Perché alcuni criticano gli inattivi?

È troppo facile criticare dopo, che aiutare prima.

L’OBIETTIVITA’ DI UNA SCELTA

Chi fa una scelta di vita e la persegue, difficilmente può essere obiettivo quando parla di qualcuno che invece ha fatto una scelta diversa. Due scelte diverse fra loro della stessa situazione non possono essere entrambe obiettive allo stesso modo. In genere, in casi come questi, una scelta si considera più obiettiva dell’altra. Si può essere coerenti con ciò che si sceglie, ma difficilmente si può essere obiettivi.

L’obiettività è l’atteggiamento di chi vede e giudica persone e circostanze con realismo e imparzialità, ed è esente da pregiudizi o interessi personali. Obiettivamente è difficile essere obiettivi quando si manca di discernimento. È persino difficile scrivere questo articolo: il rischio è di essere obiettivo più da una parte che dall’altra.

Di fronte a due schieramenti, se non si dichiara la propria scelta, si rischia di vedersi attribuite delle etichette che, come tutte le etichette, sono semplificazioni. Soprattutto con la verità urlata, faziosa, senza approfondimento. Un cristiano serio non si lascia coinvolgere attivamente né all’omertà, né agli strilli.

SAPER DISCERNERE

Il discernimento è la capacità di separare due alternative o una situazione in due parti così da poter scegliere o giudicare in modo consapevole. Chi ha discernimento ha la capacità di saper ridurre in cose semplici quelle più difficili. Riesce a cogliere quello che normalmente sfugge.

Inoltre ha il buon senso di non sviluppare una morale fredda, priva di amore e misericordia. Chi mostra discernimento è sempre disponibile a comprendere, a perdonare, a sperare, ad aiutare. E a saper cercare e accompagnare – nel nostro caso – gli inattivi a Dio.

Qualcuno disse che soltanto gli sciocchi non sanno distinguere poiché privi di discernimento. L’uomo intelligente, invece, non vede soltanto bianco o nero, ma scopre molte sfumature, intuisce le diverse profondità di due fatti apparentemente simili. Lo sciocco è orgoglioso di trovare simili le cose diverse. Capita che due parti in contrapposizione si critichino a vicenda e ognuno giustifichi la propria scelta.

Forse, alcuni attivi criticano gli inattivi, per giustificare la loro mancanza di aiuto e assistenza, mentre alcuni inattivi giustificano la loro scelta come la conseguenza di una lunga frustrazione vissuta per colpa di alcuni attivi.

È MEGLIO L’AIUTO FRATERNO CHE LA CRITICA

Il fatto che un proclamatore si allontani dalla congregazione non sempre è giustificato. Ma, nemmeno chi agisce come autorità o è membro della congregazione dovrebbe sentirsi giustificato a non agire in maniera soccorrevole se un proprio fratello sceglie di allontanarsi. Qui non si tratta di stabilire se un fratello ha torto o ragione. Il punto è: quanto mi attivo per aiutarlo?

Geova non guarda prima gli sbagli e poi si attiva. Presta il soccorso necessario per “sanare le sue pecore”, per “fasciare le ferite”, per “accompagnare le disperse”. Geova non critica, aiuta, ama più che disprezzare, non è inattivo con gli inattivi, ma è attivo con essi. Il vero cristiano non usa un linguaggio offensivo, che ferisce. (Efesini 4:29) Tutti possono sbagliare, ma solo gli umili si correggono.

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