OSSESSIONE

Stiamo parlando di chi si comporta come un “indemoniato”. L’ossessione è la condizione di chi, ostacolato dal bisogno insopprimibile di compiere determinati atti o di astenersi da altri, ripete all’infinito questo obbligo di cui non riesce a sottrarsi.

Chi ne soffre è consapevole dell’insensatezza di idee, pensieri, ragionamenti spesso caratterizzati da dubbi, ma non riesce a liberarsene e quando cerca di sottrarvi, peggiora ulteriormente la sua vita irrigidendosi negli affetti. Una persona con gravi disturbi ossessivi dovrà consultare un esperto di salute mentale.

Chi gestisce un sito o fa parte di una comunità virtuale, chi ha responsabilità in congregazione o chi si trova a dover adempiere i propri impegni cristiani, prima o poi avrà a che fare con questo tipo di personalità. Sul web, gli amministratori dopo un po’ si stancano dei lunghi e a volte farneticanti commenti. La “gente lamentosa” irrita ed è difficile da capire e gestire.

In congregazione, una reazione tipica, è quella di lasciarli perdere, evitando dove è possibile ogni contatto stretto. Vengono classificate come persone che fanno perdere tempo e calma, persone irrecuperabili. Per certi versi hanno ragione. Senza sostituirci ai professionisti della salute mentale, è utile conoscere qualcosa su questo grave disturbo. Alcuni, pur se malati, sono sempre nostri fratelli spirituali.

Chi soffre di queste patologie, più che di un sito o di fratelli nominati e maturi, ha bisogno di un professionista di igiene mentale, che sia in grado di fornire consigli e terapie adeguate. 

 

IMMAGINE OSSESSIVA DI SÉ

L’idea che se non siamo belli o attraenti gli altri non mostreranno nessun interesse per noi è sia distorta che falsa. La vera amicizia si fonda su fattori quali personalità, norme morali e valori. Puntare sulle qualità spirituali è ciò che la Parola di Dio ci esorta a fare.

Spesso chi soffre di tali disturbi ha talmente paura di non essere compreso che cerca di nascondere il proprio problema. Le compulsioni mandano la testa in subbuglio, facendo rimuginare errori passati, che vengono analizzati e rianalizzati da ogni angolazione possibile. Chi ne soffre ha bisogno di conferme continue. Grazie a cure specialistiche alcuni riescono a tenere sotto controllo la loro ossessione.

OSSESSIONI RELIGIOSE. Chi ne è affetto ha la sensazione che qualunque cosa faccia sia monitorata da una fonte suprema di potere. Una sorta di grande fratello che non perdona i peccati commessi. Alcune compulsioni religiose consistono nel recitare le preghiere più e più volte, toccare o baciare oggetti sacri ripetutamente, rituali di lavaggio, costrizioni alimentari, regole squilibrate, forme di adorazione allucinate, scrupolosità, ecc.

Uno dei disturbi più evidenti è l’eccessivo senso di colpa e di responsabilità. La paura irragionevole del peccato, porta la persona a giudicare certi pensieri o azioni come peccaminosi anche quando non lo sono. Inoltre, possono esagerare la gravità delle trasgressioni. Lo scrupoloso può sentirsi un peccatore per dei pensieri involontari che ha avuto, pur non avendo commesso nella realtà nessun tipo di comportamento o azione che ne giustificherebbe l’accusa e la condanna.

Questa ossessione mette a dura prova gli anziani e i fratelli della congregazione. Anche perché, le rassicurazioni che vengono date, li lascia completamente insensibili.

Chi soffre di questi disturbi tende a interpretare i consigli in maniera grave. Mentre la maggior parte dei fedeli apprezza di buon grado le proprie credenze religiose, nei soggetti con scrupolosità, la religione e le questioni morali diventano fonte di un vero e proprio disagio. Anche le informazioni più banali possono essere filtrate in negativo con sfumature di ansia e gravità. Tale distorsione provoca un consumo dispendioso di energia mentale.

Un modo per aiutarli è di inserirli in un contesto spirituale pacifico e confortante; farli tornare a praticare la propria religione con serenità d’animo e fargli capire che non si verifica in automatico una catastrofe se si viola un a legge. Per queste persone i sensi di colpa sono sproporzionati e autopunitivi.

Il bisogno e l’importanza attribuita alle regole, all’impegno a costo di ogni sacrificio e il desiderio di perfezione, sono tutti atteggiamenti che, di per sé, non sono negativi, ma che nell’ossessivo-compulsivo diventano espedienti per tamponare il pericolo di non avere tutto sotto controllo.

Pretendono troppo da se stessi e rischiano di assumere i toni del legalismo, della cocciutaggine e ostinazione, del perfezionismo e della colpa, suggerendo atteggiamenti di intransigenza e rigidità verso se stessi e verso gli altri fratelli.

Hanno quasi sempre paura di subire una punizione (immaginata) da parte di un amministratore di un sito o di un corpo di anziani o da chiunque abbia una certa autorità. Bisogna fargli capire c’è molta differenza tra il tendere alla perfezione quando la propria vita teocratica è vissuta come un dovere e la paura di rendere conto a un giudice implacabile. Dio ci ama così come siamo e aspetta con pazienza la nostra crescita.

Ricordate che queste patologie sono una conseguenza dell’imperfezione. Non è segno di debolezza morale o di fallimento spirituale! Né è indice del disfavore di Dio. “Geova è misericordioso e clemente, lento all’ira e abbondante in amorevole benignità. Poiché egli stesso conosce bene come siamo formati, ricordando che siamo polvere”. (Salmo 103:8, 14).

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