Perseguitati da Hitler e da Stalin

I testimoni di Geova continuano ancora oggi a essere perseguitati

Anonimi e sconosciuti all’opinione pubblica, a volte anche tra gli stessi tdG. Sono rimasti fedeli nelle prove, hanno trionfato sulla persecuzione. Uomini, donne, anziani e bambini pacifici, rispettosi, amanti del prossimo, perseguitati, torturati e uccisi per la loro fede religiosa.

Morirono di stenti nei lager, nelle prigioni, caricati su vagoni merci e deportati presso terre lontane e sconosciute dove li attendeva un esilio permanente in condizioni dure e primitive. Impiccati, fucilati, decapitati. Uomini pacifici e neutrali, accusati di spionaggio, sovversione, di non difendere gli interessi della patria, di non imbracciare le armi. Regimi totalitari che esigevano l’intera persona da cristiani dedicati e promessi al loro Dio.

Esempi di migliaia di persone come tante altre che hanno avuto il coraggio e la forza spirituale fuori dal comune durante lunghi anni di persecuzione di resistere a trattamenti disumani e a condizioni pietose. L’eco delle fiamme e del filo spinato di un passato che fa fatica a passare, continua ancora oggi con sanzioni, bandi e vessazioni. L’urlo della bestia umana continua ancora a echeggiare dopo molti anni, discrimina e fa paura. Ma nel cuore di questi fratelli è forte l’eco di altre parole possenti e potenti: “Nel mondo avete tribolazione, ma fatevi coraggio! Io ho vinto il mondo”. –  Giovanni 16:33.

Il 27 gennaio 2017 è il Giorno della Memoria. I testimoni di Geova furono perseguitati da Hitler e da Stalin. Sotto il regime nazista circa 10.000 furono imprigionati e deportati nei campi di concentramento dove oltre 2.000 di essi persero la vita e di questi circa 300 furono decapitati, fucilati o impiccati. Sotto il regime comunista furono tra i primi condannati e reclusi in 26 prigioni. Tra questi c’erano diversi ex prigionieri dei campi di concentramento nazisti. Molte famiglie furono separate, private dei loro diritti, delegittimati moralmente e condannati ai lavori forzati. Furono il gruppo più numeroso di obiettori di coscienza, circa 2.700.

Sono trascorsi più di 70 anni da quei tragici anni di regime nazista, e forse inutilmente: stragi, violenze di ogni genere, etnie sterminate, sopraffazioni e violazione dei fondamentali diritti umani sono sotto gli occhi di tutti e spesso sono le minoranze a pagare il prezzo più alto. Una persecuzione che non ebbe fine con la caduta di Hitler, ma è continuata dal 1933 al 1989 nei paesi comunisti dell’Europa orientale. I tdG sono uno dei pochi gruppi religiosi a essere perseguitato ininterrottamente a livello globale. Fra questi paesi c’è la Russia che porta ancora le stigmate del suo vecchio dittatore.

Noi di inattivopuntoinfo, vogliamo ricordare questi cari fratelli che hanno fatto loro le parole del Salmo 124 “Se non fosse stato perché Geova mostrò d’essere per noi, quando gli uomini si levarono contro di noi, ci avrebbero inghiottiti perfino vivi, quando la loro ira ardeva contro di noi. Benedetto sia Geova, che non ci ha dati come preda ai loro denti. La nostra anima è come un uccello che è scampato. Il nostro aiuto è nel nome di Geova, il Fattore del cielo e della terra”.

In questi tempi ci sono fra di noi, fratelli e sorelle – che senza squilli di tromba e scrosci di applausi – lottano per un’intera esistenza all’interno di famiglie tribolate, in ambienti di lavoro non proprio esaltanti dal punto di vista della rettitudine, anche se necessari per sopravvivere in una società che non rispetta la buona educazione e la libertà dei loro diritti. Fratelli che lottano giorno dopo giorno per mantenere la loro integrità in condizioni economiche, personali e sociali molto difficili.

Anziani di età che nonostante i loro malanni sono ancora un esempio di perseveranza. Fratelli che non credono alle menzogne e alle false notizie e non prendono per buono tutto quello che dicono contro di noi. Fratelli che non si fanno influenzare dalla cattiva pubblicità smettendo di frequentare le adunanze, rallentando nel ministero di campo o vacillando nella fede. Non dimentichiamoci tutti quegli ex nominati, gli inattivi e anche alcuni che non servono più Geova, che sono stati colonne della congregazione e che hanno rafforzato per anni le congregazioni.

Tutti i depressi e i malati che soffrono nel loro letto di malattia, i malati terminali e i loro familiari che li accudiscono con tanto amore. E infine, tutti quelli che non sappiamo quali sofferenze stanno provando nel profondo del loro cuore. Ogni cristiano sta combattendo la sua battaglia. Non giudichiamo e non colpevolizziamo. Apprezziamo e ricordiamo. Ognuno nasce nel suo tempo, ognuno deve essere felice di nascere nel tempo in cui c’è molto da lottare per le proprie convinzioni.

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