Pifferai digitali

Il piffero è uno strumento musicale a fiato in legno, simile a un flauto. Veniva suonato solitamente da girovaghi (pifferai) che si accompagnavano ai suonatori di zampogna. Il pifferaio più famoso è quello di Hamelin.

Il pifferaio magico o di Hamelin è una famosa fiaba che narra la storia di un pifferaio che con il suo strumento riesce a farsi seguire fino al fiume dai topi che infestavano la città di Hamelin, dove poi si buttano e annegano. In seguito, la storia si complica per l’ingratitudine del sindaco e dei cittadini che non vogliono versare al pifferaio il compenso pattuito. Per ritorsione, il pifferaio suona magicamente il piffero per portarsi dietro i bambini della città in una caverna trattenendoli per sempre.

In senso figurato, il pifferaio si riferisce a chi riesce a convincere facilmente gli altri, inducendoli a seguirlo. È simile all’incantatore che suscita ammirazione quasi estatica, che affascina e ammalia. Si tratta di un ciarlatano, di un millantatore. Il millantatore è uno che si vanta in maniera esagerata senza nessun fondamento. Il suo equivalente moderno è il gradasso, colui che si vanta di aver fatto o di poter fare cose eccezionali, senza averne la capacità.

La millanteria o il gradasso è una caratteristica dei nostri giorni, amplificata da Internet, di cui ne è diventata una peculiarità. (2 Timoteo 3:1-5) La parola greca usata qui per ‘millantatore’ significa “colui che presume di sé più del giusto” o “colui che promette cose che non è in grado di fare”. Ecco perché alcune Bibbie usano il termine “vanagloriosi”. Uno dei più conosciuti vanagloriosi è il fariseo di Luca 18, che si vanta in preghiera di essere più giusto dell’esattore di tasse pentito.

Un tempo si concedeva alla piazza di decidere il destino di una o più persone, come avvenne con Barabba e Gesù. È sempre pericoloso lasciare che le decisioni importanti siano le piazze a sceglierle. Oggi esistono piazze digitali più pericolose di quelle di una volta, perché coinvolgono in poco tempo un numero incredibile di persone. L’innovazione tecnologica ha dato a masse crescenti l’illusione di poter decidere da soli una religione o il valore di una legge e con esso quello di disegnare il proprio destino.

Quando un ignorante riceve in regalo una tecnologia, immediatamente lo fa sentire un superuomo pari a Dio, se non superiore. In questo modo vengono all’esistenza pifferai magici che portano molti nel baratro dell’apostasia e dell’allontanamento del proprio credo, annegando nel fiume vorticoso e volubile del web.

Parlare con questi pifferai è tempo perso perché nella loro astuzia, che mira ad allontanare gli incauti e a trascinarseli con loro, sanno di raccontare storie inesistenti, urlate, miste a mezze verità, che pochi si preoccupano di andare alle fonti per verificare l’autenticità. Fateci caso, non appena sono al corrente di un fatto che secondo i loro piani suscita scandalo o “fa notizia” la pubblicano immediatamente sui loro siti di stampa o nei blog dove chi li segue vuole sentire “musica per i loro orecchi”.

Ogni giorno vediamo in rete la pochezza di quanti, in maniera tronfia, parlano e disquisiscono sul nostro credo, dei nostri cambiamenti, di fatti che screditano. Mai che propongono iniziative a educare a far crescere la spiritualità degli altri. Mirano ad abbattere e mai a edificare. Sono simili  al pifferaio di Harlem, che per il torto subito, si è rivoltato contro facendogliela pagare cara, portando con sé alla distruzione i bambini del posto.

Non c’è da meravigliarsi se chi subisce un torto, invece di risolverlo nello spirito dell’amore cristiano, fa di tutto per suonare musica che incanta e che manda in estasi i “bambini” in senso spirituale. Cristiani bambini, che col tempo sarebbero dovuti diventare maestri e nutrirsi di cibo solido, mentre sono ancora lì a nutrirsi di latte come i bambini, che non hanno allenato la facoltà di discernere e sono rimasti alle cose basilari della verità. (Ebrei 5:12-14)

Vi è per tutte le passioni un tempo in cui esse sono soltanto funeste, in cui deprimono le loro vittime con il peso della stupidità – e un tempo più tardo, assai più tardo, in cui si sposano con lo spirito, si «spiritualizzano». Friedrich Nietzsche, Il crepuscolo

La debolezza della volontà, l’incapacità di reagire alle accuse è una forma di degenerazione della propria fede, in particolare quando si prestano, non solo le orecchie, ma anche il fianco destro e sinistro, Se non si è solidi nella fede, il rischio di annegare nelle acque putride di questo mondo è reale.

C’è sempre un “tempo per ogni faccenda”. Un tempo certe cose che venivano considerate funeste, oggi si sposano spiritualizzandole, abbracciandole come vere. Accuse menzognere che diventano verità e verità trasformate in menzogne. Un suono magico che riecheggia nelle comunità virtuali dai pifferai digitali, una sorta di morale contronatura.

«Si chiama presuntuoso e arrogante spavaldo [millantatore] colui che agisce con sfrenata superbia». (Proverbi 21:24)

Il termine ebraico da cui si traduce “presunzione”, deriva da un verbo che significa “bollire, accendersi”. L’ardore dell’orgoglio o esser “gonfi” d’orgoglio può far agire in modo avventato, temerario, e oltrepassare i limiti dei propri diritti, disubbidire a Dio e procedere senza autorizzazione. Un atto presuntuoso costituisce un peccato molto più grave di un semplice sbaglio.

Il pifferaio della fiaba si accese quando non venne riconosciuto un suo diritto. La sua azione presuntuosa (di trascinarsi i bambini alla rovina) fu la tragica conseguenza di un’accensione di spirito cattivo. Non commettete questo grave errore di seguire chi si “accende” contro di voi e i vostri fratelli in fede. La loro musica, per quanto sgradevole all’orecchio desto e vigile, è ammaliante per chi “non è padrone nemmeno di dirigere i suoi passi” (Geremia 10:23).

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