Per i cattolici i tiepidi vanno all’inferno

A sostenerlo Michel-Marie Zanotti-Sorkine, un sacerdote francese, nel suo libro “I tiepidi vanno all’inferno”. Secondo la sua tesi, parte di responsabilità è dovuta agli stessi sacerdoti che non possiedono più “il sacro fuoco”, la fede che arde i cuori.

Il libro dà un’immagine dei sacerdoti che non va al di là delle apparenze e che poco incide nella spiritualità dei fedeli. Un j’accuse contro la tiepidezza dei sacerdoti, responsabili della fede scadente nei cuori di quelle anime di Dio, che dovrebbero curare e aiutare a praticare i precetti di Cristo nella loro vita.

Al sacerdote gli viene riconosciuto il merito di aver rivitalizzato la chiesa marsigliese dove opera. Una chiesa che doveva essere demolita a causa della scarsa frequenza dei parrocchiani e che invece il curato francese ha moltiplicato i presenti come fece Gesù col pane e i pesci. La chiesa è così frequentata che alcuni fedeli si portano da casa il seggiolino perchè durante la messa non riescono a trovare un posto dove sedersi. È un fatto in contro tendenza rispetto alla frequenza delle celebrazioni in tutto il mondo, non solo nelle chiese cattoliche, ma in quasi tutti i luoghi di culti cristiani.

Secondo Michel-Marie Zanotti-Sorkine c’è poco da stare tranquilli di fronte alla diabolica tiepidezza, anzi per il prete: “che vada al diavolo la tiepidezza”. Sfrutta ogni occasione per parlare di Cristo, ma la sua ansia è nei confronti dei lontani, quelli che mai entrerebbero in chiesa. Chi è questo prete? Vedi on line Tempi del 21 gennaio 2014.

Qual è il segreto di tanto successo? “Smazzolare”, per usare un termine calcistico, cioè “colpire la palla in modo forte e deciso ma non calibrato né elegante”. Parlare quindi in maniera diretta e andare al dunque del problema con proposte di soluzioni pratiche. Insomma, centrare la rete e fare gol, anche se non proprio con l’eleganza di Leo Messi.

La chiesa è aperta tutto il giorno, la messa viene celebrata regolarmente in modo tradizionale, chi vuole confessarsi può farlo due volte al giorno e il prete riceve tutte le sere. Predica i precetti della Chiesa cattolica, il dono di sé, l’amore e la fiducia in Dio, la pratica religiosa e i parrocchiani lo seguono perché hanno scoperto ciò che non hanno trovato altrove.

C’è un aspetto che sottolineiamo ed è il ruolo che hanno i responsabili delle comunità, la cui presenza attiva del Cristo nel proprio ministero si è sbiadita nel corso del tempo. Alcuni hanno perso il senso delle parole di Paolo, talmente colpito dal sacrificio di Gesù, che scrisse: “Non sono più io a vivere, ma è Cristo che vive unito a me. La vita che ora vivo nella carne la vivo secondo la fede nel Figlio di Dio” (Galati 2:20). Non mantenere chiara la vita di Gesù e i suoi insegnamenti porta purtroppo a intiepidirsi nel fare la volontà di Geova.

Per capire meglio il punto sulla tiepidezza, è utile comprendere il senso delle parole che Gesù disse ai laodicesi in Rivelazione 3:15-19: “Conosco le tue opere, e so che non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! Così, dato che sei tiepido e non sei né caldo né freddo, ti vomiterò dalla mia bocca. Visto che dici: ‘Sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla’, ma non sai di essere miserabile, infelice, povero, cieco e nudo (…) Perciò sii zelante e pentiti”.

La loro condizione spirituale era sconcertante: materialmente ricchi spiritualmente poveri. Come i frequentatori delle chiese della cristianità, alcuni servitori di Geova ingannano sé stessi pensando che per piacere a Dio basti assistere qualche volta alle adunanze. Cercano di tirare avanti mostrandosi “operatori della parola” soltanto in apparenza, forse perché il loro cuore è attratto dalla bellezza di questo mondo e dalle sue comodità.

Tutto ciò provoca un intorpidimento della percezione spirituale. (Ebrei 5:11, 12) Invece di rimanere tiepidi e indifferenti, dovrebbero ravvivare “il fuoco dello spirito” e mostrare premura di ‘predicare la parola’. Questo monito di Gesù vale per tutti i cristiani, perché Gesù ama teneramente tutti i componenti della sua congregazione. Lui si rende disponibile ai cristiani che rispondono in maniera positiva ai suoi consigli.

I modi di Gesù denotano una personalità calorosa da stimolare coloro che amano Geova, da lenire tutti quelli che sono aggravati dal peccato e dai fardelli della vita. Gesù Cristo rammentò ai laodicesi che le sue riprensioni e la sua disciplina erano prove del suo amore per loro. Li esortò a continuare a ottenere forza spirituale. Avrebbero dovuto pentirsi, riconoscendo che la loro tiepidezza equivaleva a peccare.

I loro anziani avrebbero dovuto abbandonare la mentalità materialistica e “ravvivare come un fuoco” il dono che avevano ricevuto da Dio. Man mano che il collirio spirituale avrebbe fatto effetto, tutti i componenti della congregazione avrebbero potuto trarre ristoro come da un rinfrescante sorso di fredda acqua sorgiva.

Come considera Gesù i cristiani tiepidi? Le sue parole schiette dovrebbero scuoterli. Nonostante ad alcuni la coscienza non permetta di capire il pessimo stato in cui versano, gli anziani non possono prendere alla leggera il compito di svolgere la loro opera pastorale a beneficio di coloro che si stanno intorpidendo. Sono stati incaricati da Gesù di essere svegli e in grado di risvegliare le “pecore” che stanno per smarrirsi affinché ricomincino a provare la gioia di un servizio reso con tutto il cuore.

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA