Previsioni o predizioni?

svegl.fine del mondo

Le indagini dei demoskoppiati e le profezie dei teoskoppiati.

Demoscopia: indagine statistica sull’opinione pubblica.

Teo: [dal gr. ϑεός «dio»]. – Primo elemento di parole composte derivate dal greco o formate modernamente, nelle quali significa «dio, Dio» o genericamente «divinità». (Treccani)

Previsione: ipotesi su quello che accadrà in futuro fondata su indizi e segnali attuali. E’ composta da prae-prima e videre- vedere. Vedere prima.

Predizione: annunciare in anticipo l’avverarsi di eventi futuri. Dire prima.

In sostanza,  “previsione” vede prima e “predizione” dice prima. Tutte e due hanno relazione con il futuro, ma spesso si confondono l’uno con l’altro, che non sono la stessa cosa.

Le previsioni, tipo quelle meteorologiche, vengono fatte da esperti e consistono in stime probabilistiche. La previsione collettiva delle azioni umane, cioè per sapere cosa farà una popolazione in un determinato momento, è possibile farla tramite il sondaggio. Interrogando un campione, si stima come si comporterà tutta la popolazione da cui è tratto il campione. A volte le previsioni vengono spacciate per predizioni. Ad esempio, le previsioni meteorologiche sono soggette a variabili, mentre le predizioni bibliche di eventi futuri o profezie sono ispirate da Dio, che può guidare gli eventi se sceglie di farlo. Se un gruppo religioso annuncia delle profezie e queste non si avverano, o il gruppo si è sbagliato oppure Dio ha scelto di non intervenire.

Recentemente, i sondaggisti hanno preso una batosta in Gran Bretagna e in Spagna, dove non avevano previsto la vittoria di Brexit e la sconfitta di Unidos Podemos. Anche se spesso i sondaggi vengono fatti più per avere un titolo su un giornale che non per soddisfare una vera e propria commessa, l’inaffidabilità dei sondaggi non deve comunque sminuire la preziosità e l’utilità delle indagini accurate che sono svolte per le aziende e per capire quali sono le tendenze del momento.

In passato sono state fatte previsioni sbagliate riguardo al successo della televisione, del telefono, del computer e delle automobili, solo per citarne alcune. In molti pensavano che la gente si sarebbe stancata presto di questi strumenti tecnologici. Il bello, che a fare queste previsioni erano persone competenti ed esperte del settore. Non c’è certezza nelle previsioni umane e spesso si prendono severe cantonate.

Precisiamo che non ci interessano le argomentazioni dottrinali su ogni singola data o “generazione”. Ci fanno venire il mal di testa e fanno aumentare l’uso di ibuprofene. Quello che ci interessa è quanto incidono sull’attività e sull’inattività di ogni singolo proclamatore queste predizioni o previsioni. Per quanto riguarda le predizioni, i testimoni di Geova sono stati spesso accusati di essere pessimi profeti riguardo alla fine del mondo. Hanno sbagliato alcune date e per questo sembra che abbiano perso molta credibilità. I testimoni di Geova si giustificano dicendo che in nessuno di questi casi essi hanno avuto la presunzione di fare predizioni ‘nel nome di Geova’. Non hanno mai detto: ‘Queste sono le parole di Geova’. La Torre di Guardia di gennaio del 1883 metteva sin dall’inizio della loro storia di “non avere il dono della profezia”, né di “considerare i loro scritti rivelati o infallibili”.

generazione 1914

Ultima precisazione riguardo alla generazione del 1914 (Il Regno di Dio è già una realtà, p.12)

Per indicare che la Bibbia è affidabile come Parola di Dio, nelle pubblicazioni dei testimoni di Geova si dà più risalto alle profezie bibliche adempiute che a quelle da loro sbagliate. Va benissimo parlare della Bibbia come fonte attendibile riguardo all’adempimento di moltissime profezie del passato. Il problema sorge con le profezie che ancora si devono adempiere e che puntualmente sono state anticipate e smentite dai fatti. Ufficialmente, secondo quanto riportato dalla W del 1-11-1995 nell’articolo “E’ tempo di stare svegli”, ai testimoni di Geova “cercare di calcolare date o fare congetture sulla durata letterale di una generazione non è di alcuna utilità… non abbiamo bisogno di conoscere la data in anticipo. Questo punto di vista più preciso su ‘questa generazione’ vuol forse dire che Armaghedon sia più lontano di quanto pensassimo? Niente affatto! … dovremmo reagire con un vivo senso d’urgenza”. A parte il fatto che quello della “generazione del 1914” è tuttora un cantiere aperto, soggetto ancora a chissà quanti altri aggiustamenti, ma da quanto si evince dai contenuti delle recenti pubblicazioni, se la parola “fine del mondo” risulta datata, non si può dire così della parola “urgenza”. Sembra che ogni attività, ogni scelta, comporti all’interno dei Testimoni di Geova, “l’urgenza dei tempi”. In pratica, la “fine del mondo” è stata sostituita con “urgenza”. Cambiando gli addendi la somma non cambia.

Quello che opportunamente ci chiediamo, è se tutti questi aggiustamenti, con relativo spostamento della lancetta sulla “fine del mondo” più indietro o più avanti, influisca in maniera determinate anche sull’attività dei proclamatori. Al riguardo sorgono delle domande pertinenti. E’ vero che molti hanno abbandonato le fila dei testimoni di Geova a motivo dello spostamento della data sulla fine del mondo? Il gioco vale la candela nel continuare a spostare da una parte all’altra la “generazione” del 1914? Non c’è il rischio che a furia di dibattere su questa generazione si finisca con lo stancare e indurre molti a diventare inattivi? Se proprio vogliamo dirla tutta, non sono gli inattivi a parlare di generazioni, ma è il Corpo Direttivo, tramite il comitato scrittori. Questa cantilena di previsioni e di predizioni alla fine può diventare controproducente agli stessi Testimoni oppure no? Non c’è il rischio di diventare teoskoppiati come i demoskoppiati? Noi non stiamo da una parte né dall’altra. Constatiamo.

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