«Quando mi cerco, non mi trovo»

«E talvolta mi trovo più per caso che grazie alle ricerche del mio giudizio»

Il grande filosofo francese Michel de Montaigne, originale, osservatore acuto e bizzarro, con i suoi “saggi che sono condensati di saggezza, riesce a perforare la superficie degli eventi e degli atti umani, ne intuisce le contraddizioni e gli splendori, ne dipana i grovigli, ne illumina gli angoli oscuri, senza mai rendere scipito il sale dell’ironia” (Gianfranco Ravasi).

Le parole sopracitate sono le sue. Cosa vogliono dire? Che siamo sempre in cerca di qualcosa, anche di noi stessi. A volte capita di trovarsi ma non ci piace quello che vediamo di noi nella realtà. Altre volte speriamo che la ricerca sia terminata perché ci piace ciò che abbiamo trovato, anche se la vita ci riserva sempre sorprese inaspettate.

Ci cerchiamo, indaghiamo, ma non ci troviamo come vorremmo. La vera filosofia non consiste, secondo Montaigne, nella speculazione astratta, ma nel vivere nel migliore dei modi possibili.

Come vivere dunque? A un certo punto, ogni uomo sente il bisogno di dare una forma consapevole alla propria vita, il che significa rompere con le tradizioni, gli schemi consolidati e con quelle le norme che non convincono più quando l’individuo inizia a prendersi cura di se stesso.

Tutto questo implica prendere atto di cose estranee che disorientano e che inducono a ripartire da zero, dando un nuovo senso alla propria vita e a un modo nuovo di intendere la realtà. Le parole di Montaigne toccano la percezione che ognuno ha delle sue abitudini, dei valori che regolano la sua condotta e della comunità nella quale la sua vita si svolge.

Cosa c’entra tutto questo con gli inattivi?

Capita nella nostra vita cristiana di perderci, di cercarci e non trovarci. Forse ci siamo smarriti in idee e pensieri che non corrispondono più ai nostri attuali bisogni spirituali. Forse siamo cambiati e la realtà in cui viviamo non viene percepita più come agli inizi.

Le nostre abitudini spirituali non sono più consolidate come un tempo. Le nostre attività teocratiche hanno subito un rallentamento e abbiamo dubbi sui valori che regolano la nostra comunità. Abbiamo indebolito il senso di orientamento e siamo indecisi su che scelta fare del nostro futuro.

Le cose che fino a oggi ci erano estranee, stiamo cominciando a rivalutarle e a dare un nuovo senso. Desideriamo dare un taglio alla nostra esistenza e ripartire da zero. Vogliamo rompere con le credenze e le pratiche che fino ad oggi abbiamo sostenuto perché ne eravamo convinti.

La nostra fede è da tempo che si è indebolita e abbiamo permesso al nostro cuore di cominciare a desiderare quello che ritenevamo sbagliato fare. Non ci sentiamo più come prima. Abbiamo così iniziato a cercare altrove ma non abbiamo trovato nulla di soddisfacente.

La nostra ricerca non si ferma nemmeno dove abbiamo trovato qualcosa in cui ci rispecchiamo. La vita riserva sempre delle sorprese. E la nostra indagine rivela che il nostro bisogno è ancora insoddisfatto. Non siamo contenti, né di quello che cerchiamo né di quello che speriamo di trovare. Forse è il caso di cercare dove in passato abbiamo trovato le risposte.

Le risposte si trovano spesso dove ogni uomo ha la tendenza universale ad adorare qualcosa. Egli cerca per natura un significato più profondo nella vita. L’uomo sente il bisogno naturale di stabilire un rapporto con una forza superiore. Le domande, le perplessità, la ricerca spirituale, nascono dal nostro bisogno di avere uno scopo nella vita, di dare un senso a ciò che facciamo.

Andare in cerca di risposte fa parte della natura umana. Non è sbagliato cercarle. E quando cerchiamo è fondamentale soddisfare il bisogno spirituale che Dio ha posto dentro di noi. La donna che perse la moneta l’ha cercato all’interno della casa, dove in effetti l’aveva perduta. Non andò a cercarla fuori. (Luca 15:8-10)

Perché non ti guardi dentro, forse scoprirai che la tua vita prima di conoscere il proposito di Dio era un susseguirsi di sforzi inutili. A quel tempo provavi un senso di vuoto. Poi hai conosciuto la verità e non ti sentivi confuso, ma determinato e consapevole delle cose che avevi imparato. E così ti eri battezzato. Non ti sentivi più come quando non conoscevi Geova.

Hai perduto la tua moneta preziosa? Caro fratello, non cercare altrove, se la vita ha un significato in sé, allora ogni cosa ha un significato. Sapere perché esistiamo non risolve tutti i problemi, ma ci permette di affrontarli. Abbiamo inoltre una speranza per il futuro. Tutto il senso della tua vita è in quella moneta. Cercala dentro di te.

Permetti di nuovo a Dio di agire in te e di darti sia il desiderio che la forza di agire (Filippesi 2:13). Geova può darti la saggezza e la forza per cercare e trovare qualsiasi cosa sia necessaria per compiere la sua volontà. Sì, Geova può aiutarti nella ricerca e farti diventare qualsiasi cosa. Se glielo consenti. Questo è il nostro augurio per l’anno che verrà.

Tags: , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA