Presente e invisibile

Nemmeno Dio è onnipresente, cioè presente in ogni luogo e in ogni cosa. Questo non vuol dire che Dio non può vedere ogni cosa e agire ovunque egli desideri, anzi nessuna creazione è nascosta alla sua vista, ogni cosa è nuda ed esposta ai suoi occhi. (Proverbi 15:3; Ebrei 4:13).

L’anziano di congregazione non è Dio, ciò non toglie che la sua presenza debba essere attiva ogni qualvolta sia necessario. Nonostante Dio sia invisibile, egli nota quelle persone sulla terra che vogliono sinceramente piacergli e agisce per il loro bene. Altrettanto dovrebbe fare chi ha la responsabilità di “pascere il gregge di Dio”: notare i fratelli e le sorelle che amano Geova e soddisfare, nei limiti consentiti, i loro bisogni.

Come Mosè rimase “saldo come se vedesse colui che è invisibile”, allo stesso modo ogni cristiano deve mantenere ferma la sua fede in Dio come se lo vedesse (Ebrei 11:27). Il punto è che Geova è uno Spirito invisibile, gli anziani no. (Giovanni 4:24) Geova si apprezza dalle sue qualità (Romani 1:20). E tu anziano di congregazione per quali qualità sei apprezzato in congregazione? Anche quando non sei letteralmente presente, i fratelli ti riconoscono per quali virtù e capacità spirituali?

E’ vero che l’apostolo Giovanni scrisse: “Chi fa il male non ha visto Dio” e quindi è difficile per chi pratica il male vedere il buono di Dio o degli anziani (3 Giovanni 11). Chi fa il bene vede nell’anziano altrettanto bene, chi vive la cattiveria vede solo cattiveria, cioè la sua, trasferita in altri. Chi disprezza le cose spirituali non può avere “la medesima conoscenza di Dio” (Proverbi 2:5). Questo perché “L’uomo fisico non riceve le cose dello spirito di Dio, poiché per lui sono stoltezza; e non le può conoscere, perché sono esaminate spiritualmente” (1 Corinti 2:14).

Un pericolo da cui gli anziani devono guardarsi è la visibilità, cioè ambire a un grado di elevata notorietà e popolarità. Una simile tendenza era tipica dei farisei: erano inclini a concentrarsi su quegli aspetti dell’adorazione a Dio che davano visibilità di fronte al popolo e facevano ottenere lodi.

Presente e invisibile è il contrario di mettersi in mostra. Fa parte della natura umana sentirsi notati e apprezzati. E la Bibbia, lo conferma, quando dice che “Dio non è ingiusto da dimenticare la vostra opera e l’amore che avete dimostrato per il suo nome” (Ebrei 6:10). Quando siamo ignorati ci restiamo male, e non vogliamo semplicemente essere notati: desideriamo essere apprezzati per quello che siamo e che abbiamo fatto.

Come molti altri desideri, quello di sentirsi apprezzati può portare agli eccessi. Ai giorni di Gesù alcuni capi religiosi desideravano mettersi in mostra. Gesù avvertì i suoi seguaci: “Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti e a cui piace essere salutati nelle piazze, sedersi nei primi posti nelle sinagoghe e occupare i posti più importanti alle cene”.

Per rafforzare il desiderio di essere notati e apprezzati da Geova e non dal mondo, abbiamo bisogno di ricordare che lui apprezza e ricompensa sempre chi lo serve fedelmente. Inoltre, Geova che “vede in segreto”, potrebbe ricompensarci in modi inaspettati. Non solo, ma non riusciamo neanche a immaginare in quali modi Geova ci ricompenserà in futuro.

Non scordiamoci che oggi i veri cristiani sono già “in mostra” e sono “divenuti uno spettacolo teatrale per il mondo, sia per gli angeli che per gli uomini” (1 Corinti 4:9). I veri cristiani si impegnano nel fare la volontà di Dio per tutta la vita. Di solito partono dalle cose basilari. Man mano che fanno progresso tengono presenti le parole di Paolo: “Pondera queste cose; sii assorto in esse, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti”. (1 Timoteo 4:15) Tale progresso non è un modo per mettersi in mostra, ma il riflesso del proprio desiderio di fare altruisticamente la volontà di Dio.

I cristiani non richiamano indebitamente l’attenzione su di sé e sulle proprie capacità, lasciano che la loro condotta parli da sola. Adulare i superiori, cercare di ingraziarseli per mettersi in mostra o forse per ottenere qualche privilegio o promozione è un pericolo che i cristiani non possono sottovalutare. Quando è possibile, dovremmo essere disposti a fare del bene ai nostri fratelli “in segreto”, cioè lontano dai riflettori (Matteo 6:1-4).

Caro fratello “lontano” ti sei scoraggiato al punto che hai abbandonato la congregazione perché nessuno, in congregazione notava gli sforzi e i sacrifici che facevi per rimanere fedele a Geova? Come detto sopra, “Dio non è ingiusto da dimenticare la vostra opera e l’amore che avete dimostrato per il suo nome” (Ebrei 6:10). Geova apprezza e ricompensa sempre chi lo serve o lo ha servito fedelmente. Molto però dipende da noi.

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