Perseveranza vs pigrizia

La perseveranza è un aiuto a tener fede al raggiungimento di una meta. Perseveranza e speranza sono legate fra di loro, perché tutt’e due sono rivolte al futuro. La speranza ha bisogno della perseveranza per superare qualsiasi ostacolo e diventare realtà. La pigrizia, invece, è negligenza nel fare e nel prendere iniziative. Tipico del pigro è cercare scuse per sottrarsi alle sue responsabilità. Il perseverante esplora nuove vie per raggiungere l’obiettivo, anche quelle che possono apparire insensate e illogiche, mentre il pigro è un fannullone innamorato della poltrona.

 Il perseverante impara, dunque, a vivere la vita e le sue vicende senza lasciarsi condizionare negativamente. È uno stile di vita che caratterizza il cristiano che sa rimanere fermo nelle contrarietà. La perseveranza ha anche relazione con la fortezza, la capacità di resistere alla persecuzione e alle grandi sofferenze.

La perseveranza presenta una molteplicità di atteggiamenti di fronte a Dio, di cui uno particolarmente importante, quello di stare-dentro alle situazioni che implicano sofferenza, prova, dolore, ma anche volontà di portare avanti un credo, un progetto di vita che non si adagi nella rassegnazione. Senza di essa non si potrebbe mai ottenere la vita eterna.

La perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile, il possibile probabile e il probabile certo (Robert Half).

Giusto concetto delle prove. Siccome il futuro eterno dipende dal perseverare e che si può contare sull’aiuto di Dio, i cristiani non dovrebbero spaventarsi da prove e tribolazioni, né dovrebbero risentirsene, lamentarsi, commiserarsi o inasprirsi. Le prove raffinano la fede se si permette alla perseveranza di fare il suo corso. In questo modo, possono emergere eventuali debolezze, e ciò consentirà al cristiano di individuarli e fare i necessari miglioramenti.

Le prove fedelmente sopportate possono forgiare il carattere della persona rendendola più paziente, compassionevole, benigna e amorevole. Chi è perseverante rimane e affronta le prove non fugge da esse e dalla congregazione. Fanno rabbia, alcuni che senza rendersene conto, cedono proprio quando sono vicini al traguardo.

Lo sapevate? La carpa è un pesce estremamente resistente e tollerante, tanto da riuscire a sopravvivere in acque povere di ossigeno ed è molto longevo. In Cina e Giappone è anche simbolo di coraggio e perseveranza.

Una leggenda narra, che una carpa riuscì a risalire una cascata situata lungo il Fiume Giallo, superando ostacoli e spiriti malvagi. Gli dei, impressionati da tanto coraggio, la trasformarono in un grande drago, divenuto poi il simbolo di chi aspira a compiere grandi imprese senza temere di affrontare le avversità della vita.

Per tali motivi, in Giappone a maggio, nel giorno della festa dedicata ai fanciulli, si appendono carpe, di carta o tessuto, in cima ad un palo o sui tetti. Sempre in Giappone, inoltre, la nascita di un figlio maschio è segnalata con una grande carpa di carta rossa, che sventola sulla porta di casa.

Modi di fare del pigro. Geova odia la pigrizia. Nella sua Parola il pigro è sempre ammonito, la pigrizia condannata. Proverbi 15:19 descrive la via del pigro come “una siepe piena di spine”. Egli erige nella propria mente delle barriere per giustificare il fatto di non mettersi all’opera.

Vede il compito che gli sta davanti come una strada irta di rovi, molto difficile da percorrere. Quindi accampa ridicole scuse per la sua indolenza, dicendo: “Fuori c’è un leone! Sarò assassinato in mezzo alle pubbliche piazze!” come se dovesse lavorare nella savana africana, in mezzo alle bestie feroci. (Proverbi 22:13)

Anche se viene incoraggiato da altri, si spaparanza nel letto. È troppo pigro anche per dare una forchettata agli spaghetti alla carbonara.

Secondo lui, sono gli altri a doverlo mantenere. Considera sciocchi coloro che si danno da fare per smuoverlo dal suo torpore. Inoltre non ha considerazione né rispetto per il prossimo, preferisce lasciare che qualcun altro faccia il suo lavoro (Proverbi 20:4). Il cristiano pigro non coltiva i frutti dello spirito, che ravvivano e rendono intraprendenti. “Non siate indolenti nelle vostre faccende. Siate ferventi nello spirito” (Romani 12:11), incita l’apostolo Paolo.

Pigro, prendi esempio dalla formica. “Va dalla formica, pigro; vedi le sue vie e divieni saggio”. (Proverbi 6:6) Le formiche sono degne di nota non solo per i preparativi che fanno per il futuro, ma anche per la loro persistenza e determinazione nel trasportare o trascinare tenacemente oggetti che spesso pesano anche più del doppio di loro, facendo tutto il possibile per portare a termine un particolare compito, e rifiutando di tornare indietro anche a rischio di cadere, scivolare o rotolare lungo qualche pendio scosceso.

In quale delle due qualità gli altri ti riconoscono? Sei così perseverante da tener fede alla dedicazione che hai fatto a Geova con il battesimo pubblico? Oppure, col tempo la tua perseveranza è stata sostituita dall’apatia ed è diventato difficile ritornare a essere la pecora bella e pimpante che eri una volta?

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