte scrivono una convinzione facendo credere agli altri che in qualità di autori sono profondamente convinti, mentre in realtà lo fanno per confondere le acque o per fini nascosti. Oppure, esprimono un concetto sotto forma di opinione, in realtà sono convinti di quello che dicono, lo fanno per accertarsi che tipo di reazione si genera. Se è difficile stabilire se c’è convinzione oppure opinione in un semplice post, figuratevi quanto sia complicato esprimere un parere, una opinione o una certezza su un intero popolo mondiale come quello dei tdG. Popolo del quale pur facendone parte non vuol dire che tutti sono convinti. Anche tra i tdG ci sono opinionisti e convinti. L’opinionista, prima o poi si convincerà che è meglio lasciare i tdG, invece il convinto si convincerà ancor di più che rimanere tra i tdG sia la migliore cosa della sua vita.

Il vero cristiano non permette che le idee o i criteri seguiti da altri lo condizionino nella convinzione della sua fede. Essere convinti non è nemmeno una garanzia che non si possa vacillare nella fede. La convinzione va rafforzata giorno dopo giorno.

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Commenti (2)

  • Tommaso

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    Leggo con piacere i vostri articoli, purtroppo il ruolo di anziano consapevole è diventato complicatissimo, per usare un eufemismo, la tentazione di ‘gettare la spugna’ è forte! Comunque nella home page del sito non è indicato ne chi siete, ne contatti, gradirei ricevere una mail privata con cui comunicare, con questo commento c’è anche la mia mail, grazie.

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    • inattivopuntoinfo

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      Ciao Tommaso, siamo d’accordo che il ruolo dell’anziano di valore e di spessore spirituale è diventato molto difficile da esercitare nell’ambito delle congregazioni e degli stessi corpi di anziani. “Gettare la spugna” è una tentazione molto forte, anche se rimane una scelta personale, indipendentemente da quello che pensano gli altri, noi inclusi. Riguardo alle informazioni che ci chiedi, le trovi nella colonna di destra della home page, sezione Noi di inattivopuntoinfo. In fondo a questa sezione troverai anche l’indirizzo email per i contatti. Buona giornata.

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