Pietre bruciate

Nel libro La vita vincente, Rick Joyner, fondatore di MorningStar Ministries, una chiesa missionaria cristiana, dedica un capitolo a coloro che si sono allontanati dalla chiesa o che conducono una vita comunitaria difettosa.

Il suo augurio è che questa condizione possa al più presto cambiare, perché il futuro per la sopravvivenza dipende dal trovarsi al posto giusto all’interno della chiesa di Cristo. “Se siete stati offesi dalla chiesa per qualche motivo, prego che siate compunti e che cogliate la sfida di pentirvi di qualunque vostra mancanza di perdono e che vi sentiate ispirati a rientrare nell’ovile”. Per Joyner, si tratta di una questione di vita o di morte. Il perdono e il rientro sono le cose più sagge da fare. E’ inutile aspettarsi la perfezione dagli altri membri. C’è il rischio di rientrare quando ormai la chiesa è andata fin troppo avanti per raggiungerla.

Per capire l’importanza di sfruttare le ferite subite in passato come un’occasione unica per maturare e per crescere nell’amore, fa l’esempio delle pietre bruciate del vecchio tempio di Gerusalemme. Il tempio venne riedificato con le “pietre bruciate” del tempio precedente. “Se non siete stati ‘bruciati’ liberandovi delle vostre illusioni, non avete le qualifiche necessarie per far parte di questa grandiosa casa. Non permettete alle ferite che avete ricevuto di ostacolare il vostro futuro. Proprio queste possono essere usate per rendervi qualificati per una gloria maggiore”. In sostanza, come le pietre bruciate dalla distruzione del vecchio tempio servirono per la ricostruzione del nuovo, così fate voi. Servitevi delle ferite che ancora “bruciano” per ricostruirci sopra una nuova personalità. Le amarezze della vita vanno trasformate in gloria se si vogliono ereditare le promesse.

Pietre diroccate a ridosso delle mura del tempio di Gerusalemme

Oltre ad avere fede, Joyner, incoraggia a mostrare pazienza, rimanendo nella chiesa piuttosto che stare da soli. “Eleveremo al di sopra della Parola di Dio le nostre esperienze passate?”, si domanda Joyner. Consiglia a chi si è allontanato di cercare una chiesa vicina per potersi riassociare di nuovo e se non riesce a trovarne una con cui andare d’accordo, non serve girovagare finché non ne trovi una di proprio gradimento. Unirsi in una chiesa imperfetta è una grande opportunità per  manifestare i frutti dello spirito. Ricorda che i fratelli possono rappresentare una prova, ma anche chi si è allontanato potrebbe essere un’ulteriore prova per essi. La cosa importante è cercare prima il Regno e non la chiesa perfetta. “La chiesa non è tutto il regno di Dio, ma ne è il fondamento…” “Se proprio dovete spostarvi, allora spostatevi in un posto dove potete essere attivamente coinvolti in quest’opera del Regno”.

Ci sono circostanze in cui è necessario appartarsi dalla comunità e dalle sue attività. Ciò non significa fuggire da essa. “Se si è chiamati dal Signore ad appartarsi è più probabile che questo ci venga richiesto quando ci stiamo godendo fin troppo la comunione con i santi”. Per esperienza diretta, racconta di non fidarsi molto del cristiano che non abbia vita attiva nella chiesa locale. “Tutte le volte che sono sceso a compromessi e mi sono fidato di qualcuno che non era coinvolto attivamente, in quella persona è poi emerso qualche grosso problema, e alla fine costoro mi hanno creato problemi a me e al nostro ministero…”

“Credo che la maggior parte delle persone che rifugge dall’avere un attivo coinvolgimento alla vita di una chiesa locale stia nascondendo qualcosa…” “Se l’esortazione qui sopra vi ha offesi allora siete proprio le persone di cui sto parlando… qualcosa sta cercando di tenervi nelle tenebre. Siate onesti con voi stessi…”.

 “Il vero cristianesimo non è tanto una religione quanto una relazione con Dio e il suo popolo… (1Giov. 1:6-8) Se abbiamo una comunione speciale con Dio saremo in unità anche con il suo popolo… Comunione è più che una semplice stretta di mano o una pacca sulla spalla: è una relazione attiva che rende due o più persone inseparabili… quindi è doveroso amarci gli uni gli altri, se non altro per la sola ragione che abbiamo bisogno gli uni degli per farcela. Il bisogno a volte precede l’amore”.  

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Ogni gruppo religioso ha a cuore i fedeli attivi di un tempo. E sperano che un giorno, non troppo tardi, possano rientrare.

 

Un invito affettuoso ai testimoni di Geova “lontani”

 

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