Ossessionati dal voler ragione a tutti i costi

Si può ascoltare senza pregiudizi chi la pensa diversamente?

«Quello che importa non è la verità, ma la vittoria». E’ un’affermazione tratta da L’arte di ottenere ragione, un piccolo trattato di Schopenhauer, formato da 38 stratagemmi per ottenere ragione quando si disputa con un avversario. L’autore indica le vie traverse e i trucchi di cui gli uomini si servono per nascondere i difetti quando devono difendere le proprie ragioni o per ottenere ragione quando hanno torto. Schopenhauer paragona questo genere di arte a un fioretto da impugnare in quella «scherma spirituale» che è il discutere, senza badare alla verità, ma soltanto a «colpire e parare», giacché «questo è quello che conta».

Secondo la tesi di Schopenhauer ci sono casi in cui sai di avere ragione, ma i presenti ti danno torto. Ciò accade quando l’avversario confuta la tua prova con altre prove, rovesciando il tuo ragionamento e ottenendo ragione quando invece ha torto. «Chi esce vincitore da una disputa – secondo il filosofo – molto spesso lo deve non tanto all’esattezza del suo giudizio nell’esporre la propria tesi, quanto all’astuzia e alla destrezza con cui l’ha sostenuta». Per alcuni, che non condividono il pensiero di Schopenhauer, questo trattato non è altro che violenza linguistica o abilità retorica. Qualcuno lo ha definito un vademecum per trollare (gergo digitale per indicare coloro che disturbano abitualmente con frasi insensate o polemizzano di proposito all’interno di comunità virtuali).

Qualunque siano i giudizi su questo argomento, quello che conta è che la conversazione non dovrebbe avere come fine il sentirsi più forte degli altri o cercare di ottenere ragione a tutti i costi, piuttosto cercare insieme soluzioni appropriate e pertinenti, rispettando le diversità e cercando di contribuire alla discussione con ragionamenti sensati e scritturali, come nel caso dei tdG e altri che la pensano diversamente. Con questo non vogliamo dire che ogni opinione è lecita e va salvaguardata. Esistono fatti condivisi proprio come esistono persone che si ostinano a negarli. Se si è convinti della correttezza di una verità, essa va difesa fino in fondo, a costo di qualsiasi reazione. Similmente, non è indispensabile avere una conclusione condivisa. Un dialogo può rimanere incerto e ognuno restare fermo nella propria opinione o non essere del tutto interessato alla verità dell’altro. (Giov 18:37,38) Continuare a conversare con persone simili non ha senso.

Molti sostengono che nessuno possiede l’intera verità ed è un bene cautelarsi contro l’eccesso di certezza e la retorica dell’arroganza. Ossessionarsi per avere sempre ragione crea un dialogo falsato dove l’interlocutore più forte agisce soltanto come attore principale, e l’altro quale comprimario da umiliare o deridere. Chi è impegnato in una controversia e vuole a ogni costo ragione, si preoccupa della verità quanto un cacciatore si preoccupa della preda. In certe discussioni che riguardano la verità è più saggio imparare qualcosa da eventuali errori o uscire dalla bolla per allargare le proprie vedute. Inoltre è anche saggio discutere con l’obiettivo di avvicinarsi ulteriormente a capire una verità forse più profonda di quella che crediamo nostra proprietà o nostro diritto per grazia ricevuta.

Il rischio che si corre è che ogni conversazione sia vissuta come uno scontro. In uno scontro, lo scopo finale non è il raggiungimento della verità ma il trionfo dell’uno e la sconfitta dell’altro, ed è simile a due schieramenti ultrà in uno stadio di calcio. Perché si vuole a tutti i costi avere ragione, anche dove non siamo preparati dovutamente o non sappiamo nulla di quell’argomento? Avere ragione è attraente, è una forma di potere che ci fa sentire meglio. Inoltre, c’è quasi sempre un istinto a vedere nell’altro un nemico e non un interlocutore. Saper argomentare richiede umiltà e una certa fatica mentale. Soprattutto in Rete dove ognuno sintetizza e superficializza al massimo concetti profondi della verità, come se tutti avessimo fretta di chiudere ogni tipo di argomentazione o di certificare la nostra presenza quali esperti conoscitori della Bibbia e dei tdG in un oceano di opinioni contrastanti, passando spesso da fatti seri a vere scemenze. La riflessione sulla verità richiede tempo e una disposizione comportamentale appropriata all’argomento che si discute. Stiamo discutendo di Dio, della Bibbia e del senso della vita e non di becero tifo calcistico su chi ha vinto uno scudetto o un partita di calcio in modo onesto o disonesto.

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Saper dialogare è difficile da imparare ma si può. La parola è il dono più bello che Dio abbia potuto fare agli uomini per dialogare fra loro.

 

 

Il sonno della ragione genera mostri. La ragione ha bisogno della fede. La fede senza la ragione rischia l’estraniamento dalla vita pratica delle persone.

 

 

 

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