Perché alcuni nominati diventano antisociali?

La nomina quali responsabili della congregazione dovrebbe migliorare i fratelli. Succede che invece di progredire alcuni regrediscono. Cominciano ad avere disturbi della personalità che incidono in maniera negativa anche su altri.

Sono numerose le testimonianze dirette di membri attivi, inattivi ed ex associati che hanno subito abusi spirituali da parte di coloro che hanno responsabilità nelle congregazioni. Questi resoconti descrivono episodi di maltrattamenti, intimidazioni psicologiche e abusi di potere. Alcuni di questi nominati sono facilmente individuabili dal modo come estremizzano le regole di purezza; altri invece si dimostrano più subdoli e complicati, palesando la loro natura narcisistica dopo anni di attività.

Il comportamento “antisociale” a cui ci riferiamo riguarda quelle azioni manipolative che sono in contrasto con un atteggiamento “prosociale”, cioè a beneficio degli altri membri della congregazione. Onestamente, sarebbe più corretto parlare di comportamento “antispirituale” o “antietico” e di comportamento “prospirituale”.

Tra questi tratti della personalità, due dei più importanti sono il potere che si brama per esercitare sulla congregazione e una certa aggressività nascosta. Quest’ultima viene esplicitata nei modi di relazionarsi e nell’attuazione rigida delle disposizioni adottate per esercitare la posizione dominante. Queste persone attuano un comportamento poco chiaro, spesso ambiguo, che ha come obiettivo quello di plasmare il mondo psicologico degli altri. Non hanno a cuore il benessere del gregge, anzi tendono a sfruttare le risorse degli altri a loro vantaggio. Fanno di tutto per evitare situazioni che possono addolorarli. Vietano di fare certe cose alla congregazione, mentre loro si sentono autorizzati a farle, giustificando in modo ridicolo le loro ipocrisie.

Costoro, pur essendo in grado di analizzare intellettualmente l’emotività dei fratelli e trasformarla a loro vantaggio, sono privi di empatia e incapaci di modificare il proprio comportamento. Cambiamo gli altri in peggio, ma non se stessi in meglio. Hanno un’abilità perfida di usare a loro vantaggio i beni degli altri e abbandonarli quando non servono più ai loro scopi. Può capitare che questo atteggiamento si riduca nel corso degli anni e potrebbe indicare un miglioramento. In realtà, pur diminuendo, rimane comunque una caratteristica principale della loro personalità. Come si dice in questi casi: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

Un tratto evidente della loro personalità è la ricerca di soggetti deboli e vulnerabili da sfruttare o da portare dalla loro parte a sostegno di una tesi che mira a scalzare dal potere altri anziani. Dopo aver ottenuto la fiducia e il sostegno della maggior parte della congregazione e in particolare del sorvegliante di circoscrizione, iniziano a corrodere il servizio di altri nominati. Dopo aver consolidato la propria posizione incominciano a cercare la sottomissione dei proclamatori e lo fanno sfruttando le parti alle adunanze, prima in maniera poco comprensibile e dopo in maniera diretta con applicazioni dal podio mirate a colpire alcuni che gli sono ostili. Inoltre approfittano in modo ambiguo delle visite pastorali per inculcare direttamente le loro vedute ai fratelli.

Se qualcuno si oppone o cerca di smascherare gli inganni, viene immediatamente accusato di insubordinazione e ribellione all’autorità costituita. Abusano del loro potere per spersonalizzare chi li contesta, minacciano di rimozione dagli incarichi se si tratta di un loro pari o in casi estremi di espulsione dalla congregazione. Questo modo di fare non può che avere conseguenze traumatiche in coloro che hanno una manifesta sensibilità o che hanno una personalità delicata e fragile. Alcuni proclamatori prima ancora che uno di questi “antisociali” spinga per la disassociazione, si dissociano volontariamente. Lo fanno non perché contrari alla verità, a Geova o alla Bibbia, ma decidono di dissociarsi per proteggersi da certi attacchi e per salvaguardare la loro emotività ed eventuali traumi che possono derivare nell’affrontare un comitato disciplinare.

Alcuni membri deboli della congregazione invece di denunciare certi soprusi si “allineano” “identificandosi” con l’abusante. Lo fanno per non avere problemi che non vogliono affrontare, oppure lo fanno per una questione di sopravvivenza, assorbendone a volte anche i tratti dello spirito negativo. Paradossalmente, un’esperienza traumatica può indurre un fratello a identificarsi con chi abusa, facendosi influenzare psicologicamente da sentirsi autorizzato a confliggere con chi la pensa diversamente. L’influenza negativa dell’anziano viene così estesa a tanti altri componenti della congregazione.

Perché da brave persone questi individui sono diventati il contrario? Col tempo hanno iniziato a non sentirsi più in colpa per aver manifestato certi atteggiamenti sbagliati. Se inizialmente accettavano i consigli per maturare, dopo hanno iniziato a fare di testa loro, portando avanti con caparbietà pensieri e idee personali. Il potere se non usato a beneficio degli altri con gli anni dà alla testa. Inoltre il desiderio di provare l’ebbrezza del dominio sugli altri spinge a fare cose impensabili un tempo. Pur di soddisfare questo desiderio alcuni “impazziscono”, calpestano ogni diritto e ogni dignità. Altri invece hanno reazioni diverse. Per non sentirsi inferiori ad altri anziani diventano “arrivisti”, alla ricerca disperata di una parte, di un incarico, di un qualsiasi privilegio. Soffrono di un complesso di inferiorità e cercano di superarlo nel modo peggiore: parlando male di chi individuano come un avversario o facendo terra bruciata attorno a lui.

Sono talmente sottili che bombardano di lodi e di ipocrisie molti fratelli, che ingenuamente abbagliati non se ne accorgono o non ci fanno caso. Il problema di questi fratelli non proprio svegli è che vengono trascinati senza neanche esserne consapevoli in una guerra fratricida con uno o più schieramenti, dove ciascuno è convinto che sia necessario per il bene della congregazione fare fuori uno di questi schieramenti rivali. E’ risaputo che quando un fratello, soprattutto se è “un nuovo proclamatore” o ”un nuovo arrivato”  viene circondato da una “nuvola rosa” creata artificialmente da questi nominati “antisociali” attraverso quelle cosiddette tecniche di “bombardamento amoroso” e da una particolare ingannevole “attenzione focalizzata”.

 “Quando governa il malvagio, il popolo sospira” (Proverbi 9:2)

 

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