Proiettati verso il futuro ci siamo dimenticati il passato

damascenoOggi l’uomo guarda più al futuro e meno al suo passato, alle sue origini cristiane. Si deve ritornare all’uomo di carta e inchiostro scritto nella Bibbia con lo stilo di Dio.

E’ considerato poco originale, lungo, noioso e ripetitivo. Appartiene al gruppo di scrittori pressoché sconosciuti e non si è ritagliato nemmeno un pezzettino di storia. Tracce biografiche di lui non ce ne sono. Alcuni tratti della sua personalità emergono soltanto dai suoi scritti. La sua personalità si può paragonare a: “un fiume lungo e largo che scorre tranquillamente. Per scoprirne la bellezza occorre sedersi, sostare del tempo sulla sua riva, abbandonandosi al quasi assente, ma così rilassante suono del suo scorrere. Su questo fiume passano i giorni e le notti che lo sfiorano con la luce e con le tenebre. Nella sua superficie si specchia il cielo. Bisogna lasciarsi incantare dalla bellezza di questo fiume e così si scoprono le sue profondità, le sue meraviglie, i suoi drammi. Come tale fiume è Pietro Damasceno: bello, tranquillo, saggio. Se a qualcuno piace questo stile, perché sente che soddisfa i propri bisogni o perché è conforme al proprio carattere, si sieda e legga”. (Maciej Bielawski in Sguardo contemplativo, Saggio su Pietro Damasceno, autore filocalico).

Non di rado i saggi scelgono la discrezione e la riservatezza. La notorietà comporta sempre il rischio della vanagloria. Pietro ha scelto di rimanere nella storia un uomo sconosciuto. La ricerca dell’umiltà attraverso una vita ritirata, semplice e anonima, lo convince che è lo Spirito a mettere l’inchiostro sulla sua penna. Non inventa nulla della tradizione cristiana bizantina di cui scrive, egli semplicemente s’immerge nella meditazione della Bibbia e nei testi dei Padri. Chi legge le Sacre Scritture si accorge ben presto di navigare presso oceani di sentimenti ed emozioni, a volte difficilmente spiegabili a parole. Pietro è capace di rivelare con parole umane “le cose profonde dello spirito di Dio”. – 1 Corinti 2:11-16

Egli appartiene alla famiglia filocalica. La Filocalia abbraccia la storia di circa trentacinque autori vissuti tra il IV e il XIV secolo, ed è una raccolta di testi spirituali del cristianesimo orientale. Filocalia significa ‘amore di ciò che è bello’ (in greco filéo: amare e kalòs: bello-buono). Si tratta di bellissime pagine sul Bello Supremo, cioè su Dio. Gli scritti filocalici sono difficili da comprendere, ma hanno un loro fascino e vale la pena conoscerli, poiché possono favorire una crescita interiore. E’ una lettura che può piacere o no, può dire molto o nulla. La filocalia si concentra sulla ricerca di Dio e può illuminare il cuore sincero. E’ una raccolta di pensieri risalenti al cristianesimo bizantino, un genere letterario che cerca di coniugare la ricerca esistenziale con quella intellettuale.

La Filocalia dipende dalla Bibbia e non si pone sopra di essa, anzi, ne parla, la commenta, la incoraggia e la propone. Quando la società occidentale ha iniziato la sua storia di secolarizzazione si è concentrata sul futuro più che sul passato. La Filocalia pone invece il suo sguardo sugli scritti di uomini che sono considerati “santi” nell’ambito della cristianità. Oggi, la Filocalia ha trovato un notevole interesse fra i delusi delle proprie chiese. Una ragione di questo ritorno è da ricercare nell’incapacità delle religioni tradizionali di proporre alternative valide ai bisogni interiori dell’uomo moderno.

filocaliaMolti stanno fuggendo dalle religioni di appartenenza perché affascinati, non solo dagli aspetti spirituali della Filocalia che coinvolgono l’animo umano, ma anche dalla necessità di riscoprire le origini e la genuina praticità degli insegnamenti cristiani. Molti non sopportano più la deriva dal Cristo. Occorre ripensare alle proprie convinzioni cristiane e se ancora hanno un valore pratico nel mondo moderno. Il cristianesimo attuale si è involuto e invece di progredire è regredito. L’insegnamento originale di Cristo è divenuto un oggetto misterioso tra le religioni cosiddette cristiane, e incide poco o niente nella vita dei loro membri. Costretto a vivere tra la morsa della tecnologia e quella digitale, oberato da mille problemi, l’uomo di fede, questo sconosciuto, ha abdicato le sue facoltà intellettive e il suo libero arbitrio a una élite che si è sostituita a Dio e a una letteratura biblica considerata superiore alla Bibbia stessa. L’uomo smarrito, può trovare nella filocalia, pur con tutti i suoi errori e imperfezioni, quella pace necessaria per raccogliere in sé il vero spirito originale delle parole di Gesù. Oggi l’uomo guarda più al futuro e meno al suo passato, alle sue origini cristiane. Si deve ritornare all’uomo di carta e inchiostro scritto nella Bibbia con lo stilo di Dio. Siamo più Testimoni terreni che spirituali, con caratteristiche umane che poco hanno a che fare con l’uomo scritto con l’inchiostro di Dio sulle pagine della sua Parola. Bisogna farsi affascinare di nuovo dalla grande bellezza di Dio. La filocalia è mettere in pratica il bello di Dio che dimora nel nostro cuore. Pur di non guardare le brutture della vita umana, abbiamo proiettato lo sguardo verso il futuro dimenticandoci al presente quanta bellezza abbia il nostro Creatore.

Pietro Damasceno era un esicasta (chi vive in pace e tranquillità). Egli cercava Dio in tutte le sue preoccupazioni perché si fidava di lui quale liberatore delle sue ansietà. Chi è agitato dai problemi di questo mondo può distrarsi dal servire Dio. Occorre lottare contro il caos che regna nel proprio cuore, meditare sulle verità bibliche, sconfiggere i pensieri negativi che agitano la nostra mente. L’uomo nella sua miseria pensa di non poter dare nulla a Dio. E’ vero che il nulla dell’uomo non aggiunge niente alla grandezza di Dio, ma è proprio quando l’uomo non comprende le sue ferite, che Dio lo conforta con la sua Parola. Conoscere la bellezza di Dio vuol dire proteggersi dalla disperazione del brutto. Quando si è saldamente uniti a Dio, non è necessario ricorrere alle consolazioni umane. La consolazione di Dio è maggiore di quella degli uomini. Proiettati a guardare il futuro ci siamo dimenticati del passato, abbiamo trascurato la Parola di Dio e la sua bellezza interiore.

In futuro Inattivo.info pubblicherà una serie di articoli sulla Filocalia.

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