Può una canna rotta tornare a fiorire?

In un giardino straordinario, il bambù era il più bello da vedersi per il suo crescere nobile e grazioso. Si distingueva per la sua modestia e gentilezza. Un giorno, mentre lo contemplava, il maestro lo piegò fino a fargli toccare terra. Vista la sua flessibilità e resistenza, decise di tagliarlo. Il vento trattenne il respiro, si udì un sussurro e il giardino rimase in silenzio. Un tremito di orrore pervase il bambù, che rassegnato piegò mestamente il suo capo. “Bambù, mio caro, dovrò strapparti le foglie e i rami” disse il maestro. “Dovrò dividere in due il tuo cuore e strapparlo, altrimenti non posso usarti”. Lo portò poi sulle spalle in mezzo ai campi aridi dove in mezzo c’era una fonte d’acqua fresca e frizzante. Unì le due estremità di bambù tagliato, una alla sorgente e l’altra al canale in modo che arrivasse l’acqua in tutto il terreno secco. Il riso fu piantato, i giorni passarono, le pianticelle crebbero e finalmente venne il tempo della raccolta. Il bambù, un tempo bello a vedersi, divenne più glorioso nella sua umiltà. Pur con il cuore spezzato in due, ora è felice di essere stato usato dal suo maestro per diventare una canale di vita abbondante, acqua vivificante per terreni aridi.

Il bambù è una canna che non si arrende, cresce imperterrito verso l’alto. Nelle tempeste si piega ma non si spezza e quando la tremenda tempesta è passata con tutta la sua potenza distruttiva, la canna di bambù si raddrizza con vigore e torna a fiorire in modo rigoglioso. Una canna del genere è un perfetto esempio di flessibilità e di cedevolezza senza spezzarsi. Per questo motivo è apprezzata e usata in molti campi. Anche in senso metaforico. Simbolo del cristiano afflitto e piegato che non si spezza di fronte a nulla. Simbolo anche di rinascita dalle afflizioni e di nuova vitale attività per l’uso che Dio sceglie di farne in mezzo al suo popolo.

Il bambù, come tutte le canne, quando è spezzato necessita di particolari cure. E’ importante il contenitore e se piantarla con le pietre o con la terra. Il luogo deve essere luminoso con la luce filtrata e non diretta, altrimenti la pianta potrebbe bruciarsi. La crescita va stimolata, cambiando l’acqua ogni settimana o innaffiare quanto basta per inumidire il terreno. Favorendo le radici, le foglie crescono più rigogliose. Inoltre, è importante concimare la pianta regolarmente e prevenire le foglie che si seccano e muoiono quando diventano marrone. E’ importante anche tagliare un po’ la punta per mantenere il bambù sano. Se necessario, la parte della canna che sta morendo va tagliata, senza buttare i residui che si possono usare per far crescere nuove piante. Se invece è l’intera canna che sta morendo, si deve agire tempestivamente eliminando le parti malate e rinvasare subito gli steli e i rami ancora vivi.

Quante similitudini con la canna spezzata di cui parlò Gesù in Matteo 12:20! E’ strano, quindi, veder fiorire di nuovo una canna rotta? No, perché la potenza di Dio opera per provvedere ai nostri bisogni e si dimostra perfetta nelle nostre debolezze (2 Cor 12:9). Non sottovalutiamo mai cosa Geova potrà fare di noi, sia se siamo canne rigogliose, poi tagliate per altri usi più onorevoli, sia spezzate dalle afflizioni e poi rinvigorite grazie all’amorevole cura di Dio, per svolgere nuove attività ancor più spirituali e gratificanti.

Fine quinta e ultima parte

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