Quando le parole degli anziani creano dipendenza

Riportiamo una serie di tipologie in cui la personalità di un anziano di congregazione o di un sorvegliante di circoscrizione possono, con le loro parole, confondere il proclamatore.

Tutti siamo imperfetti e sbagliamo in continuazione. Il problema si aggrava quando si persevera nel commettere gli stessi errori, convinti di essere nel giusto. Ciò che scriviamo in questo articolo non deve essere considerato esaustivo. Anche noi sbagliamo. Ciò nondimeno, per esperienza o per conoscenza di storie che leggiamo, ci siamo fatti un’idea di questo argomento.

IL CONFORTATORE

Quando un anziano del genere vi parla vi trovate di fronte  un cristiano serio con un atteggiamento cordiale, caloroso e compassionevole, che piano piano fa emergere gli aspetti che più vi fanno soffrire o vi imbarazzano. Vi offre la sua disponibilità ad aiutarvi, accompagnata da buoni consigli. Non avete dubbi: vi trovate di fronte un confortatore teocratico. Siete così attratti più dal tipo di persona che da quello che vuole trasmettervi.

Comunque, si deve riconoscere che anche fratelli che non sono nominati hanno questa caratteristica consolatoria. Si tratta di una caratteristica tipica dell’essere umano e non è esclusivamente ad appannaggio di una categoria di nominati.

Confortare troppo un fratello depresso, può in alcuni casi, rafforzare la sua patologia

Purtroppo ogni medaglia ha il suo rovescio, anche in congregazione. Un comportamento fin troppo consolatorio ha degli effetti collaterali. A volte, la relazione consolatoria fin troppo stretta tra un nominato e un fratello che dipende dalle sue parole, può accrescere la sua debolezza. Questo perché il fratello impara che, grazie al suo disturbo, ottiene una particolare attenzione che lo fa sentire importante e che probabilmente senza la sua debolezza verrebbe meno.

IL CONFIDENTE

Un anziano tende quasi sempre a rendersi affidabile riguardo agli aspetti confidenziali che gli confessate. Prestate attenzione se comincia ad assumere un tono inquisitorio mentre cerca di scovare tra le vostre intimità qualche trasgressione. Alcuni sono per natura indagatori come lo sono i giornalisti di cronaca rosa.

Ci sono casi in cui, la confidenza confessata crea uno strano legame fra i due. Questo succede perché il fratello con il problema, ha paura di perdere questa relazione instaurata con l’anziano, qualora il problema in seguito si risolvesse o migliorasse. Perciò, alcuni pur di non sciogliere questo legame preferiscono convivere con il problema piuttosto che risolverlo.

TROPPO AMICO

Un’altra tipologia coinvolge quegli anziani che si dimostrano troppo amicali. Di solito, un anziano amichevole assume un atteggiamento paterno, evita l’etichetta di anziano e si configura come uno “specialista della mente”. In realtà, più che uno psicologico, basta porsi in un atteggiamento di ascolto e rendersi disponibili.

Comunque, ci sono anziani e sorveglianti capaci che ottengono ottimi risultati con i consigli basati sulla Bibbia. In questo articolo ci riferiamo ad alcuni anziani che manifestano certe caratteristiche quando si relazionano con fratelli che hanno problemi emotivi.

Si deve comunque ammettere che certi consigli, pur se banali, vengono accettati dai proclamatori solo perché ricevuti da un anziano o da un sorvegliante.

PROVARE PIACERE NEL POTERE

Più un anziano avverte il potere sul fratello più aumenta la sua gratificazione. Il potere corrompe chi non lo ha mai avuto. State attenti quando in una conversazione privata, questo genere di anziano tende a far notare il suo ruolo esaltandone l’autorità. Lo si nota, perché si erge su tutto. In genere evita di farsi coinvolgere emotivamente, ma si irrita e si irrigidisce di fronte a un fratello difficile che mette in crisi il suo ruolo. Invece si mostra acquiescente con chi si sottomette facilmente e ne esalta il suo status.

L’ANZIANO SACRIFICALE

Sono i nominati dell’abnegazione, dedicati esclusivamente a soddisfare i bisogni altrui. Vivono il loro incarico come una missione mistica. Si rendono disponibili a ogni ora, giorno e notte. Sono i più amati da coloro che hanno disturbi emotivi e mentali. Il problema è che alcuni di questi nominati perdono di vista il loro reale compito in congregazione.

Non necessariamente per curare bisogna provare un dolore congiunto tra anziano e sofferente. Finché si tratta di disturbi momentanei o di problemi passeggeri, questo tipo di anziano ottiene effetti eccellenti. Ma se si relaziona con fratelli disturbati o con patologie compromesse, dimostra il suo limite. Non è un caso che spesso siano vittime di burn-out. È questo il caso di un nominato che si ammala della sua stessa cura.

L’ANZIANO PORTATORE DELL’UNICA VERITA’

Si vede come il profeta portatore degli unici consigli che curano i malati spirituali. Mira a consolidare il suo ruolo con certi consigli scritturali. E quando riesce a fare discepoli, guai se qualcuno li mette in discussione. Preso dal suo ruolo di detentore dei consigli divini e terapeutici diviene cieco a tutto quanto dovrebbe fare in congregazione.

Lui per primo ha bisogno di trovare conferme su sé stesso e lo fa divulgando i suoi consigli alla ricerca di adepti che condividano le sue idee. Chi finisce per seguirne le sue opinioni, quasi sempre ne viene influenzato.

Un buon anziano deve essere elastico mentalmente, adeguando il suo ruolo a seconda del momento e delle necessità dei fratelli che hanno bisogno di conforto. La cura non è mai la stessa né lo è la mera ripetizione di un protocollo biblico o di fredde procedure teocratiche.  Senza una accurata conoscenza della Bibbia e senza l’intendimento necessario per saperla applicare, una tale relazione tra anziano e fratello bisognoso è solo una irresponsabile incoscienza che crea dipendenza e confusione.

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