POST-VERITÀ

In un mondo sempre più interconnesso e tecnologico, le fake news sorprendono e allarmano. Inoltre, causano un sovraccarico di informazioni che è impossibile verificarne l’autenticità. Queste informazioni non verificabili finiscono per diventare post-verità, ovvero notizie false comunemente accettate come vere.

Post-verità è un’argomentazione basata fortemente sull’emotività e non su fatti accertati. L’influenza sull’opinione pubblica è davvero notevole e pericolosa perché l’ideologia ha la meglio sulla verità. Basta ripetere concetti semplici e accattivanti, anche se infondati, perché nessuno va a verificarli.

Per fare un esempio: «I testimoni di Geova si lasciano morire pur di non ricevere una trasfusione di sangue». La notizia in parte è vera. I testimoni di Geova non accettano trasfusioni anche a costo della loro vita. Ma non è completa. I TdG non vogliono morire ma vivere, perciò accettano qualsiasi sostituto del sangue per curarsi.

Una notizia del genere fa audience e attira l’attenzione del pubblico perché basata sull’emotività e non sui fatti accertati. Anzi, la presenza di dati oggettivi e di asserzioni assolutamente vere, viene considerata una questione di secondaria importanza.

Nella “post-verità”, la fake news, viene percepita e accettata come vera dal pubblico sulla sola base di emozioni e sensazioni e senza alcuna analisi critica della veridicità o credibilità di quanto asserito. Il pensiero unico (soprattutto politico e religioso) teme le voci dissonanti. Le interpreta come dissenso e le teme.

Screditare le minoranze (nel nostro caso, quelle religiose) è un modo per privarle di qualsiasi valenza offensiva e difensiva. Si fa di tutto per sopprimerle, come sta avvenendo nei regimi governativi russi e cinesi.

Molti di questi oppositori si ammantano di esperienze accademiche che nessuno va a verificare se sono tali. Spesso le loro “ricerche” si basano su metodi e teorie screditate da tempo. Quando si parla di post-verità le preferenze ideologiche di molti – ancor di più dagli oppositori – azzerano la rilevanza della verità.

È difficile stabilire quanta verità c’è nella post-verità. C’è un forte connubio tra la potente influenza del web e il più antico desiderio umano, quello di voler ragione a tutti i costi. Le persone sono talmente disilluse che finiscono per credere a tutto quello che viene propinato. La gente crede a ciò che soddisfa le loro emozioni, anche se la verità contraddice i fatti.

La frustrazione per la scarsa qualità della vita esacerba i sentimenti di odio e risentimento e accresce il desiderio di rivalsa, di vendetta. Questo atteggiamento nei confronti dell’organizzazione dei TdG lo notiamo in una parte di inattivi e disassociati.

Le cosiddette “verità sensazionalistiche” che scoprono sul web stimolano le emozioni negative e una volta che attecchiscono con facilità nelle mente di inattivi e disassociati spingono ad agire in modo aggressivo e irrazionale.

A questo punto, una volta inasprito il loro spirito, non si sentono più responsabili di quello che asseriscono, con la conseguenza che gli incauti (altri TdG che si lasciano gabbare) iniziano ad adottare anch’essi comportamenti viscerali.

La post-verità è un modo nuovo per esprimere un concetto vecchio: la propaganda. Essa crea una verità che non corrisponde ai fatti, che ripetuta in maniera martellante finisce per essere accettata come vera.

Metodi efficaci per ricercare la verità sul Web:

  • Acquisire una maggior consapevolezza di quelle emozioni che condizionano.
  • Sviluppare un pensiero critico, cioè razionale, logico e riflessivo.
  • Controllare l’impulsività e migliorare l’attenzione.
  • Trovare più informazioni per accertarsi se le cose sono vere e le fonti attendibili.
  • Se si è affezionati a certe idee non vere bisogna avere il coraggio di rettificarle.
  • Ridurre la dipendenza da smartphone evitando di controllarlo duecento volte al giorno.
  • Affidarsi a degli esperti che garantiscano la bontà e la qualità delle informazioni.
  • In alcuni casi adottare la pratica del Fact Checking (astenersi dal giudizio finché non sia comprovata la verità dei fatti.

Per quanto riguarda le verità bibliche, milioni di persone hanno trovato le risposte e la loro vita è migliorata. La verità, se si vuole, si può trovare nella Bibbia, appunto.

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