Pratiche religiose normali e pratiche patologiche

In che modo si manifesta il disturbo ossessivo compulsivo in ambito religioso?

La scrupolosità religiosa si manifesta con il timore esagerato di commettere peccato; con la tendenza a rimuginare i pensieri e le azioni che ci riguardano; a sentire l’irrefrenabile impulso di ricontrollare in maniera ripetuta ciò che si è appena fatto. A volte anche la sola percezione può diventare ossessiva.

Tutti questi aspetti hanno come conseguenza il senso di colpa e la paura di incorrere nella punizione divina e umana. Si tratta perlopiù di un forte disagio mentale, una paura irragionevole di aver commesso una trasgressione più immaginata che praticata.

Alcuni vedono il demonio dappertutto. Questa patologia è tipica di coloro che cercano di soddisfare in maniera rigida i vari dettami religiosi che molto spesso non hanno nulla a che vedere con i principi biblici. Le pratiche compulsive sono in realtà un bisogno impellente di provare una sensazione di sollievo, una specie di espiazione di un presunto peccato. Si tratta di un’adorazione basata più sulla paura della punizione che sul desiderio di avere una buona relazione con Dio.

Chi soffre di questo problema ha una veduta punitiva di Dio. Vedono Dio più come un giustiziere, un custode etico, piuttosto che un Dio misericordioso, clemente e lento all’ira. Sono adoratori di un giudice severo e non figli di un padre amorevole. Alcuni hanno letteralmente paura di confessare un peccato (anche presunto) ad altri. E quando lo confessano si aspettano la flagellazione invece della rassicurazione.

Alcuni si inventano delle regole di vita senza possibilità di venirne fuori. Ci riferiamo a modi di parlare, a tradizioni, abitudini ripetitive, preghiere, appuntamenti a scadenza regolare, incontri o grandi raduni. In questi casi sono inutili le varie rassicurazioni di altri compagni di fede, anzi spesso mettono a dura prova la pazienza di chi li vuole aiutare.

Sono immuni all’incoraggiamento e all’esortazione. Una tale distorsione percettiva può privare i credenti della capacità di rilassarsi e di godere di quelle attività spirituali che possono accrescere la pace e la tranquillità dell’anima. Coloro che soffrono in maniera patologica hanno bisogno più che di un padre spirituale di uno psichiatra.

Il pericolo è che questo continuo rimuginare alla fine condizioni negativamente anche altri conservi. Chi soffre di questa patologia, non è consapevole di averla, anzi al contrario, vede il riflesso di essa sugli altri. L’unica cosa da fare per aiutare chi soffre in modo ossessivo è fargli capire, se ci si riesce, che una cosa è la pratica religiosa normale che arricchisce la vita di pace, gioia, serenità e un’altra è la pratica ossessiva che peggiora la qualità della propria esistenza.

E’ importante sottolineare che il disturbo ossessivo è connesso con l’eccessivo senso di responsabilità, perciò costoro vanno de-responsabilizzati dai loro incarichi o impegni.

Con questo articolo non vogliamo attribuire ogni causa ossessiva dei fedeli a tutte le religioni in quanto religioni. Ogni buon psichiatra non discrimina la religione dei suoi pazienti, in quanto vincolato dal Codice Deontologico, anzi deve rispettare opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori.

E’ bene specificare che più delle volte si diventa ossessivi per una veduta personale rigida e distorta della propria religione e delle sue pratiche.

Siamo di fronte a fatti molto complessi e delicati, dove si pone una serie infinita di domande alle quali è impossibile dare una risposta esaustiva. L’unica domanda che potremmo porci è: Come possiamo aiutare questi confratelli a vivere più serenamente la propria religiosità? Qual è il vero confine tra normalità e patologia?

L’esperienza ci insegna che alcuni nostri fratelli sono diventati inattivi a causa di questa patologia. Ma ci risulta anche che altri fratelli sono stati costretti all’inattività per aver avuto a che fare con anziani disturbati da comportamenti ossessivi.

Spesso i sentimenti negativi non dipendono dalle vostre pratiche religiose ma dal modo in cui le considerate.

Se cercate in modo compulsivo di fare tutto per non peccare, alla fine peccherete in modo compulsivo.

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Sull’ossessione:

Quell’«ossessione» del CD di regolare la vita di ogni cristiano

Una chiara indicazione di libera scelta nella vita cristiana, non può trasformarsi in un’idea ossessiva di voler regolamentare a ogni costo i comportamenti di ogni cristiano, senza lasciare il minimo spazio alla genuinità e alla spontaneità della fede.

La mela avvelenata

Riconoscere la vera identità di ciascun familiare non è compito facile. Si devono riconoscere gli aspetti negativi e combatterli, senza cedere all’illusione di vivere a prescindere da come si è realmente. L’identità personale non è manipolabile e va accolta e rispettata.

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