«Ove tende questo vagar mio breve?»

di Giacomo Leopardi

(Canto notturno di un pastore errante dell’Asia)

“O luna, confessami: per che finalità ha valore la vita per il pastore, e che ragion d’esser ha la nostra esistenza per te? Dimmi: dove porta questo mio breve cammino e dove invece va il tuo itinerario eterno e sempre uguale?” (16- 20).

In poche parole, qual è il fine, lo scopo del mio vagare? Dove voglio andare? Gli uomini si sono sempre confrontati con domande esistenziali come queste. Nel nostro caso, sono tanti i fratelli che vagano lontano da Geova alla ricerca di un senso da dare alla loro vita.

Il verbo vagare ha la radice latina di vagus «vagante, instabile». Indica chi va qua e là, spostandosi da un luogo a un altro senza direzione o meta prestabilita, senza regolarità e continuità.

A motivo della durezza del loro cuore, Geova permise che gli ebrei vagassero disperatamente dalle vie che lui gli aveva indicato da seguire. Il profeta Isaia ce lo racconta con espressioni accorate: “Perché, o Geova, continui a farci vagare dalle tue vie? Perché indurisci il nostro cuore contro il timore di te? Torna per amore dei tuoi servitori, le tribù del tuo possedimento ereditario”. (Isaia 63:17)

Gli ebrei avrebbero voluto che Geova intervenisse per impedire loro di sbagliare. Ma Geova non agisce così con gli uomini. Siamo dotati di libero arbitrio, e Geova ci lascia decidere personalmente se ubbidirgli o no. (Deuteronomio 30:15-19) Desidera l’adorazione che scaturisce da un cuore e una mente motivati dall’amore sincero, per questo ha permesso agli ebrei di esercitare il libero arbitrio e di perdersi.

Nel Salmo 56:8 si legge: “Tu conosci bene ogni passo del mio vagare. Raccogli le mie lacrime nel tuo otre! Non sono forse riportate nel tuo libro?” Al contrario degli ebrei, in questo Salmo si evince che il servitore di Dio vaga per colpe non sue, lo si capisce dalle sofferenze che sta patendo le cui lacrime abbondano così tanto da poter riempire un recipiente come l’otre.

In un’altra circostanza, il profeta Geremia paragona il popolo di Geova a un gregge di pecore smarrite la cui responsabilità viene attribuita ai pastori che le hanno fatto smarrire tra montagne e colline, al punto che esse hanno dimenticato la vera dimora. (Geremia 50:6)

Stai vagando perché le tue aspettative vanno oltre le tue capacità o possibilità? Salomone disse che, invece di vagare a vuoto, è saggio inseguire obbiettivi raggiungibili, cioè “è meglio vedere con gli occhi che vagare con il desiderio” (Ecclesiaste 6:9).

Anche Satana è impegnato a vagare per la terra in cerca di azioni o persone da accusare; il suo scopo è l’opposto di quello degli “occhi di Geova” che con lo sguardo percorre o vaga su tutta la terra per mostrare la sua forza a favore di quelli il cui cuore è completo verso di lui. (2 Cronache 16:9).

Caro fratello dove tende il tuo breve vagare? Vaghi in cerca di un senso? Bene anche Geova vaga per cercare tipi come te che hanno un cuore completo. Il tuo cuore è completo verso Geova? Questa è la cosa più importante!

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