Quando sono i «reni» a correggerci

«Durante la notte i miei reni mi hanno corretto». – Salmo 16:7

Sia la parola ebraica tradotta reni che quella greca, usate in senso simbolico, si riferiscono agli aspetti più nascosti della personalità. Trovandosi nella parte più interna del corpo, i reni, rappresentano i pensieri più intimi e le emozioni più profonde. Geova, quale Creatore, conosce bene la costituzione dei reni, ecco perché è in grado di scrutarli. Per farlo si serve anche della sua Parola come nel caso di Davide.

I consigli di Dio toccavano in profondità il re Davide, correggendo i suoi pensieri e le sue emozioni, anche quelli più bui come la notte. Le parole di Geova così ben radicate, erano entrate talmente in profondità nella personalità di Davide che non era necessario che un altro lo correggesse. La Parola di Dio lo induceva ad auto correggersi.

Correggere può anche significare «mettere ordine», come l’azione di riportare qualcosa in una condizione conveniente, come ad esempio il «riparare» una rete da parte del pescatore. (Mt 4:21) Nel caso dell’inattività possiamo avere le «maglie» tranciate e che necessitano di riparazione. Non è facile correggere un fratello lontano. In molti casi, non si capisce perché gli anziani e la congregazione non hanno mosso un dito per aiutarli a non abbandonare le loro attività quando erano ancora in tempo per farlo, né hanno fatto qualcosa per cercarli in tutti questi anni. Ammesso che vi sia data l’opportunità di parlare con uno di loro, come dovreste impartire la correzione?

Intanto, non dovete assolutamente pensare che questi fratelli non abbiano più qualità desiderabili e che non meritano il vostro tempo e le vostre attenzioni. Non dovete considerarli come una perdita di tempo. Nell’arte di impartire correzione la cosa importante è il motivo. Non si dovrebbe avere mai un motivo negativo o essere mossi dal risentimento. Si impartisce correzione fraterna solo per amore. (Prov 27:6) Inoltre è fondamentale conoscere bene i fatti implicati. Non si dovrebbe correggere per cose insignificanti e soprattutto la correzione va fatta in privato, non esagerando anche quando si è convinti di fare del bene.

In servizio, un anziano dava suggerimenti a una sorella, correggendola pensando di migliorarla. Lui era tutto contento, lei diventò un’inattiva. Un altro anziano maturo, andò a visitarla e seppe che era rimasta molto offesa per essere stata corretta in presenza di altri proclamatori. Con molta pazienza, l’anziano l’aiutò a superare l’offesa e a vedere le cose nel modo giusto. Dopo di che, la sorella riprese di nuovo ad associarsi con la congregazione. Se non stiamo attenti a mostrare empatia a TUTTI i fratelli e sorelle, possiamo fare più male che bene, anche con le migliori intenzioni del mondo. A volte è meglio non dare consigli non richiesti. E’ sufficiente quello che leggiamo nella Parola di Dio per auto correggerci.

_______________

Sulla correzione:

Correzione fraterna

Perché quando un anziano sbaglia è difficile correggerlo? Ci è capitato di non aver corretto amorevolmente un fratello che in seguito è diventato inattivo?

 

 

Correzione paterna e fraterna

La verità non è fatta di correzione punitiva, ma è soccorrevole, pronta ad aiutare, a reggere e a sorreggere.

Tags: , , , , , ,

Trackback dal tuo sito.

Lascia un commento

inattivo.info

Inattivo.info è un sito aperto nel 2014 ed è rivolto ai testimoni di Geova non più attivi come un tempo e ai responsabili delle congregazioni.

Built by TANOMA