«Per favore, disegnami una pecora»

PiccoloPrincipeL’essenziale è invisibile agli occhi e per vederlo bene è necessario guardare con il cuore.

Commentare da adulto una fiaba per bambini in un sito come questo mi sembra un azzardo. E’ difficile capire cosa possa legare Il Piccolo Principe con gli inattivi. In apparenza nulla. Ed è giusto così. L’autore non aveva mica in mente gli inattivi quando scrisse il racconto. Beh, anche gli inattivi sono stati bambini e hanno sognato storie fantastiche e immaginato eroi ed eroine senza tempo, tra cui Il Piccolo Principe. Leggere fiabe è fondamentale per la crescita del bambino, serve per fargli capire situazioni difficili da comprendere. La lettura contribuisce a sviluppare le capacità cognitive, emotive e relazionali. In una delle pagine più tenere della vita di Gesù, l’evangelista descrive l’episodio in cui Gesù, chiama un bambino e lo pone in mezzo ai discepoli per spiegare i segreti del regno dei cieli: segreti che il Padre ha tenuto nascosto ai grandi, ai sapienti, agli intelligenti. “Veramente vi dico: A meno che non vi convertiate e non diveniate come i bambini, non entrerete affatto nel regno dei cieli… e chiunque riceve un tale bambino in base al mio nome riceve anche me”. (Matteo 18:3,5)

Spesso le fiabe hanno molto da insegnare anche agli adulti e il Piccolo Principe non è da meno. Si narra la storia dell’incontro in mezzo al deserto tra un aviatore e un buffo bambino vestito da principe, arrivato sulla Terra da un asteroide, dopo aver attraversato molti pianeti. Tra i due nasce molto più di una semplice amicizia: un legame che commuove. “Si vede bene solo con il cuore” e “l’essenziale è invisibile agli occhi” sono due perle di grande saggezza del piccolo principe. Da adulti ci dimentichiamo le cose più belle della nostra infanzia: la bellezza delle piccole cose e l’innocenza dei gesti filtrati dai pregiudizi, che sanno arrivare al cuore con tanta dolcezza. Abbiamo perso la capacità di saper ascoltare davvero, di provare quelle emozioni genuine di un tempo, di apprezzare le cose semplici. Il Piccolo Principe è un racconto naturale e autentico, che si legge tutto di un fiato. Questo capolavoro di Antoine de Saint- Exupéry ha fatto sognare e commuovere generazioni di lettori. E’ il terzo libro più letto della storia, dopo la Bibbia e il Manifesto di Marx.

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Immagine tratta dal film, Il Piccolo Principe, di Mark Osborne

“Ma… che ci fai qui?”. E lui mi ripeté ancora una volta, con dolcezza, come se si trattasse di un fatto molto serio: “Per favore… disegnami una pecora…”. Quando il mistero è così stupefacente, non ci si azzarda a disobbedire. Per quanto assurdo mi sembrasse [… ] tirai fuori dalla tasca un foglio di carta e una penna stilografica”.  

Non si giudica mai dalle apparenze. Nel deserto succede sempre qualcosa di inaspettato e inconsueto. Bellissima questa scena del deserto, per chi come me, ama il deserto sia quello vero sia quello simbolico. Il deserto non è soltanto il luogo dove s’impara a meditare il silenzio della solitudine, ma è anche il luogo dove Dio parla al cuore del suo popolo: “Perciò, ecco, io l’attirerò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore”. (Osea 2:14)  Il deserto è anche il posto dell’incontro inaspettato, della realizzazione di un desiderio a lungo sperato, di una voce tanto attesa.

pecoraLa richiesta di disegnare una pecora in un contesto del genere è paradossale: il deserto, un aereo in avaria lontano mille miglia dalle abitazioni, nessuna possibilità di soccorso, sole cocente ed escursione termica notturna, poca acqua per dissetarsi e scarsa speranza di sopravvivere. Perché il principino voleva il disegno di una pecora? Perché la pecora gli serviva per mangiare gli arbusti di baobab che crescendo avrebbero, occupato lo spazio di casa sua, mettendo così a repentaglio il piccolo pianeta. “Se si tratta di una pianta cattiva, bisogna sradicarla appena la si è riconosciuta… E’ una questione di disciplina” spiega il piccolo principe. Dalla radice della parola disciplina, che è anche insegnamento, deriva il termine “discepolo”. I discepoli di Gesù sono spesso paragonati a pecore. Esse hanno il compito di “mangiare” le piante che potrebbero danneggiare la spiritualità e la fede. Le pecore “puliscono” la siepe di Dio dalle erbacce e dalle spine, la cui crescita può soffocare il seme piantato della Parola di Dio. Cari pastori abbiate cura delle pecore di Dio e apprezzate gli sforzi che fanno per mantenere puliti se stessi, gli altri e il luogo santo di Dio.

fiore-ppC’è un altro punto della storia che ci può interessare: il fiore con le spine. “Se qualcuno ama un fiore di cui non esiste che un solo esemplare tra milioni e milioni di stelle, per essere felice basta che le guardi e si dica: ‘Il mio fiore è lì, da qualche parte’. Ma se la pecora mangia il fiore, per lui è come se da un momento all’altro tutte le stelle si spegnessero! E’ questo non è importante? Non aggiungendo altro, [il principino] scoppiò in singhiozzi”. Sul pianeta del piccolo principe ci sono sempre stati i fiori, ma erano modesti, incapaci di durare e di attirare l’attenzione. Questo fiore con le spine è diverso da tutti gli altri. Più cresce e più si fa bello. E’ raggiante in tutta la sua bellezza, ma anche vanitoso ed esigente di cure e attenzioni. Malgrado, la buona volontà che l’amore gli ispirava, il piccolo principe era diventato molto sospettoso riguardo alle cose che il fiore diceva. Rivolgendosi all’aviatore, il principino confidò: “Non avevo capito nulla a quel tempo… ero troppo giovane per saperlo amare”. A differenza dell’aviatore, alle prese con il guasto e con l’urgenza di andare via da quel posto che sarebbe potuto diventare letale, il piccolo principe sembra preoccuparsi più della pecora e del fiore, che della sua vita. Le sue priorità sono diverse da quelle del pilota.

Prendersi cura di se stessi, degli altri e di ciò che ci sta attorno, fa parte dell’opera pastorale, un segno distintivo dell’amore cristiano. C’è sempre in congregazione una pecora che per sbaglio mangia il fiore con tutte le spine. E le spine fanno male se ingoiate. Nelle congregazioni c’è sempre un fiore delicato e profumato che richiede più attenzione rispetto ad altri fiori. Questo genere di fiore con le spine ha bisogno di particolare cura, e si deve prestare attenzione a non pungersi quando si tocca. A volte certi cristiani hanno la bellezza e il profumo di un fiore pregiato, ma anche le spine che servono a proteggerli dai pericoli. A volte non si comprendono molte cose degli altri, perché si guardano più le spine che i colori o non si percepisce la soavità del profumo. Forse, si è troppo giovani di verità o si è privi dell’esperienza e della conoscenza, necessarie per saper amare in profondità.

La cura più adatta e amorevole che un uomo possa ricevere è quella di Dio. Apprezzando questa cura possiamo imparare a fare altrettanto con i nostri simili. “Per il fatto che sei stato prezioso ai miei occhi, sei stato considerato onorevole, e io stesso ti ho amato… Non aver timore , poiché io sono con te”. (Isaia 43: 4,5) Consideriamo preziosi e onorevoli ai nostri occhi i fratelli in fede? L’essenziale è invisibile agli occhi, a volte solo con gli occhi del cuore si riesce a vedere bene.

Sei anni dopo che il piccolo principe era sparito, l’aviatore non aveva ancora raccontato a nessuno la sua storia. A volte si chiede: “Forse la pecora ha mangiato il fiore… sicuramente no, il piccolo principe tutte le notti mette al riparo la sua rosa sotto la campana di vetro, e sorveglia bene la sua pecora. Allora mi sento felice. E tutte le stelle ridono dolcemente… Nessun adulto capirà mai perché questo è così importante”. Se un giorno, usciremo anche noi dal nostro piccolo pianetino per vedere altri mondi sconosciuti, forse capiremo perché questo è così importante. L’aviatore conclude il racconto sperando un giorno di rivedere il suo piccolo principe. Anche noi adulti cristiani aspettiamo il ritorno del nostro principe della pace. Ne abbiamo bisogno.

Caro fratello inattivo, non ha senso odiare tutte le rose perché una spina ti ha punto, abbandonare tutti i sogni perché uno di loro non si è realizzato. Non condannare tutte le amicizie perché una ti ha tradito ed è sbagliato non credere in nessun amore solo perché uno di loro ti è stato infedele. Non buttare via tutte le possibilità di essere felice solo perché qualcosa non è andata per il verso giusto. Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è sempre un inizio.  C’è sempre una speranza che pur invisibile agli occhi, se si guarda con il cuore si può vederla chiaramente.

 

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